L’unica proposta forte? Quella avviata al Brancaccio

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( Left- 26 agosto) Sono passati quasi 9 mesi dalla vittoria del 4 dicembre al referendum costituzionale e ci troviamo in una situazione ben diversa- peggiore- da quella che tante e tanti di noi avevano sperato. E con di nuovo la Carta Costituzionale minacciata in profondità.
Perché il volto xenofobo e guerrafondaio dell’azione in Libia non è altro che questo. Con i lager per migranti “appaltati” ai vari signori della guerra libici, perché il tutto accada lontano dagli occhi “nostri”, facendo diventare azione di governo il detto “occhio non vede, dente non duole”.
È stata un’azione costruita in pochi mesi, che ha il volto del ministro Minniti e la regia “democristiana” di Gentiloni.  Sul piano legislativo i decreti Minniti e Orlando, sul piano della comunicazione la costruzione del messaggio “l’invasione dei migranti”, sul piano culturale una campagna di odio e di diffamazione verso le ONG che si è subito allargata verso l’idea stessa di volontariato, ovvero chiunque aiuti chi è in difficoltà, che sia migrante o povero. Il tutto dopo avere liberato il terreno politico dai referendum sociali sul lavoro, che avrebbero amplificato la vittoria del 4 dicembre.
Siamo sull’orlo di un vero disastro culturale, di un rovesciamento di tutti i valori. Qualsiasi sottovalutazione è inaccettabile.
Da questo vorrei partire per partecipare a questo confronto sul tema dell’unità della sinistra in vista delle prossime politiche. In questo contesto non c’è cosa più lontana dalla realtà di assumere come premessa il tema della generica unità della sinistra. È la tipica domanda “trappola”, posta genericamente chi mai può essere contrario?  Ma posta genericamente – senza dire per fare cosa e per chi, senza contenuti e finalità-  diventa una trappola senza via di uscita, neanche lontana parente della mediazione che è una forma alta della politica. Al massimo può portare ad un minimo comun denominatore tra sigle (che è solo è un Minimo) lontanissimo da quella parte dei milioni di voti del 4 dicembre di sinistra, democratici, popolari che hanno espresso fiducia nella Costituzione contro le diseguaglianze. Un Minimo che con brevi passaggi potrà fare rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta, ovvero l’alleanza con il Pd, in nome del Meno Peggio.
Il Meno Peggio è oggi la soluzione sbagliata, in assoluto, sia in termini numerici (voti) sia per ricostruire una sinistra che oggi non c’è.
In questi mesi di dibattito il tema dell’unità è stato usato anche per bloccare e cercare di soffocare l’unica proposta FORTE in campo avanzata, che è quella che Falcone e Montanari hanno avviato al Teatro Brancaccio. Continuando quel percorso è possibile arrivare ad una proposta forte, chiara, di radicale cambiamento di rotta del paese, che rompa in maniera netta e dichiarata con un ventennio di politiche di centrosinistra improntate al neoliberismo (non è questo il messaggio del Brancaccio??), che riparta dai valori della Costituzione per scontrarsi contro l’apocalisse culturale rappresentata dal Governo Gentiloni- Minniti.
Una lista di sinistra coraggiosa e indignata, pronta ad una vera e propria battaglia di civiltà per difendere e rigenerare la democrazia e per un’altra Europa, che anche in questa vicenda dei migranti sta dando da anni pessima prova. Un’Europa, ricordo, che andrà al voto nel 2019 . Un’Europa, ricordo, che andrà al voto nel 2019.
Una lista etica e di civiltà, perché la linea di frattura su cui schierarsi è quella che contrappone l’Umano e l’Inumano, è quella che richiede la rottura con la mercificazione della vita e la militarizzazione del mondo. Perché è fondamentale dare voce a chi vuol “restare umano”.
Questo profilo etico può mettere in sicurezza il percorso avviato al Brancaccio, lo sottrae alle mille diplomazie comprensibili a pochissimi E può parlare veramente a tantissime e tantissimi.
Una lista forte, che sfida senza tentennamenti le varie destre, può produrre anche unità. Ma certamente sarà la lista, la sola, della sinistra alle prossime politiche.

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