L’Fmi non rispetta le decisioni della giustizia europea, ma la Grecia non si arrende

0

Intervista su Il manifesto del 2 febbraio a Andreas Nefelùdis ( di Teodoro Andreadis Synghellakis e Fabio Veronica Forcella)

Il segretario generale del ministero del lavoro di Atene, Andreas Nefelùdis, è molto chiaro: «Le richieste dell’Fmi sono fuori dalla realtà, i diritti del lavoro sono quelli previsti dalla legislazione europea». A Roma per incontrare i sindacati italiani e prendere parte all’iniziativa de l’Altra Europa con Tsipras «Il mondo sta cambiando», Nefelùdis mostra ottimismo sul futuro dell’economia greca e spera che i socialisti europei collaborino con la sinistra, per un definitivo abbandono dell’austerità.

I diritti dei lavoratori sono uno dei temi principali delle trattative con i creditori..

L’obiettivo strategico del governo greco è rafforzare la collaborazione dei paesi dell’Ue che appartengono al Mediterraneo. E ancor di più rafforzare la collaborazione dei partiti e dei movimenti che appartengono all’area della Sinistra. Ed è per questo che sono venuto in Italia, anche per incontrare i rappresentanti dei sindacati. I nostri obiettivi e le nostre azioni coincidono, a partire dai diritti dei lavoratori e dai contratti collettivi di lavoro.

I creditori, e soprattutto il Fmi, vogliono la liberalizzazione dei licenziamenti e il definitivo abbandono dei contratti collettivi da parte della Grecia. Cosa rispondete?

In Grecia quello che stiamo cercando di ottenere, anche nella trattativa con i creditori, è l’ applicazione delle regole europee sui rapporti di lavoro. Una richiesta quasi ovvia, ma che trova grosse resistenze, ed è per questo che la collaborazione con i sindacati italiani, per noi è preziosa.

L’Fmi, tuttavia, non sembra essere d’accordo…

Da una parte ci sono le richieste pressanti del Fondo, dall’altra la realtà dei paesi europei. In tutta la trattativa, le decisioni della Corte di Giustizia dell’Ue ci hanno aiutato in modo determinante. La Corte ha separato la questione dei licenziamenti dalla crisi economica, e ha deciso che deve esistere una autorità statale, con la partecipazione delle parti sociali, che si occupi della materia in questione, e che deve essere garantito lo stato sociale. Ma il Fmi non rispetta le decisioni della giustizia europea, non ne tiene neanche conto…

E chiede che la Grecia voti sin da ora “misure preventive”di austerità, in caso si allontani dagli obiettivi di bilancio, dopo il 2018…

L’adozione di misure preventive è anticostituzionale, non esiste in nessuna parte del mondo,è fuori dalla realtà. L’economia greca dà evidenti segnali di ripresa, l’avanzo primario è molto maggiore di quanto non ci si aspettasse e quest’anno avremo una forte crescita del Pil. Il problema, quindi, non è economico, in realtà non è legato neanche alla gestione dei conti pubblici. Ho la netta sensazione che si tratti solo di una chiara forma di pressione politica.

E la Germania non sembra voler fare nessuna concessione importante…

La Germania, in previsione delle elezioni, vuole tenere una posizione ben definita, per non urtare l’opinione pubblica, specie quella che si ritrova nell’area di Schauble. Il ministro delle finanze tedesco non vuole concedere nulla «ai greci cattivi». Ma le cose non stanno così. Se l’Europa si deve salvare, deve ritrovare una sua dimensione politica, con obiettivi comuni, per poter combattere il populismo, il razzismo e l’estrema destra. La politica di Schauble, al contrario, sta rafforzando proprio queste ultime tendenze, assai pericolose.

Come vede la possibilità di una maggiore collaborazione tra le forze progressiste con la sinistra, per poter superare la fase dell’austerità?

Penso che il parziale cambiamento dell’atteggiamento dei socialisti europei sia molto importante e ritengo debba rafforzarsi. In questa Europa non possiamo avere come obiettivo l’austerità, ma la realizzazione di valori che appartengono anche all’area socialista.

Come commenta i sondaggi che in Grecia danno in vantaggio il centrodestra di Nuova Democrazia?

Alla fine di questa fase della trattativa con i creditori, dopo che verranno ufficialmente riconosciuti tutti gli ultimi sforzi compiuti dalla Grecia, le cose cambieranno. Capiamo le difficoltà dei cittadini, ed è per questo che a dicembre abbiamo deciso di sostenere i pensionati più colpiti dalla crisi.

Condividi: