No-Tap. Polizia,invece di politica. Difendiamo la spiaggia e gli ulivi del Salento

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Non c’è pace, per gli ulivi del Salento. La sentenza del Consiglio di Stato, a cui ha fatto seguito la nota del Ministero dell’Ambiente, ha dato il via libera ai lavori del gasdotto Trans Adriatic Pipeline, che porta in Italia il gas dell’Azerbaijan. Decisione a cui si sono opposti circa 300 attivisti. Tra questi sindaci, consiglieri comunali, anche 50 studenti di scuola media.

Per fermare la protesta e riaprire il cantiere il governo Gentiloni si è affidato al braccio armato del Ministero degli Interni. Polizia, invece di politica.

A niente serve che il presidente Emiliano, a nome della Regione Puglia,  abbia indicato la volontà di accogliere il gasdotto, ma di voler scegliere il luogo, ritenendo del tutto inutile espiantare ulivi secolari, che di quella terra sono la ricchezza e la bellezza. E contrario agli interessi della Regione deturpare una delle più belle spiagge pugliesi.

In assenza di reali pericoli e allarmi, sindaci e consiglieri comunali sono stati caricati, persone fermate e tenute isolate senza ragione, con metodi già sperimentati, da quando è in vigore il decreto Minniti, da ieri legge dello Stato.

E dire che il pericolo verrebbe da cittadini che non chiedono altro che il rispetto della terra dove vivono, della sua natura.

L’Altra Europa con Tsipras

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