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Mancano pochi giorni al 24 settembre quando si voterà in Germania eppure i mass media…

La Nostra Storia
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La Grecia dopo il voto – Non un pericolo, ma una chance per l’Europa

Primi firmatari sono i leader di DGB, ver.di, IG Bau (settore edile), IG Metall,  EVG (ferrovie), NGG (alimentare-gastronomico), GEW (istruzione/accademico), IG BCE (chimico), oltre al presidente dell’organizzazione generale dei sindacati austriaci ÖGB.

Oltre ai sindacalisti l’appello è sottoscritto da molti esponenti Linke, Spd e Verdi, ricercatori, intellettuali, ecc.

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L’anteprima con alcuni estratti del mio intervento che verrà pubblicato dal Manifesto

Non è ragionevole confondere lo strumento (la moneta comune europea, l’euro) con la causa – meglio, le cause – del fallimento delle politiche di crescita e di convergenza economica e di integrazione politica dell’Europa.

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Il Fondo Monetario Internazionale nacque dagli Accordi di Bretton Woods del 1944, che misero in piedi l’architettura finanziaria internazionale del secondo dopoguerra. Da allora, ha sempre avuto poche e chiare idee in materia di disciplina fiscale e monetaria. Secondo gli esperti dell’FMI l’unico indicatore che permette di riconoscere un’economia sana è il pareggio di bilancio. Non è compito loro sapere a quale prezzo lo si ottenga, quali siano i margini perché gli Stati possano intervenire nelle fasi espansive o recessive, quali siano i costi sociali e umani delle ristrutturazioni del debito.

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Poco tempo fa, ho ascoltato Stefano Rodotà raccontare: “Negli anni settanta, di fronte al rischio che una intera generazione che si allontanasse dalle istituzioni e dallepratiche democratiche, in Parlamento decidemmo di tornare al proporzionale puro. Era un modo per offrire a chi lo volesse la possibilità di ricostruire un rapporto, un modo per vivere il conflitto nella dimensione democratica”.

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di Alfonso Gianni

Mentre persino il Fondo monetario internazionale avverte che la bassa crescita italiana, stimata in +0,6% per l’anno in corso e un incerto +1,1% per quello a venire (inferiore quindi a quasi tutti i paesi della Ue, compresa la martoriata Grecia), il nostro nuovo governo procede come su nulla fosse.

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