Alla Marcia Perugia-Assisi per la pace, contro il razzismo e contro la xenofobia.

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La “guerra mondiale a pezzetti”, più volte denunciata dal Papa non smette di avanzare, dalla disdetta americana dell’accordo con l’Iran sul nucleare, all’accanimento saudita contro lo Yemen, dall’emarginazione sempre più violenta dei diritti del popolo palestinese, alle tensioni mai sopite ai confini orientali dell’Europa e in Ucraina, mentre i conflitti in corso nel Sahel, in Libia, in Siria, continuano ad essere alimentati dalla ricerca di nuovi rapporti di forza tra le vecchie potenze mondiali e quelle emergenti. La minaccia di una guerra generalizzata nel processo di passaggio del baricentro planetario verso est, è più in agguato che mai, ma l’Europa si dimostra sempre più incapace di ottemperare a un ruolo di dialogo tra nazioni e di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.

La strada delle politiche liberiste imboccata da più di un ventennio e sancita nei trattati europei ha amplificato sempre di più le disuguaglianze sociali ma anche quelle tra territori ricchi e aree arretrate, riaprendo così le porte all’idea che i problemi si risolvono blindando i propri confini e respingendo i migranti.

Di quest’Europa liberista e razzista, l‘Italia sta diventando oggi un laboratorio grazie al suo governo gialloverde, i cui decreti e la cui azione repressiva contro i migranti si sviluppa in crescente violazione dei principi di uguaglianza e di solidarietà sanciti dalla Costituzione. Per questo è necessario il massimo impegno per la cancellazione del decreto Salvini su migranti e sicurezza il cui carattere incostituzionale è da più parti denunciato

Bisogna perciò impedire che lo sciagurato “prima gli italiani” divenga senso comune, dando vita a un’opposizione il cui perno sia una idea alternativa di società e di sviluppo qualitativo, con investimenti in settori innovativi con un ruolo determinante del pubblico e capaci di creare nuova occupazione, per una redistribuzione delle risorse e per l’uguaglianza sociale. Un’opposizione che unisca la lotta per un’Europa unita a quella per la fine dell’austerità, la lotta contro i nazionalismi all’agibilità del conflitto di classe.

Una lotta in cui i migranti possono essere oggi i migliori alleati della difesa delle condizioni di vita dei lavoratori, lotta che ha bisogno come non mai di una dimensione sovranazionale e internazionalista. Partecipiamo dunque alla Marcia della Pace nella convinzione che la ripresa del movimento per la pace abbia in questo momento un ruolo fondamentale per riaprire in Italia e in Europa la possibilità di invertire la rotta e spezzare il dominio delle èlites.

L’Altra Europa con Tsipras

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