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Raccolta firme: moltiplicare l'impegno, i tavoli e le firme

Raccolta firme: moltiplicare l'impegno, i tavoli e le firme

MOLTIPLICARE L'IMPEGNO, MOLTIPLICARE I TAVOLI, MOLTIPLICARE LE FIRME

Ci vuole uno slancio in più, nella campagna referendaria. Siamo a metà del cammino, i risultati non sono soddisfacenti, anche se nell'ultima settimana abbiamo visto un moltiplicarsi dei volontari.

Eppure bisogna dirlo. L'andamento della campagna non da' la sicurezza del risultato finale. Ecco, moltiplicarsi e' la parola giusta. Moltiplicarsi dei tavoli, di chi raccoglie firme. Perché il paradosso è che i cittadini, le cittadine, quando si entra in contatto con loro, firmano. Certo bisogna parlare, spiegare. Non c'è nulla di automatico, in questi tempi difficili della politica. Eppure chi si è messo ai tavoli, chi si si è armato di moduli e determinazione e si messo/ a spiegare, richiamare l'attenzione di chi passa distratto, sa che lo sforzo ripaga.

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Sull'epurazione di Piero Lacorazza

Sull'epurazione di Piero Lacorazza

Le dimissioni da presidente del consiglio regionale della Basilicata sono una rappresaglia del sistema di potete renziano.
Lo mette in evidenza lo stesso Piero Lacorazza, che dichiara di essere stato costretto a dimettersi per essersi schierato e battuto per il voto al referendum del 17 aprile, sostenendo le ragioni del sì all'abrogazione della norma che consentirebbe l'attività estrattiva di piattaforme anche entro le 12 miglia dalla costa, fino ad esaurimento del giacimento. 

Altro motivo per cui Lacorazza sarebbe stato "epurato" è il suo rifiuto a sostenere il sì al referendum confermativo della riforma costituzionale.
Ecco dunque che si palesano le ragioni delle nostre preoccupazioni riguardo il rischio alto di perdita della nostra democrazia. 
Ciò che sta accadendo in Italia ha nella riforma costituzionale e nella legge elettorale Italicum il picco più alto di abuso di potere da parte di chi si trova a governare senza rappresentare i cittadini.  
 
L'altra Europa con Tsipras
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La Grecia lotta per liberarsi dal debito

La Grecia lotta per liberarsi dal debito

Di Argiris Panagopoulos
Probabilmente la parola “χρεος”, che vuol dire “debito”, sarà la prossima che passerà nel vocabolario europeo dopo SYRIZA, Tsipras e oxi. La Grecia continua ad accumulare punti nella sua battaglia contro i “falchi” nel neoliberismo, mentre l’ottimismo dalle decisioni dell’Eurogruppo del 9 maggio ha portato Tsipras, Tsakalotos e il vicepresidente del governo greco Dragasakis di puntare direttamente sullo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro a breve. Le riunioni dell’Eurogruppo il 24 maggio e della BCE il 2 giugno sembra che decideranno la valutazione positiva del programma greco, la tranche per il pagamento dei debiti in scadenza e una forte iniezione di liquidità dell’economia reale con 9-12 miliardi e del sistema bancario greco con 5-6miliardi permettendo ad Atene di trattare con ancora più determinazione la questione del debito contro i pochissimi ma sempre pericolosi “falchi” che sono rimasti fedeli a Schäuble.

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Napoli- ex manicomio Bianchi- sulla chiusura del polo archivistico

Napoli- ex manicomio Bianchi- sulla chiusura del polo archivistico

"In Campania la giunta regionale affida a privati, senza evidenza pubblica, la gestione dei beni storico artistici della sanità. E l’ASL chiude il polo archivistico dell’ex manicomio Leonardo Bianchi. Il ministero fermi questa barbarie giuridica e culturale"

«La giunta regionale della Campania affida con una delibera su più fronti illegittima, e senza alcuna evidenza pubblica, la gestione del patrimonio storico e artistico delle Asl napoletane a un’associazione privata» lo afferma in una nota l’Altra Europa – Napoli,

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APPELLO/ La civiltà rottamata. Per la Sinistra Europea

APPELLO/ La civiltà rottamata. Per la Sinistra Europea

 

Il dramma dei migranti, l’assedio della austerità, la messa in mora della democrazia, lo smantellamento delle conquiste sociali, il ricorso sistematico alla guerra praticati dalle «classi dirigenti europee» ci dicono che una intera civiltà, quella di un compromesso sociale avanzato, frutto di decenni di lotte e passato anche attraverso gli orrori del secolo, viene rottamata.

 

Noi che da molto tempo ci impegniamo in tanti movimenti e tante lotte che hanno attraversato lo stesso scenario europeo sentiamo però un enorme divario nei rapporti di forza. Le «classi dirigenti» hanno costruito un sistema di potere post democratico e a-democratico che ha messo insieme i tratti peggiori dei poteri della globalizzazione in un accordo scellerato che dismette ogni idea di bene comune e mette in conto la rovina dei più.

 

Purtroppo questo processo non ha trovato capacità di risposta adeguata da parte del movimento operaio, delle sinistre, dei democratici, la cui efficacia è rimasta confinata nelle vecchie dimensioni. Essi hanno finito per dividersi tra una parte, maggioritaria, cooptata dai poteri dominanti e ormai corresponsabile e una parte, minore, che ha tentato la resistenza.

 

Ci sono stati e ci sono grandi movimenti, dai pacifisti, ai social forum, alle lotte contro l’austerità, ai migranti, a quelli per una nuova centralità mediterranea. La Francia sta conoscendo una nuova stagione di conflitti sociali. Ci sono resistenze come quella greca. Ma non si è ancora costruita una nuova dimensione europea del movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti ambientalisti, sociali, dei diritti e della sinistra.

 

Ci sono tentativi importanti che provano ad andare in questa direzione. Tra loro il Partito della Sinistra Europea. Nato dall’impegno di molte forze di alternativa in tutta Europa tra cui, in Italia, Rifondazione Comunista. Il Partito della Sinistra Europea è l’unico partito che nella sua interezza si è schierato e ha lottato contro l’austerità, il liberismo, le guerre, per i migranti. Che ha sistematicamente lavorato con e per i movimenti. Che fa prevalere le logiche sociali a quella della sommatoria degli interessi delle singole realtà. Inoltre prevede anche l’iscrizione individuale ad indicare la volontà di voler essere un soggetto che non è solo punto di incontro di forze organizzate ma pienamente e democraticamente a disposizione di tutte e tutti.

 

Di questa importante facoltà decidiamo di chiedere di avvalerci e proponiamo di farlo alle tantissime persone che condividono l’esigenza di un nuova dimensione della politica. Chiediamo e proponiamo cioè di iscriverci individualmente al Partito della Sinistra Europea. Vogliamo cosi contribuire a un salto di qualità della politica che non può avvenire se non in una chiave europea, ponendosi all’altezza della sfida di oggi che vive precisamente nei territori e nella dimensione continentale.
Vogliamo cosi contribuire anche alla crescita, al rafforzamento, all’allargamento e all’espansione del Partito della Sinistra Europea, come punto di riferimento per una alternativa indispensabile e al suo divenire compiutamente un soggetto che esprime una politica europea e mediterranea animata direttamente dai suoi aderenti.

 

Nanni Alleva, Francesco Auletta, Sergio Brenna, Elisabetta Cangelosi, Loris Caruso, Paolo Favilli, Alfonso Gianni, Guido Liguori, Andrea Maccarrone, Graziella Mascia, Giovanni Mazzetti, Sandro Medici, Eugenio Melandri, Roberto Musacchio, Edda Pando, Luigi Pandolfi, Monica Pasquino, Gabriele Pastrello, Tonino Perna, Marco Revelli, Gianni Rinaldini, Tiziano Rinaldini, Mimmo Rizzuti, Giulia Rodano, Antonia Romano, Bia Sarasini, Massimo Torelli, Giovanna Vertova

 

Per adesioni: info@sinistraeuropea.eu

 

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I sindaci dell'alternativa- Torino 9 maggio

I sindaci dell'alternativa- Torino 9 maggio

Lunedì 9 MAGGIO
a Torino ore 21
Officine Corsare- via Pallavicino 35

Qualcosa si muove a ridosso delle elezioni amministrative 2016.

In diverse città si compongono progettualità politiche che vanno oltre alle formazioni pre-esistenti della Sinistra, facendo proprio un discorso di politica partecipativa che parta dalle comunità locali. Il Municipalismo come forma di resistenza alle politiche messe in atto a livello nazionale e sovranazionale, le città come punto di partenza per portare un cambiamento all'interno di un quadro più ampio.

Con:
Stefano FASSINA, Candidato Sindaco di Roma
Federico MARTELLONI, Candidato Sindaco di Bologna
Basilio RIZZO, Candidato Sindaco di Milano
Giorgio AIRAUDO, Candidato Sindaco di Torino

Apre Marco Revelli
Presiede Eleonora Artisio

Organizza: Torino in Comune

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Nuit Debout. Noi ci siamo

Nuit Debout. Noi ci siamo

Il 15 maggio torna in piazza la nostra indignazione.

Da Parigi in lotta contro le leggi ingiuste di un potere ingiusto arriva un appello che 
vogliamo raccogliere. Siamo il 99 per cento che combatte contro frontiere 
e muri, contro il potere della finanza e lo sfruttamento delle persone e 
della natura, contro le leggi che perpetrano la precarietà, privatizzano 
la vita, stravolgono la democrazia.

Vogliamo unire le nostre lotte, rompere la solitudine, arricchirci delle nostre differenze. Le piazze e 
le città sono i luoghi del nostro ritrovarci.

Saremo insieme a tanti altri dall'Italia e da tutta Europa a Parigi il 7 maggio.

Proponiamo a tutti di costruire insieme tante piazze italiane di Nuit Debout il 15 maggio

 

 

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Adesione alla manifestazione nazionale StopTTIP del 7 maggio a Roma.

Adesione alla manifestazione nazionale StopTTIP del 7 maggio a Roma.

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS aderisce alla manifestazione nazionale StopTTIP del 7 maggio a Roma.

Il rischio di un’accelerazione tra i negoziatori dell’Unione Europea e Stati Uniti che porti alla stipula  del TTIP   dovuto alle elezioni per il presidente degli Stati Uniti lo avvertiamo come una vera e propria minaccia, giacché l’accelerazione potrebbe produrre un accordo “cornice” il cui merito sfuggirebbe ulteriormente a qualunque verifica aumentando a dismisura la cappa di segretezza intorno al trattato, mentre diventa sempre più urgente rompere quel muro di segretezza che caratterizza i negoziati intorno al Trattato.

Il TTIP inciderà profondamente sui processi democratici dei singoli paesi e dell’Unione Europea, in particolare, attraverso l’istituzione degli ISDS, tribunali speciali privati che interverranno, con potere di sanzione, sulle controversie legate agli scambi commerciali, ovvero a rimuovere ogni ostacolo che lo limiti, gli ostacoli sono  le norme di salvaguardia della tutela dei cittadini e dell’ambiente.

Si insedierà una sorta di “lex mercatoria” che sostituirà il diritto pubblico fino a depotenziare le prerogative dei parlamenti in materia di: giustizia, ambiente,

servizi pubblici, agricoltura e la qualità del cibo, insomma deciderà sulle nostre vite.

 Tutto ciò va combattuto e respinto!

L’Altra Europa  si mobilita, a fianco dei comitati locali e della Campagna Stop TTIP nazionale, per impedirne l’approvazione e aderisce allamanifestazione nazionale di carattere europeo, indetta dalla Campagna italiana STOP TTIP del 7 maggio a Roma, e si impegnaper la sua riuscita.

L’altra Europa con Tsipras

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Marco Revelli- #matteostaisereno – “Ci rivedremo a Filippi”

Marco Revelli- #matteostaisereno – “Ci rivedremo a Filippi”

Matteo Renzi, nella sua bulimia egotica, pur di segnare una tacca al suo fucile con cui spara ormai da tempo su tutto ciò che sa di sinistra, ambientalismo, dissenso, si è alleato con la “zona grigia” (come la chiamò Primo Levi): quel 50% di elettori, poco più poco meno, che ormai da tempo “stanno a guardare” in occasione delle tornate referendarie e ormai anche di quelle elettorali amministrative e politiche, nell’occasione dilatato dalla difficoltà tecnica del quesito e dalla mancanza di informazione da parte dei mass media. Anzi, si è mimetizzato nella zona grigia.

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Solidarietà a Moni Ovadia

Solidarietà a Moni Ovadia

L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS esprime solidarietà all'amico e compagno Moni Ovadia, in queste ore oggetto di attacchi di inusitata violenza e volgarità per aver espresso una posizione critica, per altro già ben nota, sulla politica governativa di Israele nei confronti dei palestinesi durante un'intervista alla trasmissione “L'erba dei vicini”.

Non è la prima volta che Ovadia viene pesantemente insultato perché lui, ebreo, non condivide le azioni del governo israeliano. 

Noi difendiamo il diritto di opinione e di critica - in ogni caso – e soprattutto quando questo è esercitato con l'intelligenza, pacatezza e persino l'ironia di un grande intellettuale come Moni Ovadia.

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No al golpe in Brasile- presidio sabato 16 a Roma

No al golpe in Brasile- presidio sabato 16 a Roma

No al Golpe in Brasile

L’Altra Europa con Tsipras aderisce al presidio per la difesa della democrazia, contro l’attacco alle istituzioni del Brasile.

Chiediamo che venga fatta chiarezza sul ruolo che le grandi corporation del sistema mediatico stanno esercitando nel sostenere una campagna contro le istituzioni democraticamente espresse, che ha portato alla richiesta di incriminazione, per altro senza crimine, della Presidente Dilma Roussef.

Chiediamo che anche da noi venga promossa una informazione corretta sulla vicenda, che dimostra solo la volontà di esercitare una indebita interferenza sulle scelte politiche di uno dei soggetti che nell’area sud americana resistono alla piena affermazione e al dominio del modello neo liberista.

Per questo saremo in Piazza S. Pantaleo (zona piazza Navona) a Roma SABATO 16 APRILE dalle ore 17.30 alle 20 nei pressi dell’ambasciata brasiliana.

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La dichiarazione di Alexis Tsipras e Antonio Costa contro l’austerità

La dichiarazione di Alexis Tsipras e Antonio Costa contro l’austerità

Atene 11 aprile 2016

Noi, Alexis Tsipras, primo ministro della Repubblica ellenica, e Antonio Costa, primo ministro della Repubblica portoghese, ci siamo incontrati l’11 di aprile del 2016, in occasione della visita ufficiale del primo ministro portoghese ad Atene.
Alla fine del nostro incontro, confermiamo l'eccellente livello delle nostre relazioni bilaterali e il nostro impegno per favorire il loro rafforzamento in tutti i campi, in particolare nel settore commerciale e degli investimenti.
La Grecia e il Portogallo sono determinati a rafforzare la loro stretta cooperazione nell'ambito dell’Unione europea e in altre sedi multilaterali, al fine di far fronte alle crescenti sfide a livello europeo, regionale e globale.
L'Europa è attualmente nel mezzo di gravi crisi che mettono alla prova la sua capacità di difendere i suoi valori e la sua coesione, necessarie per affrontare contemporaneamente in modo collettivo ed efficace le sfide: la crisi economica, la crisi nel settore della sicurezza nel suo territorio e la crisi dei profughi e degli immigranti.

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