Grecia- Moni Ovadia- Il fuoco dell’indignazione

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L’Attica brucia, incendi furiosi circondano Atene con dolo, alimentati da venti selvaggii, con altrettanto furore si incendia la mia indignazione per ciò che ancora deve subire il coraggioso popolo greco. Dopo le violenze della Troica che con perverso accanimento l’ha sottoposto a  provvedimenti economici punitivi e insensati, dopo che i padroni dell’Europa hanno in tutti i modi cercato di violentare il libero suffragio dei greci che hanno scelto i governanti migliori e punito quei politicanti che li hanno portati al disastro con molte complicità europee e ai quali i poteri forti della sedicente Europa unita voleva restituire d’imperio il governo per continuare a vessare le vite dei cittadini di una terra stremata dai potentati economici-finanziari. Per quanto ancora gli eurocrati e i loro sodali del fondo monetario internazionale e della banca mondiale si rifiuteranno di capire che l’intero Occidente è figlio della cultura greca, senza ciò che ci hanno donato i greci non avremmo un ecosistema concettuale degno di questo nome, la nostra lingua scientifica sarebbe priva di grammatica e sintassi, noi tutti diventeremmo afasici.

La Grecia è simbolicamente fondamento di tutto ciò che noi pensiamo, che noi siamo e che crediamo di essere.

L’Europa stessa non può essere concepita fuori dalla grecità e dalle sue emanazioni. In qualche misura ogni cittadino europeo è greco. La lingua greca di oggi, il δημοτική, incarna nella sua vicenda prodigiosa, i travagli e il genio creativo del popolo greco, in Europa il suo studio dovrebbe essere d’obbligo in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dovrebbe essere considerata patrimonio immateriale dell’umanità. La solidarietà attiva verso il popolo greco in questo momento tragico deve passare per il riconoscimento autentico del patrimonio universale di cui esso è portatore. Impariamo a riconoscerci greci.

Esprimiamo e pratichiamo ora e sempre una solidarietà incondizionata con la Grecia, madre di tutti noi europei!

Moni Ovadia

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