Germania, un voto da brividi. Ma c’è la Linke

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Un brivido attraversa l’Europa. Fa veramente paura vedere che in quel Parlamento che ha vissuto epoche tragiche andranno a sedersi quasi 100 esponenti di un partito, l’Afd (Alternativa per la Germania), che quelle epoche ripensa in modi raccapriccianti. Non solo. Che per il nostro presente, a suo modo tragico, ha pensieri che inquietano. La repulsione per i migranti, che ha soppiantato quella per l’euro, prima di tutto.

Questo è il veleno che accompagna il quarto successo consecutivo della “Muti” Merkel che così supera il suo mentore Khol. Lo paga a caro prezzo con la Cdu che fa un record negativo di voti, scendendo  al 33%, con un quasi meno 10%, insieme alla Csu che in Baviera  perde dal 49% al 39%.

Come accadde le scorse elezioni con i liberali che uscirono dal governo con la Merkel uscendo dal Parlamento, tocca ora alla Spd uscire con le ossa rotte dall’abbraccio con la Cancelliera. Con poco più del 20% quella di Schultz è una debacle storica. Sarebbe impietoso prendersela solo con l’ex Presidente del Parlamento Europeo che pure ha la colpa di aver condiviso, e fatto condividere al PE, tutte le scelte sciagurate di questi anni. In realtà la Spd dovrebbe chiedere già a Schroeder, il.leader delle “riforme” sul lavoro, conto di questa bancarotta. La Spd all’Est è ridotta al 14%, addirittura quarta forza. È stata, questa Spd, un partito prono e strumento alla e della globalizzazione liberista e di come essa si realizzava nella forma europea. E insieme un partito nazionalista al servizio dell’egemonismo ordoliberista tedesco. Dovrebbe, Schultz, in questo momento di sconfitta totale ripensare alle parole e alle cose dette e fatte contro la Grecia di Tsipras e pentirsi amaramente.

Cdu e Spd pagano un conto salato all’Afd. Più di un milione di voti passa dalla Cdu alla Afd. 500 mila li da’ la Spd. Purtroppo quasi 400 mila anche la Linke. Ma alla Afd cedono tutti anche liberali e verdi. E un milione di voti arriva dal non voto. La Afd va al 20% all’Est. Ma sta al 12% in Baviera. A dire della pericolosità di un coagularsi di voti che vanno sommando le rabbie dei “ricchi” e dei “poveri”.

In un Paese come la Germania dove i rilevatori statistici dicono che un’ampia maggioranza sa di star bene. Ma dove l’ordoliberismo ha reso questo “star bene” inquieto perché consapevole del carattere guerresco del suo realizzarsi tra minijob in casa e espansionismo nel Mondo. Manda segnali inquietanti dunque questo elettorato tedesco che sta bene ma ha paura. Vota Afd. Colpisce anche la Muti Merkel. Affossa la grande coalizione, diventata piccola piccola.

Ma indica anche un’altra governabilità.  I liberali si riprendono i voti andati alla Merkel, più di un milione. E i verdi vedono “premiata” la disponibilità a governare con lei data in campagna elettorale prendendo qualcosa in più dei sondaggi con l’8,9%. Due nuovi forni sono aperti per Merkel. La trattativa sarà lunga e difficile ma la governabilità sarà spinta anche dall’incubo della destra. D’altronde il sistema proporzionale tedesco si conferma un buon sistema capace di riarticolare la rappresentanza politica. Il voto è cresciuto di quasi 5 punti arrivando sl 75,9%. Si passa a sei partiti considerevolmente rappresentativi ed anche più vicini nelle proporzioni.

Il rischio di instabilità c’è ma il rischio della stabilità  anche. Ironizzo sul definirlo rischio perché c’è il rischio che Merkel continui a fare lo stesso pane in forni diversi. Magari ancora più duro per inseguire l’Afd. Il problema invece per la Germania e l’Europa è tornare a fare un buon pane.

Lo ha capito la Linke che, in questa situazione, prende un voto importantissimo. 4milioni e 293 mila. Il 9,2%, secondo miglior risultato della sua storia. Un voto anche diverso dal passato. All’Est si attesta oltre il 16%, davanti alla Spd. E all’Ovest raggiunge il 7% con addirittura il 6,1% in Baviera. A Berlino dopo un anno di governo guadagna e supera il 19%. Prende 400 mila voti dalla Spd. Un milione dalla astensione. Quasi 200 mila dai verdi. E quasi 100 mila dalla Cdu. Sta al 9% tra i diciottenni. Un nuovo blocco di cambiamento in controtendenza a quello della Afd. Ha fatto una campagna elettorale tutta sul sociale e a difesa dei migranti. Ha proposto un’altra Europa.

Una campagna coraggiosa che ha dovuto fare i conti con la Spd che rimaneva succube di Merkel e con i verdi che si candidano a diventarlo. Un voto di speranza che sta in sintonia con quello di Melenchon in Francia e tanti altri della sinistra radicale in Europa. Che, come scritto qualche giorno fa da Le Monde, si candida a far rinascere la sinistra dalle macerie del socialismo europeo.

In Germania ora il rapporto tra Linke e Spd è passato da uno a tre a uno a due e la Spd sta sotto all’Est. Forse la tracotanza verso la Linke finirà.  La Spd ha detto che andrà all’opposizione. Mi auguro che mantenga la parola. E provi a ripensarsi, Non sarà facile perché la sua bancarotta è quella del socialismo europeo e viene da lontano.

Mentre sono sempre più vicine le elezioni europee dove per la Sinistra Europea c’è il compito di far avanzare una proposta che metta insieme tutti coloro che si battono contro le politiche di chi ha riportato inquietanti fantasmi nella nostra Europa.

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