Viva il Primo Maggio, festa internazionale del lavoro

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Mai come in questo momento è importante celebrare questa festa come momento di solidarietà e di lotta. Non è vero che questa fondamentale data abbia perso di significato o non smuova gli animi. Al contrario proprio la recentissima ricerca di un istituto di ricerca – Osservatorio sul capitale sociale di Demos-Coop – conferma che più di due italiani su tre affidano un grande significato alla celebrazione del Primo Maggio. Del resto oltre 7 su 10 non vedono alcuna ripresa né dell’economia né dell’occupazione. Più di 3 su 4 sono convinti che il precariato sia in aumento, e meno di un italiano su dieci ritiene positivo il Jobs Act, emblema della fallimentare politica del lavoro del governo Renzi, mentre tutti sono convinti che l’abolizione dei voucher sia stata una vittoria che va consolidata

Il lavoro, il lavoro perduto, il lavoro che non c’è, il lavoro privato dei diritti più elementari, il lavoro vilipeso e indifeso a causa della libertà di licenziare, il lavoro precario e sottopagato, il lavoro servile neppure retribuito: questi sono i temi della giornata di solidarietà e di lotta del Primo Maggio.

In Italia verrà celebrato dai sindacati confederali a Portella delle Ginestre, riproponendo la centralità della questione meridionale; così come faranno i sindacati di base nelle Puglie, sottolineando la lotta al caporalato e alle agro-mafie; mentre diverse associazioni antirazziste manifesteranno a Reggio Calabria contro i decreti Minniti-Orlando che criminalizzano i migranti, i profughi e le lotte sociali; e i precari si uniranno nell’ormai tradizionale May Day nel pomeriggio a Milano. In tutte queste manifestazioni si farà sentire il protagonismo delle donne, particolarmente forte dopo la grande giornata internazionale di sciopero dell’8 marzo.

Primo Maggio, festa internazionale. Questo non significa solo che il tema del lavoro e del non lavoro verrà declinato a ogni latitudine, con manifestazioni anche laddove è vietato farlo – pensiamo alla Turchia per fare un solo esempio -, ma che in questa giornata si esalta da tanti decenni lo spirito internazionalista del movimento operaio e la sua aspirazione alla pace. Esattamente 150 anni fa, il primo maggio del 1867 le strade di Chicago vennero invase dalla più grande manifestazione di quei tempi, a seguito della approvazione di una legge sulle otto ore lavorative, ma con troppe limitazioni che i manifestanti chiedevano di superare. E così fu, anche se ci vollero anni e il sacrificio della vita di lavoratori in lotta.

Quest’anno celebriamo il Primo Maggio mentre le guerre non hanno mai smesso di moltiplicarsi nel mondo e la aggressività della nuova amministrazione americana di Trump ci sta portando sull’orlo di un conflitto generalizzato nucleare. Il tema della conquista e della difesa della pace, si unirà quindi a quello del lavoro, così come a quello del diritto alla vita dei profughi e dei migranti, protagonisti moderni della lotta per l’emancipazione umana dall’oppressione, dalla violenza e dal bisogno.

Buon Primo Maggio a tutte e a tutti.

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