Discorso di Alexis Tsipras agli operai dei cantieri navali di Siros.

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ALEXIS TSIPRAS: LE POLITICHE DI AUSTERITA’ SONO SERVITE A COLPIRE I SALARI.
FINE DEL MEMORANDUM SIGNIFICA INNANZI TUTTO RIDARE DIGNITA’ AL LAVORO.

“….Negli anni trascorsi, in questi otto difficili anni per il nostro Paese, il mondo del lavoro e della fatica è stato quello che ha sofferto più di tutti gli altri. Tutti i Greci hanno avuto vissuto un periodo difficile. Quasi tutti.
C’era una piccola minoranza che ha fatto bancarotta e ha portato i soldi all’estero. Costoro non se la sono passata male. Le loro aziende sono fallite, i lavoratori hanno perso il lavoro, loro sono milionari. Devo dire che la stragrande maggioranza ha attraversato momenti difficili. Il mondo del lavoro e della fatica però è stato quello che ha sofferto di più.
Nei primi tre anni di crollo un milione di lavoratori ha perso il lavoro. Nel 2014 la disoccupazione è arrivata al 27,5%. Oggi, in questi ultimi altrettanto difficili tre anni, la disoccupazione è scesa sotto il 20%, è al 19,6 con una diminuizione di oltre il 7%. Non siamo riusciti ancora a a ripristinare il milione di posti di lavoro perduti, l’incremento è stato di 300.000 unità, abbiamo ancora molta strada da fare.
Ma oggi, di fronte a voi, voglio dire che se c’è una priorità per questo governo, ma anche per la nazione, è la riconquista del lavoro nel nostro paese. E il lavoro deve essere dignitoso, ben retribuito. Deve avere diritti.
Perchè, negli anni trascorsi, il lavoro è stata l’unica “merce” il cui prezzo, per volere dei creditori, non poteva essere liberamente negoziato dai suoi “venditori”, cioè i lavoratori. L’unica “merce”.
Il libero mercato era in vigore per tutto, eccetto per il sudore e la fatica del salariato e dello stipendiato.
I contratti collettivi sono stati aboliti. La definizione del salario di base è divenuta, senza appello, di esclusiviva competenza dello stato. I lavoratori si sono ritrovati in condizioni di lavoro da giungla. L’arbitrarietà nei loro confronti è giunta a livelli senza precedenti dal dopoguerra in poi, l’insicurezza, la violenza dei licenziamenti, il ricatto alla classe operaia, l’uso come leva dell’enorme esercito di disoccupati creato dai memoranda, avevano a mio parere un obiettivo preciso. Ridurre la retribuzione del lavoro.
Ecco perché ora mettere fine a questa fase e fine al memorandum, significa ripristinare i diritti, ripristinare i contratti collettivi e aumentare il salario minimo. Significa invertire la rotta. Significa ricostruzione della qualità del lavoro e dei diritti dei lavoratori nel nostro paese.
……..Tutte le grandi ferite di questi otto anni non potranno guarire da un giorno all’altro, ma è nostro compito curarle.
Abbiamo iniziato piano piano a cambiare le cose, ci vuole ancora molto lavoro. Tutti insieme possiamo voltare pagina e con le nuove opportunità che ci dà la fine di questo periodo, voglio dirvi che il nostro obiettivo non può essere altro che la rinascita produttiva, la ricostruzione industriale, lo sviluppo equo e la tutela del lavoro. Contro, ovvio, alle forze politiche che sognano una sequenza interminabile di memorandum nascosti e palesi, con l’unico scopo di tenere i lavoratori incatenati e il costo del lavoro basso. E contro anche a forze sociali, abituate male da anni di immoralità e corruttele, che non vogliono capire che in questo paese non ci può essere crescita e e di conseguenza profitti, se la classe operaia, il mondo del lavoro è legato mani e piedi, condannato a stipendi di fame e senza diritti.
……..Però permettetemi di sottolinearlo:
In questi casi non basta la volontà politica…..
Sono necessarie la lotta e la costante rivendicazione per andare avanti. …Questo è il mio messaggio per tutti i lavoratori, manuali e intellettuali, per gli uomini del lavoro che ci seguono. Il mio messaggio è che il futuro, il futuro migliore come disse il poeta (n.d.t. Majakovsky) non arriverà da solo, così semplicemente. Se non lottiamo tutti insieme per farli venire, i giorni migliori non verranno.
Qui abbiamo lottato e abbiamo avuto successo. Lotteremo anche per il futuro della nostra patria. Per un domani migliore nell’epoca postmemorandum che comincia adesso. Non smetteremo di lottare, perchè possa fiorire Neorio, perchè fiorisca la libertà, la dignità e la creatività del lavoratore, in ogni angolo del paese. …..
Saremo al vostro fianco, per strada se sarà necessario, per giorni ancora migliori.
Perchè non c’è nessun futuro per la Grecia se non c’è futuro per coloro che con le loro mani e con il loro cervello costruiscono il futuro. E il futuro non viene da solo, si costruisce. E lo costruiremo insieme”.

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