Riace non si arresta- solidali con Mimmo Lucano e a Tesfahun Lemlem

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Mimmo Lucano è in stato d’arresto ai domiciliari, mentre alla sua compagna Tesfahun Lemlem è stato consegnato un divieto di dimora.
Le accuse sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti, mentre sono cadute tutte le più gravi contestazioni ipotizzate dalla procura di Locri, come malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione. Resta un castello di accuse alquanto fragile per motivare un provvedimento di tale gravità. Che segue peraltro i continui attacchi anche personali che il Ministro degli interni Salvini conduce provocatoriamente contro il sindaco di Riace. L’intento è quello di mettere sotto accusa il modello di integrazione che si è sviluppato a Riace. Ciò che il mondo ci invidia, facendone oggetto di studio e di esempio positivo e originale, qui viene criminalizzato. “L’accoglienza e l’integrazione non possono essere a tempo determinato” ha più volte dichiarato Mimmo Lucano. Grazie a questo sistema di accoglienza e di integrazione si possono ripopolare e fare rivivere molti paesi del Sud e della dorsale appenninica, abbandonati per i processi di inurbamento della popolazione. Si può dare vita a un modello di sviluppo dell’economia reale, basato sulla solidarietà e il rispetto pieno e la tutela dell’ambiente. Riace rappresenta la spia di un nuovo possibile e realistico modello di società, di convivenza fra diversi, di nuovo sviluppo economico. Ed è tutto questo che si vuole colpire. Come già si era visto nel blocco dei fondi destinati al comune. La posta in gioco non è dunque solo la solidarietà ai migranti e a un uomo e una donna che hanno dedicato la loro vita a questa causa, ma l’idea e la possibilità di una diversa società.

Per questo siamo profondamente solidali con Mimmo Lucano e a Tesfahun Lemlem. Ma indignarsi non basta! Reclamiamo l’immediata cessazione dei provvedimenti restrittivi nei loro confronti.

Invitiamo tutte e tutti a rendere grande la manifestazione già prevista a Riace per il 6 ottobre. A mobilitarsi fin da oggi ovunque nel nostro paese, con presidi e manifestazioni, per fare capire al ministro della malavita e al suo governo che il nostro paese non è quello che lui immagina e vorrebbe. Che la solidarietà e il senso di umanità possono sconfiggere l’odio.

L’Altra Europa con Tsipras

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