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Noi che ci siamo ritro­vati davanti a Mon­te­ci­to­rio per pro­te­stare con­tro l’imposizione della fidu­cia sulla legge elet­to­rale, ci rivol­giamo a quanti e quante hanno a cuore le sorti della demo­cra­zia ita­liana per­ché fac­ciano sen­tire forte la loro voce per dire No all’Italicum.
Mar­tedì mani­fe­ste­remo all 16.00 di fronte a Mon­te­ci­to­rio per denun­ciare al Paese che un Governo espres­sione di una legge elet­to­rale inco­sti­tu­zio­nale pre­tende di imporre, a colpi di fidu­cia e di mag­gio­ranza una riforma elet­to­rale che man­tiene tutti i vizi di stra­vol­gi­mento della Costi­tu­zione del Por­cel­lum.

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Siamo a poche ore dalla manifestazione.

L’appuntamento di sabato è alle 14 a Piazza Indipendenza, da dove partirà il corteo che raggiungerà Piazza del Colosseo, passando per piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, Via Merulana, Via Labicana. Al Colos­seo sarà mon­tato un palco per gli inter­venti.

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di Roberto Musacchio

La fortuna aiuta gli audaci, diceva il vecchio detto latino. Quelle poche migliaia di voti che rappresentano quello 0,03 che fa superare alla lista Tsipras il quorum dell’assurda, e incostituzionale, legge italiana, possono far pensare che ci sia alla fine un premio per chi ha coraggio. 

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pubblicato su L’Isola dei Cassintegrati

Carlo Soricelli, direttore dell’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro è in sciopero della fame dal 26 aprile. Per sensibilizzare contro la strage di morti recenti: dalla Thyssen, all’Ilva, da Molfetta alla Marcegaglia. L’Isola dei cassintegrati rilancia l’appello, in particolare ai musicisti del concertone di Taranto e Roma: gli amici 99Posse, Sud Sound System, Roy Paci, Caparezza, sempre attenti a queste tematiche. Il Primo Maggio lutto al braccio. Per i morti sul lavoro, con Carlo. 

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La scorsa settimana, a Pisa, le forze di polizia hanno messo fine a una manifestazione pacifica degli attivisti de “Il municipio dei beni comuni” rei di voler difendere la riappropriazione colletiva di spazi pubblici (in particolare, una vecchia caserma e il parco annesso) messi a servizio della gente; a Roma, invece, migliaia di cittadini in una manifestazione gioiosa e ricca di messaggi ai dirigenti della città hanno presentato 4 proposte di delibere comunali popolari.

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pubblicato oggi su Il Manifesto

Nel suo caldo intervento di venerdì scorso, il sindaco di Roma Ignazio Marino tratteggia quell’insieme di scelte, alcune esplicite, altre tendenziali, che hanno finora caratterizzato la sua amministrazione. E fa bene a valorizzarne l’entità e anche il risvolto simbolico, e a rivendicarne i meriti (che peraltro non gli sono stati negati). Si potrebbe dire che chiudere la discarica di Malagrotta era ormai indifferibile, che le delibere urbanistiche di Alemanno erano state già bloccate dall’allora opposizione insieme ai comitati e alle associazioni ambientaliste, che spazzolare le aziende comunali da sprechi e ridondanze è di questi tempi né più né meno d’un atto dovuto, che ridimensionare il potere delle oligarchie clientelari era sostanzialmente una strada obbligata. Ma questo sindaco l’ha comunque fatto e lo sta ancora facendo. Bene.