L’Altra Europa con Tsipras sulle prossime elezioni politiche

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Comitato politico Nazionale del 6 gennaio 2018

1) L’Altra Europa con Tsipras si è attivamente impegnata nel percorso del Brancaccio, individuandovi la possibilità di un ulteriore salto politico e di consenso sulla spinta della vittoria referendaria del 4 dicembre 2016, come proposta UNITARIA PER CAMBIARE TUTTO DAVVERO e uscire dal paradigma del neoliberismo che ha prodotto, attraverso i governi di centrodestra o centrosinistra, devastazione del territorio, mercificazione del lavoro e del sapere, continui attacchi alla democrazia costituzionale (dopo aver distrutto quella materiale). Insomma una proposta per ROVESCIARE IL TAVOLO e cambiare forme e rappresentanza, un primo passo “per la costruzione della sinistra che non c’è”.

Il percorso del Brancaccio ci è stato sottratto inopinatamente e malauguratamente in primo luogo per la decisione da parte di alcune forze politiche – che poi si sono ritrovate intorno a Piero Grasso – di chiamarsi fuori da un percorso democratico, partecipato e chiaro sui contenuti e sulla proposta politica, e in secondo luogo per l’annullamento dell’assemblea del Brancaccio del 18 novembre.

2) Questo ha prodotto da un lato disorientamento e delusione, dall’altro un forte e diffuso desiderio di non disperdere le energie e i contenuti di questi anni. Per farlo tuttavia occorre una consapevolezza delle nuove condizioni: nel quadro che si è determinato l’unità in sé stessa non ha più alcun senso, dato che si sono coagulate due proposte chiaramente diverse per la prospettiva generale e per i soggetti coinvolti. Tanto più alla luce delle sconfitte dei processi unitari di questo triennio, di cui il Brancaccio è stato solo l’ultimo (tavolo unitario del 2015, le liste comunali unitarie del 2016, il lancio delle Città in comune).

3) NELLE ELEZIONI POLITICHE DI PRIMAVERA la proposta a cui abbiamo lavorato non sarà dunque in campo e NON SIAMO COME SOGGETTO COLLETTIVO PARTE ATTIVA IN ALCUNA OPZIONE ELETTORALE.

Questo non ci esime dal dare un giudizio sull’offerta elettorale, caratterizzato da proposte che hanno ambizione di essere stabili e strategiche.

4) La lista tri-partito (MDP-SI-Possibile) di Liberi e Uguali agisce interamente la sua proposta nell’ambito della crisi del Pd. Una scelta rilevante, ma fuori dal campo dei tentativi per la costruzione della sinistra che non c’è, che è il nostro campo di azione politica. A questo si aggiunge un giudizio negativo, sia in relazione al merito programmatico-politico, sulla strategia delle alleanze e sul rapporto col PD potenzialmente post renziano, sia rispetto alla modalità centralistica e partitista della sua costruzione, lontana anni luce dal rinnovamento necessario, sia per la finalità di conservazione dei parlamentari in carica, sia per essere inserita oggettivamente nella famiglia europea dei Socialisti Europei.

5) Nel vuoto lasciato dal Brancaccio è stata lanciata la Lista Potere al popolo, promossa dal Centro Sociale Je so’ pazzo e sostenuta da componenti diverse della sinistra alternativa in gran parte non attive nel nostro processo delle elezioni europee e nel percorso del Brancaccio. La proposta ha alcune caratteristiche interessanti, come l’energia sociale in particolare giovanile che si è espressa, come la maggior visibilità di temi, vertenze e lotte a noi cari e il costruire un momento di pratica politica comune fra realtà a volte distanti.

Ma è diversa, sia sul profilo europeo sia sul progetto di sinistra che è necessario costruire in Italia, da quella per cui abbiamo iniziato il nostro lavoro nel 2014 in Italia e per cui continueremo a impegnarci subito dopo le elezioni.

Con queste premesse, specificando che a questa scadenza elettorale non siamo parte attiva di alcuna lista, non mancherà la nostra disponibilità per la raccolta delle firme di Potere al Popolo, ferma restando in ogni caso la libera scelta individuale di ciascuno/a – sul piano dell’attivismo e/o dell’elettorato.

6) Il nostro impegno da marzo in poi, appena passate le elezioni, sarà riprendere il filo della costruzione della sinistra che non c’è, per un’altra Europa, pienamente interna alla Sinistra Europea, per cambiare tutto davvero. Un filo che possiamo riprendere AGENDO, ovvero lanciando una proposta costituente della lista alle Europee del 2019 (N.B la presentazione della lista dipende esclusivamente dalle nostre valutazioni), che sia lei stessa costituente della soggettività in quanto basata sulla radicalità della proposta, sull’innovazione delle forme della politica e libera dal vincolo ormai vuoto dell’unità.

Siamo ancora convinti che di questo ci sia bisogno e richiesta.

L’Altra Europa con Tsipras

Roma 6 gennaio 2018

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