Alexis Tsipras al Consiglio Europeo:L’austerità è un disastro.Ripristinare la contrattazione collettiva

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L’austerità è un disastro, NO all’aggressività della Turchia,SI allo sviluppo sostenibile e la contrattazione collettiva 
di Argiris Panagopoulos
“Unilaterale e in contrasto con la realtà” ha definito il testo della bozza di conclusioni del Consiglio europeo il primo ministro greco Alexis Tsipras, considerando, come sostiene appunto la bozza, che la politica di austerità non “ha dato i suoi frutti”.
Tsipras ha espresso il suo disaccordo sull’affermazione, contenuta nel progetto di conclusioni del vertice dell’Unione europea, secondo la quale l’agenda delle riforme – la nota “politica di austerità” – sta dando i suoi frutti e che questi portano allo sviluppo. Tsipras ha ulteriormente dettagliato le “conseguenze estremamente negative e distruttive dall’austerità in Grecia” e in altri paesi europei.
Francois Hollande e Mariano Rajoy hanno sostenuto le critiche del primo ministro greco, che ha sollevato la questione della prospettiva dello sviluppo.
Allo stesso tempo, si è convenuto di includere la formulazione di un progetto di conclusioni che comprenda la necessità di attuare specifiche misure per ridurre la disoccupazione.
Inoltre, A. Tsipras ha sottolineato che con le istituzioni si devono trovare l’accordo su misure che favoriscano lo sviluppo oltre le altre misure e le riforme.
Secondo fonti governative, il primo ministro greco ha osservato che è “unilaterale e in contrasto con la realtà in molti stati membri, il testo che afferma che la politica di austerità sta dando dei frutti” e ha osservato che “gli effetti delle politiche di austerità sono asimmetrici” -positivi in alcuni paesi ma estremamente negativi per la Grecia e il Sud Europa.
Alexis Tsipras ha voluto spiegare meglio le sue considerazioni sostenendo che:
– Nel caso della Grecia, i primi due programmi non hanno ottenuto i loro obiettivi e le istituzioni hanno già riconosciuto che non erano corretti ed erano basati su ipotesi sbagliate;
– Nonostante la serie di riforme avviate da parte della Grecia, l’impatto sulla società è stata catastrofico: la perdita del 25% del PIL, un dato che solo una guerra avrebbe potuto far verificare. L’aumento della disoccupazione dal 7% al 27%.
– La ripresa nella zona euro resta debole e sbilanciata. La disoccupazione rimane superiore a quella esistente prima della crisi, mentre il rallentamento è dovuto principalmente al lavoro part-time e i lavoro precari.
– La media europea è fuorviante perché nasconde grandi diseguaglianze: nel Sud, la disoccupazione è molto più elevata rispetto alla media europea. Un cittadino su cinque in Europa è disoccupato, la metà di loro sono disoccupati di lunga durata, e nel Sud Europa la disoccupazione giovanile varia tra il 30% e il 50%.
“La prospettiva di sviluppo è l’unica opzione per la sostenibilità del programma greco, la sostenibilità del debito e l’uscita definitiva dalla crisi”, ha aggiunto Tsipras sostenendo che:
– Ora che siamo vicini al completamento del terzo programma, dobbiamo concordare, insieme con le misure e le riforme, delle misure con una prospettiva di sviluppo. Tra queste, ovviamente, l’inserimento nel Qualtitative Easing e la specificità delle misure a medio termine per alleviare il debito.
– Include anche un progetto per far ripartire l’economia, riducendo drasticamente la disoccupazione, affrontando anche dei fenomeni inaccettabili come quello della povertà infantile.
– La prospettiva di sviluppo è l’unica opzione per la sostenibilità del programma, la sostenibilità del debito e l’uscita definitiva dalla crisi.
Alexis Tsipras ha fatto anche un riferimento al Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (European Fund for Strategic Investments – EFSI), che è “un importante strumento di sviluppo”, dicendo che è necessario estendere la sua azione.
Tuttavia, “i meccanismi dell’EFSI così come sono ora non prevedono margini di manovra in direzione di uno sviluppo equilibrato e il deterioramento del rischio di investimento, dove questo sia, invece, necessario per la diffusione dei flussi di investimento in tutta l’UE”. 
 In questo contesto, Tsipras, ha proposto di:
– Prendere in considerazione proposte e meccanismi per affrontare i rischi di investimento e l’incertezza nei mercati specifici.
– Sviluppare le politiche e assistenza tecnica attraverso la capacità della Banca Europea degli Investimenti – BEI di aumentare gli investimenti e la loro efficacia.
“La crescente aggressività della Turchia mina la fiducia”
Il primo ministro greco ha fatto riferimento alla “crescente aggressività turca nel Mar Egeo” e ha ribadito l’azione costante della Grecia nell’attuazione dell’accordo tra UE e Turchia.
Alexis Tsipras nel corso del vertice UE ha sollevato la questione della crescente aggressività turca nel Mar Egeo e le “dichiarazioni infondate” da parte di Ankara, visto che, il governo turco, ultimamente non si limita alle sole minaccia verbali nei confronti della Grecia, ma arriva a ripetute e continue violazioni del suo spazio aereo e marittimo. Da parte della Turchia si prospetta la minaccia nei confronti delle isole greche, per l’esattezza ben 28 isole, di “annegarle con una ondata di profughi”, come ama ripetere Erdogan.
Il primo ministro greco ha sottolineato che la crescente aggressività della Turchia “mina la fiducia” che deve esserci e ha sottolineato che “la Grecia continuerà a proteggere i propri diritti di sovranità e al tempo stesso a mantenere il dialogo con il paese vicino”.
Riferendosi alla crisi dei rifugiati ha sottolineato la necessità di una piena attuazione dell’accordo tra Unione europea e Turchia, nel rispetto della Convenzione di Ginevra per i profughi, e ha chiesto il ripristino della politica di allargamento dell’UE nei Balcani occidentali, sottolineando che la Grecia si aspetta dai suoi vicini il rispetto dei principi di buon vicinato e del diritto internazionale.
Per quando riguarda la questione dei profughi ha sottolineato che ci sono stati ritardi nella creazione dell’UESA (l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo) e che l’attuazione del programma di reinsediamento è insufficiente.
Tsipras ha richiesto come “necessaria” la revisione del Trattato di Dublino in “una direzione più equa” al fine di non far cadere il peso dei profughi sui paesi di prima accoglienza. Allo stesso tempo, ha aggiunto che le Grecia lavora per l’attuazione dell’accordo tra UE e Turchia.
Ripristinare la contrattazione collettiva in Europa
Va notato che Alexis Tsipras ha chiesto il ripristino della contrattazione collettiva in tutta Europa durante l’incontro dei capi di governo e di stato della famiglia socialista, alla quale partecipa come invitato.
“Partendo dalla Grecia alcuni cercano di ritirare totalmente questo acquis dall’Europa”, ha denunciato il primo ministro greco.
Le riforme fatte durante la crisi hanno portato ad un appiattimento economico e sociale dell’Europa e hanno accresciuto politicamente la destra estrema e i populismi, ha detto il primo ministro Alexis Tsipras, nel suo intervento nella riunione preparatoria del Partito socialista europeo.
Egli ha osservato che la reintroduzione immediata della contrattazione collettiva in Grecia è una questione che riguarda tutta l’Europa, perché proprio a partire dalla Grecia alcuni cercano di ritirare tale acquis dall’Europa.
“La Dichiarazione di Roma non può indicare un quadro idilliaco d’Europa, nella quale tutto va bene. Le riforme fatte durante la crisi hanno appiattito l’Europa al livello economico e sociale e hanno fatto crescere a livello politico la destra estrema e populista”, ha detto Tsipras, secondo fonti del governo greco.
A proposito del dibattito aperto in Europa sui diversi gradi di integrazione, il primo ministro greco, secondo l’agenzia di notizie greca APE, ha osservato che “c’è un rischio reale di ricadere nella percezione conservativa del nucleo duro (Core Europe), che dobbiamo invece evitare”.
Secondo Tsipras “il dibattito in Europa sui gradi di integrazioni differenziate, anche se è interessante per continuare il processo di approfondimento, presenta tuttavia due condizioni: in primo luogo, esso non implica un cambiamento nei Trattati europei in contumacia dei suoi popoli, e in secondo luogo, dovrà essere aperta la più stretta cooperazione, senza esclusioni ed eccezioni”.
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