Le verità nascoste sui dati dei migranti

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Ci sono delle cose che fanno più male di altre. Ad esempio sapere una verità e comportarsi negandola, nascondendola e creando così tanta sofferenza, ancora più crudele perché figlia di questo cattivo comportamento.

C’è una verità conosciuta da tanto tempo ed è quella che pubblichiamo in questo stralcio di un libro verde ufficiale della Commissione Europea addirittura del 2005. Parla di ciò che servirà tra il 2020/2030, cioè adesso: 20 milioni di migranti in più per ragioni demografiche e per tenere il nostro mercato del lavoro e i nostri conti. Questa frase la riportiamo.

Poi chi vuole può leggere l’intero testo ( estratto e integrale di seguito) che dice cose consivisibili ed altre meno. Dice che ci vuole una politica europea per gli ingressi. Ebbene: non c’è stata e l’Europa si è  occupata solo di cacciate e respingimenti. Ma le verità nascoste prima o poi vengono a galla. E poi sarebbe bello ricordare sempre che quei 20 milioni non sono semplicemente forza lavoro che serve ma donne e uomini e che non esiste solo il mercato del lavoro ma la vita.

L’Altra Europa con Tsipras

Bruxelles, 11.1.2005 – COM(2004) 811 definitivo

LIBRO VERDE- SULL’APPROCCIO DELL’UNIONE EUROPEA ALLA GESTIONE DELLA MIGRAZIONE ECONOMICA- (presentato dalla Commissione)

“………..Nel frattempo, prendendo atto dell’incidenza del calo e dell’invecchiamento demografico sull’economia, la Commissione ha evidenziato la necessità di rivedere le politiche in materia di immigrazione a più lungo termine[4], soprattutto alla luce delle ripercussioni che una strategia in materia di immigrazione economica avrebbe sulla competitività e quindi sulla realizzazione degli obiettivi di Lisbona. Sono proprio le tendenze demografiche che hanno stimolato il dibattito sull’immigrazione nell’UE, senza mettere in discussione il diritto degli Stati membri di stabilire il numero di migranti da ammettere. Di fatto, anche se gli obiettivi occupazionali di Lisbona fossero conseguiti entro il 2010, i livelli generali di occupazione sarebbero comunque destinati a subire un calo a causa del cambiamento demografico. Nel periodo 2010-2030, al ritmo degli attuali flussi migratori, il calo della popolazione in età attiva nell’UE-25 comporterà una riduzione del numero degli occupati di circa 20 milioni di unità. Questi sviluppi avranno un forte impatto sulla crescita economica generale, sul funzionamento del mercato interno e sulla competitività delle imprese dell’Unione.

In tale contesto, e sebbene l’immigrazione in sé non rappresenti una soluzione al problema dell’invecchiamento demografico, saranno necessari sempre maggiori flussi migratori per far fronte alle esigenze del mercato del lavoro dell’UE e per garantire la prosperità dell’Europa. L’immigrazione, inoltre, incide sempre di più sull’imprenditoria. L’Unione deve inoltre tener conto del fatto che le principali regioni del mondo si stanno già attivando per attirare lavoratori migranti che soddisfino le esigenze delle rispettive economie. È quindi particolarmente importante che una politica comunitaria in materia di immigrazione per motivi economici garantisca alle persone ammesse uno status giuridico certo e una serie di diritti che facilitino la loro integrazione………..”

Link integrale

 

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