Marco Revelli: L’ossessione sadica contro la Grecia deve diventare passato

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Intervista all’Agenzia di Notizie Ateniese / Macedone pubblicata sul sito di Avgi On Line, Lunedi 27 Febbraio 2017-Traduzione: Argiris Panagopoulos

“La difesa, in particolare, dei contratti collettivi è sinonimo di civiltà, perché se passa la rivendicazione assurda per fare diventare il rapporto di lavoro individuale il lavoro sarà trattato come una merce ed i lavoratori saranno umiliati”.
Il noto storico e sociologo Marco Revel è una delle personalità che hanno ispirato e firmato recentemente una lettera aperta al governo italiano, con la quale chiedono di sostenere con forza le richieste della Grecia nella negoziazione con i creditori. In un’intervista all’ Agenzia di Notizie Ateniese / Macedone News Agency, sottolinea la necessità che finalmente la “ossessione sadica” contro il nostro paese diventa finalmente un passato, e ritiene che è ormai chiaro che il modello neoliberista è distruttivo e inefficace, non solo per la Grecia ma anche per il futuro di tutta l’Europa.

-Lei è uno dei professori universitari, sindacalisti e artisti che hanno firmato l’appello a favore della Grecia in vista della Conferenza di Roma, che si terrà il 25 marzo. Chiedete un’Europa più solidale, che deve abbandonare definitivamente l’austerità.
Ho firmato questo appello fermamente convinto della sua necessità, perché penso che non si tratta solo della Grecia. È qualcosa che ci riguarda tutti, l’Europa. La rozzezza che vediamo ogni tanto, nei Consigli europei e a quelli dei ministri delle Finanze della zona euro, la mancanza di qualsiasi tipo di sensibilità sociale nelle relazioni con la Grecia, annullano i principi fondatori dell’Unione europea. Non sono presi in considerazione i principi che dovrebbero essere il punto di riferimento principale per l’Europa. Alcuni insistono e cercare di colpire i cittadini più poveri e indifesi. E il Luglio del 2015 ha dimostrato che c’è la volontà di esercitare il “sadismo sociale” per difendere il modello sociale neoliberista, che è invece fallito. Un modello che mostra ogni giorno più chiaramente il suo carattere distruttivo ed inefficace. Questa ossessione sadica serve solo ai responsabili di questi errori enormi per non ammettere le loro responsabilità.
Allo stesso tempo, la pretesa di mantenere un avanzo primario del 3,5% in un paese che ha già fatto miracoli nel consolidamento della sua economia è impensabile perché richiederebbe enormi tagli alla spesa sociale. Questa è una posizione che ritengo rappresenta ogni abitante civile dell’Europa. Altrettanto sono assurde anche le affermazioni che sono state fatte di riduzioni della spesa per le pensioni e delle risorse necessarie per gli investimenti e lo sviluppo economico.
Tutte queste cose, a nostro avviso, sono inaccettabili. E, naturalmente, penso che sia inaccettabile anche l’atteggiamento che sembra che sia stato tenuto dal Ministro delle Finanze italiano in occasione dell’ultima riunione del Consiglio di amministrazione dell’FMI. Non si deve e non dobbiamo allinearsi con la parte peggiore dell’Europa, mentre la maggior parte del resto del pianeta – al contrario – ha deciso di sostenere la Grecia. Sono posizioni e pratiche che vogliamo contrastare, con tutta la forza che abbiamo.

-Cosa pensa circa la posizione del governo greco sul ripristino dei contratti collettivi di lavoro e la maggior riduzione possibile dell’avanzo primario per dopo il 2018?
Credo che questa linea rappresenta la miglior difesa della cultura sociale europea. Il governo di Alexis Tsipras difende questi principi fondamentali. La difesa, in particolare, dei contratti collettivi è sinonimo di civiltà, perché se passa il requisito assurdo di fare diventare il rapporto di lavoro individuale, il lavoro sarà trattato come una merce e i lavoratori saranno umiliati. È come dire che il datore di lavoro può fare quello che vuole. Questi diritti devono essere protetti con le unghie e i denti. Questo lo dimostra anche il fatto che il nostro appello è stato sottoscritto da Susanna Camusso la segretaria del più grande sindacato italiano, la Cgil.
Fino ad ora, il governo Tsipras ha fatto ciò che era possibile – ma anche ciò sembrava impossibile – per proteggere il paese dalle pretese di questa oligarchia. Più sostegno troverà dagli altri paesi europei in questa sua battaglia tanto maggiori saranno le possibilità di un suo successo. Mi riferisco alla solidarietà dei popoli, dei lavoratori e dei governi, anche se questo ultimo punto è il più difficile. Sappiamo che l’atteggiamento che hanno una serie di governi verso la Germania è vile e che molto dipenderà dalle mobilitazioni che possono essere organizzate in vari paesi europei. Noi, in Italia, faremo tutto ciò che è possibile in forza della nostra tradizionale amicizia con la Grecia, perché apparteniamo alla stessa regione geopolitica, ma soprattutto perché difendendo la Grecia difendiamo noi stessi.

-Lei crede che dalla Conferenza di Roma il 25 Marzo si possa veramente iniziare la ricostruzione di un’Europa sociale?
Non so se dal Consiglio europeo di Roma potremmo davvero vedere un raggio di sole Voglio dire pero che o si dovrà decidere una cambio radicale nella gestione dell’Europa – con una nuova consapevolezza dell’importanza dei problemi sociali – o, se non ci sarà un vero sollevamento, l’Europa cesserà di esistere. In questo modo, cioè, si offrirà un appoggio determinante ai nazionalismi di destra e di estrema destra. Se i leader europei non lo capiranno in tempo diventeranno i migliori alleati di Le Pen, di Orban e dei tanti altri mostri politici che in questo periodo stanno nascendo in Europa.
Traduzione: Argiris Panagopoulos

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