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ABC Napoli- solidarità ai lavoratori e al Presidente Montalto

ABC Napoli- solidarità ai lavoratori e al Presidente Montalto

Solidarietà e vicinanza all'azienda ABC Napoli, ai lavoratori e al Presidente, Maurizio Montalto, da parte di Altra Europa con Tsipras 

L’azienda AcquaBeneComune di Napoli ha subito un atto intimidatorio, quando mercoledì 13 luglio è stato fatto esplodere un ordigno rudimentale nel parcheggio aziendale con il conseguente danneggiamento di un veicolo in sosta; si è trattato di un’azione di minaccia che solo per caso non ha causato il ferimento di alcuno.

ABC Napoli è un’azienda speciale che garantisce un servizio pubblico essenziale e applica l’esito referendario del 2011, ed  inoltre è un laboratorio di gestione partecipativa del bene comune per eccellenza, l’acqua, a cui guarda l’Italia tutta. Forse  proprio per questo  ABC risulta ancora più esposta agli attacchi di quei poteri che non vogliono in alcun modo che la gestione del servizio idrico sia sotto totale controllo pubblico, sottratta a possibili mire speculative, clientelari o affaristiche.

Vogliamo ribadire la nostra solidarietà a tutte  le lavoratrici e lavoratori di ABC, al Presidente Maurizio Montalto , al CDA e  all'azienda nel suo complesso, e ci auspichiamo che su questo atto intimidatorio venga fatta quanto prima chiarezza.

Moni Ovadia su omicidio di Fermo

Moni Ovadia su omicidio di Fermo

Fermo, il ritorno della zona grigia

(Il Manifesto-13 luglio 2016)-Moni Ovadia

La stupida, ottusa sottocultura del razzismo ha generato un’ennesima vittima. Questa volta è capitato a Fermo, una quieta e prospera cittadina delle Marche impreziosita da uno splendido centro storico. Un teppista da stadio, ebbro di retorica nazifascista, cultore della supremazia dei bianchi ha spento la vita di Emmanuel Chidi Nnamdi, immigrato africano, con cieca brutalità. L’ultrà assassino, prima dell’episodio di violenza fisica, si era divertito ad insultare la futura moglie di Emmanuel, Chinyery, con l’epiteto di scimmia nera.

Ogni uomo, chiunque egli sia, dovrebbe essere giudicato per ciò che fa, volta per volta, non per i suoi precedenti, non in base a pregiudizi o ad azioni e comportamenti messi in atto in altri contesti. Questo è un principio che istituisce una civiltà giuridica.

COMUNICATO/Spacchettamento dei quesiti? Una manovra dilatoria per salvare il governo

COMUNICATO/Spacchettamento dei quesiti? Una manovra dilatoria per salvare il governo

L’ipotesi dello spacchettamento del quesito sul referendum costituzionale sembra appassionare il cielo della politica. Un chiaro segno che il governo Renzi, malgrado la sua arroganza, non è più affatto sicuro di vincerlo e pensa che così almeno un pezzetto della "deforma" costituzionale lo può portare a casa. In realtà, come ci spiegano autorevoli commentatori e giuristi, si tratta tutta di una manovra per guadagnare tempo e costringere l'accensione di un conflitto di attribuzioni fra la Corte Costituzionale e la Cassazione che ci potrebbe portarci addirittura al voto nel 2017. In questo modo si spera di evitare che fra l’auspicabile pronunciamento popolare negativo e l’imminenza della scadenza della legislatura prevista nel 2018 non rimanga spazio sufficiente per l’insediamento di governi diversi da quello attuale.

Ma tutto questo polverone non tiene conto che l'articolo 16 della legge 352 del 1970, che regola i referendum ordinari e costituzionali, è assai chiaro nel dire che ciò che viene sottoposto al giudizio dei cittadini è la legge di modifica costituzionale, in questo caso la Renzi - Boschi, non questo o quell'articolo della Costituzione modificato o  accorpamenti necessariamente arbitrari degli stessi. In questo caso sono ben 47 gli articoli modificati.

D’altro canto è già pervenuta, presso il competente ufficio della Cassazione, la richiesta - da parte di un  numero di parlamentari sufficiente a garantire  quanto richiesto dallo stesso articolo 138 della Costituzione – di un referendum su un unico quesito riguardante l’intera legge Renzi-Boschi. Il voto parlamentare si è espresso su un corpo unitario della legge. E’ in corso una raccolta di firme per l’abrogazione della intera legge Renzi – Boschi. Per tutte queste considerazioni la questione non dovrebbe neppure giungere alla Corte Costituzionale, poiché basterebbe il giudizio della Cassazione per giudicare l'uniformità del quesito con la legislazione vigente in materia referendaria.

A meno che Renzi non abbia in serbo una modifica di quest'ultima. Magari per decreto legge, qui però di assai dubbia applicazione. Comunque con un ulteriore colpo di mano. Sollecitiamo quindi la vigile attenzione del Capo dello Stato, cui spetta il compito, previa fissazione della data da parte del Consiglio dei Ministri, di indire il referendum, affinché il diritto alla espressione della volontà popolare - quando un testo di modifica della Costituzione non raccoglie la maggioranza dei due terzi delle camere, come in questo caso - sia pienamente tutelato nei tempi previsti dalle normative vigenti.  Tutto questo sottolinea anche la necessità di intensificare la raccolta di firme  in sostegno al referendum  contro la legge Renzi - Boschi giunta alle sue ultime e decisive battute, che si concluderà il 14 luglio.

Altra Europa con Tsipras