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Il secondo cantiere è strategicamente determinante per la riappropriazione del futuro dell’Europa da parte dei cittadini: dobbiamo costruire la comunità dell’Europa fondata sui diritti e sui beni comuni pubblici.

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La scorsa settimana, a Pisa, le forze di polizia hanno messo fine a una manifestazione pacifica degli attivisti de “Il municipio dei beni comuni” rei di voler difendere la riappropriazione colletiva di spazi pubblici (in particolare, una vecchia caserma e il parco annesso) messi a servizio della gente; a Roma, invece, migliaia di cittadini in una manifestazione gioiosa e ricca di messaggi ai dirigenti della città hanno presentato 4 proposte di delibere comunali popolari.

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Alla luce di quindici anni di applicazione della Direttiva Quadro Europea sull’Acqua del 2000, si può dire che una politica europea dell’acqua deve approcciare e risolvere quattro principali problematiche (o Agende europee per l’Acqua):

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di Riccardo Petrella, candidato nel collegio del Nord Est

La Commissione dell’Unione Europea ha reso pubblica il 19 marzo la comunicazione sull’Iniziativa dei Cittadini Europei Right2Water sul diritto all’acqua, la prima ad aver superato di molto il milione di firme necessarie. I cittadini hanno chiesto che la Commissione proponesse uno o più atti legislativi per introdurre nella legislazione europea il riconoscimento del diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari e la loro esclusione dalle “norme del mercato interno” e dalla liberalizzazione.

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 di Tommaso Fattori, candidato nel collegio del Centro

2009: il Comune di Parigi – città simbolo delle multinazionali dell’acqua – avvia la rimunicipalizzazione del servizio idrico. 2010: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiara l’accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari un diritto umano. 2011: ventisette milioni di italiani – con il 96% di “sì” – votano contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per l’eliminazione dei profitti dalla gestione del servizio idrico.

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Il testo dell’intervento di Alexis Tsipras

“Alexis Tsipras, leader greco di Syriza e candidato alla presidenza della commissione europea alle elezioni di maggio 2014, sostiene la necessità che l’acqua resti un bene pubblico dal momento che è un diritto umano fondamentale.

L’Acqua è il bene più necessario alla vita. L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sono beni critici per la salute umana e per la vita. Per questo sono definiti dei diritti umani, e i diritti umani non sono merce e quindi non commerciabili. Per questo i servizi come l’acqua e igienico-sanitari non possono essere liberalizzati.