Per cancellare i voucher MDP voti contro la fiducia

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Con il voto di fiducia di ieri la Camera ha approvato la manovra imposta dall’Europa che contiene il reinserimento dei voucher.
Mdp ha scelto di non votare il provvedimento e attraverso le parole del capogruppo Laforgia, «Siamo responsabili ma non vogliamo essere corresponsabili», annuncia l’intenzione di negare la fiducia anche al Senato qualora il reinserimento dei voucher resti tale e quale.

Una decisione, quella di non votare, in linea con un tatticismo già tristemente noto e in questa occasione francamente poco comprensibile. Se il tentativo di reintrodurre i voucher attraverso il voto di fiducia in spregio al Referendum e all’articolo 75 della Costituzione non è un elemento sufficiente ad aprire un caso politico attraverso un voto contrario, ci domandiamo allora che cosa sia.

Il voto del Senato diventa quindi fondamentale per bloccare i voucher, ma l’abbandono dell’aula da parte dei parlamentari di Mdp potrebbe non essere sufficiente a rendere certa la bocciatura. Sebbene i centristi di Alfano possano riservare qualche sorpresa al governo, il non voto dei 15 parlamentari di Mdp non dovrebbe far venir meno la fiducia: durante il voto al Senato serve la maggioranza dei presenti non la maggioranza assoluta. L’uscita dall’aula abbasserebbe solo il quorum e il governo resterebbe a 157 voti contro i 148 dell’opposizione. Votare poi contro nel secondo voto di merito non servirebbe a bloccare il testo perché è più che probabile l’appoggio delle destre.

Non ci si assolve voltando le spalle. Durante il voto di fiducia in Senato i parlamentari di Mdp si assumano dunque la responsabilità delle loro dichiarazioni con un voto contrario o un’astensione in aperta opposizione alla maggioranza di cui ancora fanno parte.

L’Altra Europa con Tsipras

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