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Alexis Tsipras su voto inglese

Oggi è innegabilmente una giornata difficile per l’Europa. Il progetto di integrazione europea ha subito un duro colpo. La decisione del popolo britannico va rispettata, ma conferma una crisi politica profonda; una crisi di identità e strategia per l’Europa. Questo risultato non è stato un fulmine a ciel sereno. I messaggi erano stati inviati a lungo prima e da molte direzioni diverse. La crescita esplosiva dell’estrema destra e delle forze nazionalisti nell’Europa centrale e settentrionale aveva preannunciato questo sviluppo negativo. Le politiche di austerità estreme che ampliano le disuguaglianze sia tra i paesi del Sud e del Nord europeo così come all’interno dei paesi europei; la gestione “a’ la carte” della crisi dei rifugiati, la chiusura dei confini, le barriere e le azioni unilaterali; il rifiuto di condividere la responsabilità e l’onere nei confronti sia della crisi del debito che di quella dei rifugiati avevano dato un segnale di una vasta crisi del progetto europeo. In questo momento, tutti dobbiamo riflettere e innanzitutto chiederci: Qual è la causa principale della crisi europea? Chi è responsabile per la diffusione del nazionalismo e l’ascesa dell’estrema destra, che rappresentano la punta di lancia degli isolazionisti? Il deficit democratico, l’attuazione di politiche impopolari e ingiuste attraverso ricatti, gli stereotipi divisivi che separano l’Europa tra il laborioso e prudente Nord e il presunto pigro e ingrato Sud – tutto ciò ha portato ad una profonda divisione politica e sociale. Le nazioni del Nord europeo credono di pagare per i fallimenti del Sud, mentre le nazioni del Sud ritengono giustamente che il Nord non è solidale con loro, ma piuttosto le punisce. E l’abisso continua allargandosi. Così, il senso di una prospettiva comune e di un futuro comune delle nazioni europee è stato sostituito dal ritorno alla presunta sicurezza della chiusura nazionale, dall’isolazionismo nazionale. Questa, però, è una via senza uscita. Il referendum britannico sarà l’allarme per la sveglia del sonnambulo in direzione della scogliera o l’inizio di un percorso molto pericoloso e scivoloso per i nostri popoli. Ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di un cambiamento immediato, di innovazioni democratiche e progressiste in Europa. Di cambiamenti di percezioni, mentalità e, in ultima analisi, di cambiamenti delle politiche. Abbiamo bisogno di alzare una barricata contro l’euroscetticismo e l’estrema destra. Per ristabilire un’Europa fondata sui principi della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà. Abbiamo bisogno, più che mai, di un importante contrattacco delle forze progressiste europee al fine di arginare l’assalto dell’estrema destra e del nazionalismo che trovano terreno fertile nelle condizioni create dalla austerità e dall’irresponsabilità del mercato. Abbiamo bisogno di una grande alleanza progressista purché l’Europa riscopra il suo slancio perduto e i suoi valori fondanti che hanno reso l’Unione unica nel mondo: la tutela del lavoro, il sostegno dello stato sociale, la solidarietà europea, la tutela dei diritti individuali e sociali. Poiché è stato dimostrato in questi giorni che il discorso dei tecnocrati altezzosi e arroganti non solo non commuove i popoli europei, ma piuttosto li fa arrabbiare. È proprio per questo motivo che abbiamo urgente bisogno di una nuova visione e di un nuovo inizio per un’Europa unita. Una nuova visione né per meno Europa, né per un’Europa più autoritaria e più centralizzata. Ma una nuova visione per un’Europa migliore. Per un’Europa sociale e democratica. Per un’Europa in cui le politiche potranno ritrovare il primato su affari e tecnocrati. Per un’Europa in cui le persone avranno l’ultima e sovrana parola. E per questa Europa vale la pena di lottare. Poiché vale la pena di lottare per il nostro futuro comune”.

COMUNICATO/Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

COMUNICATO/Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

Con la vittoria di Brexit, il 23 giugno 2016, ha vinto la più feroce chiusura della potenza ex-coloniale, alla ricerca della passata grandezza. E vince la campagna in odio ai migranti e rifugiati, agitati come spauracchio dai fomentatori dei partiti di destra, a cominciare da Farage e il suo Ukip, e compreso Boris Johnson, conservatore, protagonista della scelta Brexit. Un voto che mette sotto accusa l'oligarchia che governa l'Europa. Governo che per non affrontare il problema posto dall’arrivo dei migranti ha stretto un patto criminale con il governo turco, che persegue con ostinazione le ottuse politiche di austerità.  

Un voto che fa gongolare le destre di tutta l’Europa. Per questo l'Europa è a rischio di implosione. 

Come Alexis Tsipras pensiamo che “o la #‎Brexit sarà una chiamata al risveglio o l'inizio di un percorso pericoloso per il popolo europeo. I movimenti di estrema destra, le misure di austerità che hanno allargato le disuguaglianze e le azioni unilaterali sulla crisi dei rifugiati hanno dato segno di crisi dell'Ue”. 

È l’Europa governata dalla Troika che suscita il rifiuto, l’Europa che ha ridotto allo stremo e alla paura i suoi abitanti. Come Pablo Iglesias pensiamo che “L’Europa va cambiata, perché da un’Europa giusta e solidale nessuno vorrebbe andarsene”. 

A guardare il voto, appare una realtà frastagliata e diversificata, che va valutata con attenta considerazione. I giovani hanno votato Remain al 75 per cento, come Scozia e Irlanda del Nord, rispettivamente al 62 e 56 per cento. Già nelle prime reazioni, la premier scozzese Sturgeon prospetta una riproposta del referendum per l’uscita dal Regno Unito, e suggestioni simili idee si affacciano in Irlanda. Nel frattempo le borse crollano, e la sterlina perde valore, in una misura mai raggiunta dal 1985. 

Non c'è altra strada che lottare insieme, nell’ampiezza dello spazio europeo, contro le oligarchie opache, mai scelte da nessuno, che ci dominano. È contro la Troika che occorre mobilitarsi.

Dal Portogallo, dalla Grecia che combatte la sua dura battaglia, si compone un fronte ampio che può opporsi al passo indietro dei venti di destra che vengono dal Nord. 

 

E dalla Spagna, che domani va al voto. Con Unidos Podemos. Una speranza è possibile.

COMUNICATO/Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone Lgbt

COMUNICATO/Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone Lgbt

Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone LGBT. 

L’orientamento sessuale non può essere usato per licenziare un’insegnante, nemmeno da una scuola cattolica

Una sentenza storica. Il tribunale di Rovereto dà ragione ad Antonia Romano,  consigliera comunale a Trento e membro del Comitato nazionale de L’Altra Europa con Tsipras, che  aveva sollevato il caso. Il tribunale condanna l’Istituto Sacro Cuore di Trento, che nel 2014 non  aveva rinnovato il contratto  a un'insegnante, che vuole mantenere la sua privacy, sulla base della sua presunta omosessualità, per discriminazione e diffamazione. In base alla sentenza, l’Istituto Sacro Cuore dovrà ora risarcire la docente (25 mila euro), mentre alla CGIL e all’associazione ??? che si sono costituite parte civile spetteranno mille euro ciascuna.

Era stata proprio L’Altra Europa a sollevare il caso pubblicamente. Per questo “la sentenza del tribunale e l'intera vicenda del Sacro Cuore sono significativi dal punto di vista politico. Dimostrano che la politica, se si pone al servizio della collettività, riesce a tutelare i cittadini e le cittadine, garantendo il riconoscimento dei loro diritti”, fa notare la stessa Antonia Romano.

Infatti, “La denuncia della violazione è stato il nostro atto politico iniziale, la vicinanza e il sostegno morale non mi sono mai mancati, però, dopo la denuncia, non abbiamo strumentalizzato la vicenda ai fini di propaganda politica”, spiega Romano, “non facendovi intenzionalmente mai riferimento neanche durante la campagna elettorale per le amministrative, ma lasciando ad altri l’ardua sentenza, che giunge a riportare finalmente giustizia e dignità”.

All’epoca il governatore della Provincia di Trento e assessore all’Istruzione Ugo Rossi dispose un’ispezione, ma decise che non c’era alcuna discriminazione e di fatto non fece nulla. La sentenza del Tribunale di Rovereto lo ha ampiamente smentito. Ora L’Altra Trento a sinistra chiede con forza che la Provincia sospenda i finanziamenti all’Istituto Sacro Cuore, riconoscendo il valore della sentenza e la necessità di tutelare i diritti civili, politici, umani, di chi nella scuola lavora, qualsiasi sia il suo orientamento sessuale.