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Non era per niente facile peggiorare la riforma Fornero, che peggiorava la riforma Biagi, che peggiorava la riforma Treu. Ebbene, Renzi c’ è riuscito: c’è riuscito il governo delle larghe intese Renzi-Alfano, per la precisione, che oggi ha addirittura posto la fiducia al Senato sul decreto lavoro, impedendo per l’ennesima volta il dibattito parlamentare. In un tempo neppure troppo lontano, il modello sociale europeo si poneva come obiettivo la piena occupazione, mentre oggi l’obiettivo è la piena precarizzazione. 

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C’era una svolta. Chi a sinistra ha creduto in buona fede alla favola dell’Italia che cambia verso, ammansita dalla mancetta degli 80 euro (sempre sacrosanti, ma non è questo il punto) o dal turbo-riformismo dei rottamatori, ora dovrà ricredersi. Perché sul decreto lavoro, cioè un provvedimento serio e decisivo per le sorti del Paese, è la destra a passare all’incasso, riconfermando – e in molti casi peggiorando – la filosofia della riforma Fornero: deregulation, liberalizzazione totale dello sfruttamento dei precari, estensione dell’apprendistato come surrogato del lavoro, proroga dei contratti a termine, multe da quattro soldi per le imprese che aggirano il limite degli “atipici“. Questo il risultato dell’intesa tra il Pd di Renzi e il Nuovo Centrodestra di Alfano – sempre più indistinguibili per obiettivi e vocazione – all’indomani della festa dei lavoratori. Un beffardo atto di sfida non già al “vecchio” sindacato – che pure avrebbe tanto da cambiare – ma a una nazione in ginocchio, che arranca tra disoccupazione e precarietà e ora subisce un altro attacco ad alzo zero. 

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Piazza Vittorio Torino – il corteo si sta formando, davanti a noi gli studenti e prima ancora lo spezzone del PD, con il suo servizio d’ordine. Arriva Esposito, noto esponente del PD Sì Tav. E’ contestato dai manifestanti al grido di “Fuori Esposito dal corteo”, grida e null’altro; si fronteggiano studenti e manifestanti con servizio d’ordine del PD, improvvisamente arrivano i celerini, s’infilano caricando i manifestanti.

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Ci sarebbe poco da festeggiare oggi. I dati sulla disoccupazione sono noti a tutti. Siamo oltre il 13%, quella giovanile è intorno al 40 e ci sono milioni di donne e uomini che hanno addirittura smesso di cercare un’occupazione. Per non dire dei tanti milioni di giovani che hanno smesso di studiare e di cercare lavoro, soprattutto al sud.

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L’Europa e l’Italia sono attanagliate dalla morsa della disoccupazione, affamata da povertà e precarietà.

Sono 27 milioni i disoccupati in Europa, 12 milioni i NEET, giovani espulsi da ogni percorso di formazione e lavoro. Tra il 2010 e il 2012 nei paesi mediterranei (Italia, Grecia, Spagna, Portogallo) il salario medio si è ridotto del 6,5%, negli stessi paesi tra il 2011 e il 2012 il numero di diciottenni in percorsi di formazione è diminuito del 3,5%.

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Primo Maggio 2014, festa dei lavoratori. I signori Berlusconi, Monti e Letta si apprestano a festeggiarla anche loro, ma non è il caso! Questi signori, premier degli ultimi 3 governi italiani, diversi nella guida ma identici nella sostanza, hanno approvato una delle peggiori riforme sul lavoro, con l’intento di incentivare le assunzioni, e hanno promosso la peggiore riforma pensionistica che l’Italia ricordi, sempre con l’intento di agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

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Il primo maggio ricorda le lotte di lavoratori organizzati, spesso a rischio della propria vita, per ottenere diritti. Diritto al riposo, a un giusto trattamento economico, alla malattia, alle ferie, a non esser discriminati per le proprie idee. Nell’Europa del 2014, il lavoro sta diventando merce rara.

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Nella mia regione, come in tante altre regioni d’Europa, il tema del lavoro non ha solo a che vedere con il drammatico aumento di disoccupazione e precariato. Il lavoro, in Puglia, è rimasto imbrigliato in qualcosa di più crudele: l’innaturale scelta tra occupazione e diritto alla salute.

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pubblicato su L’Isola dei Cassintegrati

Carlo Soricelli, direttore dell’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro è in sciopero della fame dal 26 aprile. Per sensibilizzare contro la strage di morti recenti: dalla Thyssen, all’Ilva, da Molfetta alla Marcegaglia. L’Isola dei cassintegrati rilancia l’appello, in particolare ai musicisti del concertone di Taranto e Roma: gli amici 99Posse, Sud Sound System, Roy Paci, Caparezza, sempre attenti a queste tematiche. Il Primo Maggio lutto al braccio. Per i morti sul lavoro, con Carlo. 

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