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TTIP? No grazie!

TTIP? No grazie!

TAG correlati: TTIP, NOTTIP, L'Altra Europa, Ue, Usa, WTO, Commercio, approfondimenti,

di Roberto Musacchio

Il nome, TTIP, può sembrare perfino simpatico e si può pensare che indichi qualche giocoso personaggio di un cartoon. In realtà TTIP è invece una vera e propria minaccia, per tutti noi. Infatti TTIP è un acronimo che sta per Transatlantic Trade Investiment Partneship. Si tratta cioè, traducendo, di un accordo tra UE e USA in materia di commerci e investimenti.

 

A chi pensasse che si tratta di aprire un po' di frontiere e di levare un po' di dazi sarà bene spiegare subito che non di questo si sta discutendo. Ciò che si propone di abbattere non sono muri ma regole, diritti, tutele. Cioè l'accordo che si sta negoziando ha come materia in discussione la rimozione di elementi giuridici, di norme, regolamenti che possano nuocere alla "libertà" di fare commerci ed investimenti tra UE e USA. O meglio tra le loro multinazionali, o imprese, che sempre più si vuole che dettino legge sostituendosi ai Parlamenti e, naturalmente, ai cittadini.

E siccome è bene che i Parlamenti e, soprattutto, i cittadini, non diano troppo fastidio e non pensino di mettersi in mezzo magari a protestare, i negoziati sono, per decisione formale, segreti. Cioè non si deve sapere di che cosa si stia parlando perchè il "segreto è l'anima del commercio" si potrebbe dire. Naturalmente, purtroppo, i Parlamenti, quello Europeo in particolare perché in base al Trattato di Lisbona è la UE che tratta per tutti gli Stati europei, hanno dato via libera ai negoziati stessi. I negoziatori, al massimo, danno delle informative. Ma siccome poi c'è comunque una forza della democrazia dal basso ecco che gli elementi cardine dell'ipotesi di Trattato vengono allo scoperto.

E si sa dunque che su tutta una serie di questioni fondamentali per la nostra vita, dall'acqua, all'agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità e a molto altro si potrebbe aprire la strada ad una sostanziale delegiferazione rispetto agli elementi cardine di tutela, di diritti, di presenza pubblica perchè considerati ostativi delle esigenze del commercio e degli investimenti. Con in più il fatto che a giudicare su ciò che sia ostativo sarebbe l'attuale tribunale del WTO, cioè dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, a cui, qui la novità, potrebbero ricorrere non più solo gli Stati ma direttamente le imprese.

Dunque imprese e commercio si fanno legge al posto delle leggi conquistate in anni di democrazia. Nè si puo dire che l'Europa, questa Europa, "subisca" la volontà USA. In realtà la UE è partner attivo del negoziato. Ed ha già ampiamente sperimentato in casa propria una tale dimensione per cui alle leggi si sostituisce la "libertà" d'affari come nella famigerata direttiva Bolkenstein in materia di libertà di impiantare servizi che occupò qualche anno fa la scena, e anche le piazze per le manifestazioni che riuscirono, anche se solo in parte, a modificarla. Ora è possibile, ed anzi probabile, che torni in campo un movimento contro questo trattato sciagurato.

In tutta Europa sorgono comitati NOTTIP, ed anche negli USA c'è fermento. In Italia il comitato si è insediato in questi giorni. Ne fanno parte molte associazioni e realtà che sono espressione della critica alla globalizzazione e che stanno preparando documentazione e mobilitazione. Hanno un proprio sito dove si può trovare ciò che serve a sapere e a impegnarsi. L'Altra Europa con Tsipras ha già dato la propria adesione convinta e farà la propria parte.

Ultima modifica ilVenerdì, 28 Marzo 2014 11:56
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