La doppia velocità secondo Romano Prodi

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Secondo Gentiloni, ma anche per Prodi, l’Italia dovrebbe plaudire  alla proposta della Merkel della Europa a due velocità perché sarebbe la risposta alla doppia offensiva, esterna di Trump e interna di Le Pen. Certo poi anche Prodi dice che questa doppia velocità potrebbe non essere quella buona e virtuosa cui lui pensa. Il problema sarebbe stare nel cosiddetto nucleo forte.

Mi pare che tornino gli errori gravissimi fatti ai tempi dell’entrata nell’euro. Io condividevo la moneta unica ma vedevo il nesso mortale con Maastricht e con quelle regole che imponevano liberismo,  monetarismo e egemonismo tedesco. E anche allora Prodi diceva che l’importante era stare nel nucleo forte, agganciati alla Germania. Ora la situazione è più grave perché si è  aggiunta la austerità e le regole e le strutture antidemocratiche che la gestiscono. In più il surplus tedesco ha devastato interi comparti produttivi e, abbinato alla austerità e alle misure liberiste ed antisociali imposte ma anche volute dalle borghesie nazionali, ha fatto sì  che gli squilibri si sono fatti drammatici e strutturali.

Come da questo quadro possa nascere una velocità concentrata sul promuovere più sociale e più cooperazione lo dovrebbero spiegare Gentiloni e Prodi. Quando Hollande propose una cosa del genere infatti la Merkel rispose che ciò doveva corrispondere a bilanci più stretti e controllati da un ministro europeo. Per stare nel nucleo stretto si pagherebbero prezzi durissimi e non si avrebbero benefici come l’esperienza dovrebbe insegnare. Poi ci sarebbe l’Europa di serie b che paga debiti e fa muri per quella di serie a.

Ripeto: la cosa da fare velocemente è uscire dalla austerità e dalla prigione di Maastricht e Fiscal Compact costruendo un vero riequilibrio economico, sociale, produttivo, generazionale e ambientale e accogliendo i migranti. E questo lo deve fare tutta l’Europa.

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