Menu

Alexis Tsipras su voto inglese

Oggi è innegabilmente una giornata difficile per l’Europa. Il progetto di integrazione europea ha subito un duro colpo. La decisione del popolo britannico va rispettata, ma conferma una crisi politica profonda; una crisi di identità e strategia per l’Europa. Questo risultato non è stato un fulmine a ciel sereno. I messaggi erano stati inviati a lungo prima e da molte direzioni diverse. La crescita esplosiva dell’estrema destra e delle forze nazionalisti nell’Europa centrale e settentrionale aveva preannunciato questo sviluppo negativo. Le politiche di austerità estreme che ampliano le disuguaglianze sia tra i paesi del Sud e del Nord europeo così come all’interno dei paesi europei; la gestione “a’ la carte” della crisi dei rifugiati, la chiusura dei confini, le barriere e le azioni unilaterali; il rifiuto di condividere la responsabilità e l’onere nei confronti sia della crisi del debito che di quella dei rifugiati avevano dato un segnale di una vasta crisi del progetto europeo. In questo momento, tutti dobbiamo riflettere e innanzitutto chiederci: Qual è la causa principale della crisi europea? Chi è responsabile per la diffusione del nazionalismo e l’ascesa dell’estrema destra, che rappresentano la punta di lancia degli isolazionisti? Il deficit democratico, l’attuazione di politiche impopolari e ingiuste attraverso ricatti, gli stereotipi divisivi che separano l’Europa tra il laborioso e prudente Nord e il presunto pigro e ingrato Sud – tutto ciò ha portato ad una profonda divisione politica e sociale. Le nazioni del Nord europeo credono di pagare per i fallimenti del Sud, mentre le nazioni del Sud ritengono giustamente che il Nord non è solidale con loro, ma piuttosto le punisce. E l’abisso continua allargandosi. Così, il senso di una prospettiva comune e di un futuro comune delle nazioni europee è stato sostituito dal ritorno alla presunta sicurezza della chiusura nazionale, dall’isolazionismo nazionale. Questa, però, è una via senza uscita. Il referendum britannico sarà l’allarme per la sveglia del sonnambulo in direzione della scogliera o l’inizio di un percorso molto pericoloso e scivoloso per i nostri popoli. Ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di un cambiamento immediato, di innovazioni democratiche e progressiste in Europa. Di cambiamenti di percezioni, mentalità e, in ultima analisi, di cambiamenti delle politiche. Abbiamo bisogno di alzare una barricata contro l’euroscetticismo e l’estrema destra. Per ristabilire un’Europa fondata sui principi della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà. Abbiamo bisogno, più che mai, di un importante contrattacco delle forze progressiste europee al fine di arginare l’assalto dell’estrema destra e del nazionalismo che trovano terreno fertile nelle condizioni create dalla austerità e dall’irresponsabilità del mercato. Abbiamo bisogno di una grande alleanza progressista purché l’Europa riscopra il suo slancio perduto e i suoi valori fondanti che hanno reso l’Unione unica nel mondo: la tutela del lavoro, il sostegno dello stato sociale, la solidarietà europea, la tutela dei diritti individuali e sociali. Poiché è stato dimostrato in questi giorni che il discorso dei tecnocrati altezzosi e arroganti non solo non commuove i popoli europei, ma piuttosto li fa arrabbiare. È proprio per questo motivo che abbiamo urgente bisogno di una nuova visione e di un nuovo inizio per un’Europa unita. Una nuova visione né per meno Europa, né per un’Europa più autoritaria e più centralizzata. Ma una nuova visione per un’Europa migliore. Per un’Europa sociale e democratica. Per un’Europa in cui le politiche potranno ritrovare il primato su affari e tecnocrati. Per un’Europa in cui le persone avranno l’ultima e sovrana parola. E per questa Europa vale la pena di lottare. Poiché vale la pena di lottare per il nostro futuro comune”.

Leggi tutto...

COMUNICATO/Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

COMUNICATO/Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

Brexit vince, Europa a rischio di implosione a destra. Per questo dobbiamo cambiare, a cominciare dalla Spagna

Con la vittoria di Brexit, il 23 giugno 2016, ha vinto la più feroce chiusura della potenza ex-coloniale, alla ricerca della passata grandezza. E vince la campagna in odio ai migranti e rifugiati, agitati come spauracchio dai fomentatori dei partiti di destra, a cominciare da Farage e il suo Ukip, e compreso Boris Johnson, conservatore, protagonista della scelta Brexit. Un voto che mette sotto accusa l'oligarchia che governa l'Europa. Governo che per non affrontare il problema posto dall’arrivo dei migranti ha stretto un patto criminale con il governo turco, che persegue con ostinazione le ottuse politiche di austerità.  

Un voto che fa gongolare le destre di tutta l’Europa. Per questo l'Europa è a rischio di implosione. 

Come Alexis Tsipras pensiamo che “o la #‎Brexit sarà una chiamata al risveglio o l'inizio di un percorso pericoloso per il popolo europeo. I movimenti di estrema destra, le misure di austerità che hanno allargato le disuguaglianze e le azioni unilaterali sulla crisi dei rifugiati hanno dato segno di crisi dell'Ue”. 

È l’Europa governata dalla Troika che suscita il rifiuto, l’Europa che ha ridotto allo stremo e alla paura i suoi abitanti. Come Pablo Iglesias pensiamo che “L’Europa va cambiata, perché da un’Europa giusta e solidale nessuno vorrebbe andarsene”. 

A guardare il voto, appare una realtà frastagliata e diversificata, che va valutata con attenta considerazione. I giovani hanno votato Remain al 75 per cento, come Scozia e Irlanda del Nord, rispettivamente al 62 e 56 per cento. Già nelle prime reazioni, la premier scozzese Sturgeon prospetta una riproposta del referendum per l’uscita dal Regno Unito, e suggestioni simili idee si affacciano in Irlanda. Nel frattempo le borse crollano, e la sterlina perde valore, in una misura mai raggiunta dal 1985. 

Non c'è altra strada che lottare insieme, nell’ampiezza dello spazio europeo, contro le oligarchie opache, mai scelte da nessuno, che ci dominano. È contro la Troika che occorre mobilitarsi.

Dal Portogallo, dalla Grecia che combatte la sua dura battaglia, si compone un fronte ampio che può opporsi al passo indietro dei venti di destra che vengono dal Nord. 

 

E dalla Spagna, che domani va al voto. Con Unidos Podemos. Una speranza è possibile.

Leggi tutto...

COMUNICATO/Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone Lgbt

COMUNICATO/Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone Lgbt

Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone LGBT. 

L’orientamento sessuale non può essere usato per licenziare un’insegnante, nemmeno da una scuola cattolica

Una sentenza storica. Il tribunale di Rovereto dà ragione ad Antonia Romano,  consigliera comunale a Trento e membro del Comitato nazionale de L’Altra Europa con Tsipras, che  aveva sollevato il caso. Il tribunale condanna l’Istituto Sacro Cuore di Trento, che nel 2014 non  aveva rinnovato il contratto  a un'insegnante, che vuole mantenere la sua privacy, sulla base della sua presunta omosessualità, per discriminazione e diffamazione. In base alla sentenza, l’Istituto Sacro Cuore dovrà ora risarcire la docente (25 mila euro), mentre alla CGIL e all’associazione ??? che si sono costituite parte civile spetteranno mille euro ciascuna.

Era stata proprio L’Altra Europa a sollevare il caso pubblicamente. Per questo “la sentenza del tribunale e l'intera vicenda del Sacro Cuore sono significativi dal punto di vista politico. Dimostrano che la politica, se si pone al servizio della collettività, riesce a tutelare i cittadini e le cittadine, garantendo il riconoscimento dei loro diritti”, fa notare la stessa Antonia Romano.

Infatti, “La denuncia della violazione è stato il nostro atto politico iniziale, la vicinanza e il sostegno morale non mi sono mai mancati, però, dopo la denuncia, non abbiamo strumentalizzato la vicenda ai fini di propaganda politica”, spiega Romano, “non facendovi intenzionalmente mai riferimento neanche durante la campagna elettorale per le amministrative, ma lasciando ad altri l’ardua sentenza, che giunge a riportare finalmente giustizia e dignità”.

All’epoca il governatore della Provincia di Trento e assessore all’Istruzione Ugo Rossi dispose un’ispezione, ma decise che non c’era alcuna discriminazione e di fatto non fece nulla. La sentenza del Tribunale di Rovereto lo ha ampiamente smentito. Ora L’Altra Trento a sinistra chiede con forza che la Provincia sospenda i finanziamenti all’Istituto Sacro Cuore, riconoscendo il valore della sentenza e la necessità di tutelare i diritti civili, politici, umani, di chi nella scuola lavora, qualsiasi sia il suo orientamento sessuale.   

Leggi tutto...

Francia- mobilitiamoci il 14 giugno

Francia- mobilitiamoci il 14 giugno

No Jobs Act, No Loi Travail.

Unidos Podemos!

Mobilitiamoci il 14 giugno

Lo straordinario movimento francese che da oltre due mesi è in campo con scioperi, blocchi, manifestazioni, contro la Loi Travail non si ferma. Il 14 giugno, in contemporanea con l’inizio al Senato della discussione sulla legge, una grande manifestazione nazionale riempirà nuovamente le piazze di Parigi, mentre per tutto il mese di giugno e oltre sono previste nuove mobilitazioni e lotte.

Leggi tutto...

SOLIDARIETA' a Luca Casarini.

SOLIDARIETA' a Luca Casarini.

Esprimiamo la nostra solidarietà, il nostro affetto e la nostra vicinanza a Luca e alla sua famiglia.
La condanna a tre mesi di arresti domiciliari,respingendo l'istanza di affidamento sociale presso il centro diaconale Valdese di Palermo, è veramente intollerabile.
Come è intollerabile leggere nell'ordinanza che "non si escludono contatti con la crimilnalità e organizzata e non".

Luca, ancora un abbraccio. Ti aspettiamo.

L'altra Europa con Tsipras 
Leggi tutto...

COMUNICATO/Voto nelle città. Tra limiti evidenti, muove i primi passi una proposta alternativa

COMUNICATO/Voto nelle città. Tra limiti evidenti, muove i primi passi una proposta alternativa

Altra Europa con Tsipras: " Voto nelle città: tra limiti evidenti, muove i primi passi una proposta alternativa".

Altra Europa con Tsipras ringrazia le elettrici e gli elettori che hanno dato il loro voto alle liste della sinistra e di cittadinanza che si sono presentate in modo alternativo a tutte le altre. In molte città, nel rompere storie consolidate, hanno definitivamente chiuso la stagione del centrosinistra. E ringrazia i candidati e le candidate a sindaco e presenti nelle liste, e tutt@ coloro che hanno profuso il loro impegno in campagna elettorale.

AET ha lavorato in questi mesi affinché fosse possibile esprimere un voto consapevole e libero per una proposta alternativa come accade in tutta Europa, a partire dalla Grecia e dalla Spagna.

A votazioni avvenute constatiamo che nel nostro paese si sta disegnando un quadro politico caratterizzato dalla presenza di tre forze, Pd,  M5S, destre, in competizione tra loro, che non prevede una vera alternativa di modello sociale e di valori. In particolare uguaglianza e solidarietà appaiono quasi svaniti non solo nel discorso pubblico, perfino nelle stesse coscienze. Eppure sono valori al centro della nostra Costituzione che non a caso si vuole manomettere e che noi invece difendiamo.

Il voto ci consegna una crisi manifesta del Pd, un consolidamento dei Cinque Stelle nella competizione a tre schieramenti, a destra un incremento dei voti della parte più radicale. Eppure torna ad esistere anche una proposta alternativa, della sinistra e “del comune”.

Siamo onesti. Non siamo certo soddisfatti dei risultati ottenuti.

Ma un seme è stato piantato e potrà far crescere una nuova vita. Alcuni risultati per altro sono di grande rilevanza: a Napoli come a Bologna o anche in città più piccole come Ravenna, Caserta, Brindisi e Cosenza e diverse altre.

In altre grandi città il risultato è più stentato. Il punto è che in tanti comuni ci saranno rappresentanze di liste uniche e unitarie. E questo è il passo, piccolo ma vero, che va considerato.

I limiti, nuovi e vecchi, sono evidenti. Le zone dove la crisi morde maggiormente sono quelle dove meno siamo capaci di raccogliere consensi. In primo luogo su questo, e su altro, dovremmo interrogarci.

Nonostante tutto in queste grandi città ci sarà una rappresentanza della proposta politica alternativa costruita in comune, ispirata a una visione della giustizia sociale che non coincide con la pura legalità. Un buon contributo in questa direzione viene dai buoni risultati dei candidati che condividono l'esperienza di AET, a Roma il candidato più votato.

Non siamo soddisfatti ma siamo più convinti e determinati di prima a continuare in questa impresa. A partire da uguaglianza e solidarietà costruire un nuovo soggetto politico unitario ed europeo

E ora l’appello urgente, l’impegno che riguarda tutte e tutti, per non mettere a rischio definitivamente il nostro futuro politico.

FIRMIAMO I REFERENDUM. E SOPRATTUTTO RACCOGLIAMO LE FIRME

Leggi tutto...

5 giugno. Invito al voto per la tua città, la tua Costituzione, la tua vita

5 giugno. Invito al voto per la tua città, la tua Costituzione, la tua vita

5 giugno. Altra Europa con Tsipras ti invita a votare per la tua città, per la tua Costituzione, per la tua vita

 Altra Europa con Tsipras ha contribuito attivamente a far sì che fosse possibile votare il 5 giugno senza " turarsi il naso ". A Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino e tanti altri capoluoghi e comuni, grazie anche al nostro lavoro sono presenti candidati a sindaco e liste che permettono di esprimere un buon voto, libero e consapevole.

Consapevole delle condizioni drammatiche a cui la austerità, la Troika e i governi compiacenti e servili hanno portato le nostre vite, le condizioni sociali e delle nostre città. Consapevole che sulla pelle dei migranti si stanno determinando vere e proprie politiche dell'orrore. Consapevole che in questa crisi di civiltà l'orrore e l'infelicità devastano sempre più il nostro quotidiano. Consapevole che l'attacco alla Costituzione vuole contribuire a rendere irreversibile questa situazione.

Consapevole che il governo Renzi e il Pd sono un architrave delle politiche che noi combattiamo e che il loro agire ha di fatto invaso ogni livello della politica anche dei territori. Consapevole che le destre hanno fatto da battistrada e che ora competono a peggiorare. Consapevole che i Cinque Stelle a partire dal tema della immigrazione non rappresentano quella alternativa che dicono di essere. Consapevole che ci vorrebbe una nuova grande forza di cambiamento, di sinistra, del bene comune, delle differenze, di alternativa europea e della giustizia ambientale e che se ancora non esiste, è in primo luogo anche per nostra responsabilità.

Libero di contribuire a combattere questa situazione insostenibile anche col voto nelle città e riportando nei consigli comunali le espressioni di questo bisogno e di questo progetto che si sono cominciate a realizzare. Ci insegna la Spagna che dalla confluenza realizzata a Barcellona come a Madrid e in tante città è partito un processo virtuoso e vincente che ora si presenta con Unidos Podemos a tutta la Spagna.

Ci attende una stagione molto dura. Siamo impegnati a raccogliere le firme per referendum che saranno decisivi per la storia del Paese e di noi tutt@. Questa stagione, la sua durezza, ci chiedono di impegnarci in modo assolutamente prioritario in questa battaglia, unendoci, allargandoci ed evitando divisioni che non sarebbero né comprese né perdonate.

Buon voto a tutt@ noi!

Leggi tutto...

Solidarietà a Margaret Cittadino

Solidarietà a Margaret Cittadino

02/06/2016 L'Altra Europa con Tsipras esprime tutto il suo sdegno per quanto accaduto a Salerno, alla vigilia delle elezioni amministrative, ai danni della sindacalista e compagna Margaret Cittadino, vittima, insieme alla sua famiglia, di un attentato incendiario contro la loro auto nel cortile di casa. A Margaret esprimiamo la nostra completa solidarietà. 

L'ignobile atto di accertata natura dolosa , come emerso dalle indagini, mira ad intimidire le battaglie e le denunce sindacali e politiche della compagna. Infatti Margaret, capolista della lista unitaria della sinistra "Salerno di Tutti" aveva recentemente  intensificato le sue denunce contro i processi di privatizzazione della Sanità Pubblica monopolizzati a Salerno tramite appalti, subappalti, esternalizzazioni, cliniche e farmacie accreditate, da capitali  sospetti,  in contiguità fra malavita e politici rampanti . 
 
 
Leggi tutto...

Raccolta firme: moltiplicare l'impegno, i tavoli e le firme

Raccolta firme: moltiplicare l'impegno, i tavoli e le firme

MOLTIPLICARE L'IMPEGNO, MOLTIPLICARE I TAVOLI, MOLTIPLICARE LE FIRME

Ci vuole uno slancio in più, nella campagna referendaria. Siamo a metà del cammino, i risultati non sono soddisfacenti, anche se nell'ultima settimana abbiamo visto un moltiplicarsi dei volontari.

Eppure bisogna dirlo. L'andamento della campagna non da' la sicurezza del risultato finale. Ecco, moltiplicarsi e' la parola giusta. Moltiplicarsi dei tavoli, di chi raccoglie firme. Perché il paradosso è che i cittadini, le cittadine, quando si entra in contatto con loro, firmano. Certo bisogna parlare, spiegare. Non c'è nulla di automatico, in questi tempi difficili della politica. Eppure chi si è messo ai tavoli, chi si si è armato di moduli e determinazione e si messo/ a spiegare, richiamare l'attenzione di chi passa distratto, sa che lo sforzo ripaga.

Leggi tutto...

Sull'epurazione di Piero Lacorazza

Sull'epurazione di Piero Lacorazza

Le dimissioni da presidente del consiglio regionale della Basilicata sono una rappresaglia del sistema di potete renziano.
Lo mette in evidenza lo stesso Piero Lacorazza, che dichiara di essere stato costretto a dimettersi per essersi schierato e battuto per il voto al referendum del 17 aprile, sostenendo le ragioni del sì all'abrogazione della norma che consentirebbe l'attività estrattiva di piattaforme anche entro le 12 miglia dalla costa, fino ad esaurimento del giacimento. 

Altro motivo per cui Lacorazza sarebbe stato "epurato" è il suo rifiuto a sostenere il sì al referendum confermativo della riforma costituzionale.
Ecco dunque che si palesano le ragioni delle nostre preoccupazioni riguardo il rischio alto di perdita della nostra democrazia. 
Ciò che sta accadendo in Italia ha nella riforma costituzionale e nella legge elettorale Italicum il picco più alto di abuso di potere da parte di chi si trova a governare senza rappresentare i cittadini.  
 
L'altra Europa con Tsipras
Leggi tutto...

La Grecia lotta per liberarsi dal debito

La Grecia lotta per liberarsi dal debito

Di Argiris Panagopoulos
Probabilmente la parola “χρεος”, che vuol dire “debito”, sarà la prossima che passerà nel vocabolario europeo dopo SYRIZA, Tsipras e oxi. La Grecia continua ad accumulare punti nella sua battaglia contro i “falchi” nel neoliberismo, mentre l’ottimismo dalle decisioni dell’Eurogruppo del 9 maggio ha portato Tsipras, Tsakalotos e il vicepresidente del governo greco Dragasakis di puntare direttamente sullo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro a breve. Le riunioni dell’Eurogruppo il 24 maggio e della BCE il 2 giugno sembra che decideranno la valutazione positiva del programma greco, la tranche per il pagamento dei debiti in scadenza e una forte iniezione di liquidità dell’economia reale con 9-12 miliardi e del sistema bancario greco con 5-6miliardi permettendo ad Atene di trattare con ancora più determinazione la questione del debito contro i pochissimi ma sempre pericolosi “falchi” che sono rimasti fedeli a Schäuble.

Leggi tutto...

Napoli- ex manicomio Bianchi- sulla chiusura del polo archivistico

Napoli- ex manicomio Bianchi- sulla chiusura del polo archivistico

"In Campania la giunta regionale affida a privati, senza evidenza pubblica, la gestione dei beni storico artistici della sanità. E l’ASL chiude il polo archivistico dell’ex manicomio Leonardo Bianchi. Il ministero fermi questa barbarie giuridica e culturale"

«La giunta regionale della Campania affida con una delibera su più fronti illegittima, e senza alcuna evidenza pubblica, la gestione del patrimonio storico e artistico delle Asl napoletane a un’associazione privata» lo afferma in una nota l’Altra Europa – Napoli,

Leggi tutto...

APPELLO/ La civiltà rottamata. Per la Sinistra Europea

APPELLO/ La civiltà rottamata. Per la Sinistra Europea

 

Il dramma dei migranti, l’assedio della austerità, la messa in mora della democrazia, lo smantellamento delle conquiste sociali, il ricorso sistematico alla guerra praticati dalle «classi dirigenti europee» ci dicono che una intera civiltà, quella di un compromesso sociale avanzato, frutto di decenni di lotte e passato anche attraverso gli orrori del secolo, viene rottamata.

 

Noi che da molto tempo ci impegniamo in tanti movimenti e tante lotte che hanno attraversato lo stesso scenario europeo sentiamo però un enorme divario nei rapporti di forza. Le «classi dirigenti» hanno costruito un sistema di potere post democratico e a-democratico che ha messo insieme i tratti peggiori dei poteri della globalizzazione in un accordo scellerato che dismette ogni idea di bene comune e mette in conto la rovina dei più.

 

Purtroppo questo processo non ha trovato capacità di risposta adeguata da parte del movimento operaio, delle sinistre, dei democratici, la cui efficacia è rimasta confinata nelle vecchie dimensioni. Essi hanno finito per dividersi tra una parte, maggioritaria, cooptata dai poteri dominanti e ormai corresponsabile e una parte, minore, che ha tentato la resistenza.

 

Ci sono stati e ci sono grandi movimenti, dai pacifisti, ai social forum, alle lotte contro l’austerità, ai migranti, a quelli per una nuova centralità mediterranea. La Francia sta conoscendo una nuova stagione di conflitti sociali. Ci sono resistenze come quella greca. Ma non si è ancora costruita una nuova dimensione europea del movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti ambientalisti, sociali, dei diritti e della sinistra.

 

Ci sono tentativi importanti che provano ad andare in questa direzione. Tra loro il Partito della Sinistra Europea. Nato dall’impegno di molte forze di alternativa in tutta Europa tra cui, in Italia, Rifondazione Comunista. Il Partito della Sinistra Europea è l’unico partito che nella sua interezza si è schierato e ha lottato contro l’austerità, il liberismo, le guerre, per i migranti. Che ha sistematicamente lavorato con e per i movimenti. Che fa prevalere le logiche sociali a quella della sommatoria degli interessi delle singole realtà. Inoltre prevede anche l’iscrizione individuale ad indicare la volontà di voler essere un soggetto che non è solo punto di incontro di forze organizzate ma pienamente e democraticamente a disposizione di tutte e tutti.

 

Di questa importante facoltà decidiamo di chiedere di avvalerci e proponiamo di farlo alle tantissime persone che condividono l’esigenza di un nuova dimensione della politica. Chiediamo e proponiamo cioè di iscriverci individualmente al Partito della Sinistra Europea. Vogliamo cosi contribuire a un salto di qualità della politica che non può avvenire se non in una chiave europea, ponendosi all’altezza della sfida di oggi che vive precisamente nei territori e nella dimensione continentale.
Vogliamo cosi contribuire anche alla crescita, al rafforzamento, all’allargamento e all’espansione del Partito della Sinistra Europea, come punto di riferimento per una alternativa indispensabile e al suo divenire compiutamente un soggetto che esprime una politica europea e mediterranea animata direttamente dai suoi aderenti.

 

Nanni Alleva, Francesco Auletta, Sergio Brenna, Elisabetta Cangelosi, Loris Caruso, Paolo Favilli, Alfonso Gianni, Guido Liguori, Andrea Maccarrone, Graziella Mascia, Giovanni Mazzetti, Sandro Medici, Eugenio Melandri, Roberto Musacchio, Edda Pando, Luigi Pandolfi, Monica Pasquino, Gabriele Pastrello, Tonino Perna, Marco Revelli, Gianni Rinaldini, Tiziano Rinaldini, Mimmo Rizzuti, Giulia Rodano, Antonia Romano, Bia Sarasini, Massimo Torelli, Giovanna Vertova

 

Per adesioni: info@sinistraeuropea.eu

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS