Con me per L’Altra Europa

0

Lo scorso anno diedi vita, con moltissime altre persone, a Repubblica Romana, con la quale non abbiamo avuto il riscontro elettorale che speravamo. Eppure, anche se senza un soldo per la campagna elettorale, ventottomila cittadine e cittadini hanno tracciato una croce sul mio nome.

Tengo molto alla mia città e sono convinto che non possa crescere nulla in Europa se non si allarga lo sguardo e al tempo stesso non si hanno ben piantate le proprie radici.

Come sapete, per dodici anni sono stato presidente dei uno dei più grandi e complicati Municipi romani, quello di Cinecittà. Dove sono stato eletto per tre volte consecutive. E dove ho compiuto scelte azzardate, ossia giuste e necessarie, come requisire più di duecento case per i senzatetto, aprire il Registro delle unioni civili, quello del testamento biologico, liberare il Parco degli Acquedotti da centinaia di baracche abusive, assegnare spazi sociali, culturali e sportivi ai giovani del territorio, promuovere cooperative di lavoro, favorire iniziative di autogoverno. Insomma alcune delle cose che ci si aspetta che gli amministratori facciano, e che in genere evitano di fare.

Tutto il mio lavoro è sempre stato non “minoritario”, e nemmeno “controcorrente”, ma semplicemente ragionevole. Ragionevole, almeno, se si guarda alla malintesa austerità imposta da non meglio precisate “regole europee”, che concretamente si nutrono di ideologia (liberista) e obbedienza (cieca) allo strapotere della finanza globale. E’ per questo che sono orgoglioso di candidarmi in una lista che ha il nome di un giovane greco, probabile futuro primo ministro di un paese in cui le direttive europee hanno fatto aumentare del 46% la mortalità infantile. La domanda è: come possiamo interrompere queste politiche assassine?

Ci si potrebbe chiedere: cosa c’entra un Municipio, per quanto grande (Cinecittà ha duecentomila abitanti) con il parlamento europeo? C’entra moltissimo. La linea di comando finanziario ha imposto agli stati europei, e a cascata sui comuni, regole di bilancio che comportano riduzioni brutali di tutte le tutele sociali che fin qui erano garantite, nella salute, nell’istruzione, nell’assistenza: provocando un’ondata di miseria che impoverisce il paese e appassisce le coscienze.

Il governo italiano ha imposto il patto di stabilità ai comuni. Il comune di Roma ha spogliato i Municipi di ogni risorsa per arginare la sofferenza sociale e si appresta a vendere i beni comuni della nostra città, le sue aziende e il patrimonio in suo possesso.

Tutto questo comporta almeno due conseguenze: c’è un incessante e gigantesco flusso di denaro dal basso (dai cittadini) verso l’alto (la finanza, le borse); e c’è un incessante e ferreo controllo dall’alto verso il basso, una progressiva e violenta sottrazione di democrazia, cioè di ogni possibilità, per le cittadine e per i cittadini, di influire sulle scelte che riguardano la vita delle persone, delle famiglie, delle comunità e dell’ambiente in cui vivono. 

Ora siamo qui. Possiamo dirci: queste elezioni europee, come tutte le elezioni, sono solo uno spettacolo di cui noi cittadini siamo spettatori impotenti. Oppure possiamo decidere che votare sia, almeno in questo caso, l’inizio di qualcosa di diverso. Anche perché non saranno certo il rifiuto o la riluttanza, la rassegnazione o l’invettiva a cambiare le cose.

C’è invece bisogno di costruire un’altra Europa, una grande comunità di uomini e donne, municipi e territori che governano se stessi.

Se anche voi pensate che questa possibilità sia concreta, sulla scheda elettorale potrete scegliere il mio nome, insieme a quello di altre persone che hanno messo le loro competenze, la loro passione, le loro speranze al servizio della democrazia. Prima tra tutti la nostra capolista, Barbara Spinelli, prestigiosa giornalista del respiro internazionale, nonché figlia di uno dei fondatori dell’Europa unita, Altiero Spinelli. E potete anche, se volete, aiutarmi a diffondere, nelle vostre cerchie e nei vostri indirizzari, questo messaggio.

Troverete aggiornamenti, commenti e appuntamenti sulla mia pagina di Facebook e Twitter.

 

Condividi: