Il mondo sta cambiando- messaggio di Marino Boscaino

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Grazie per l’invito e auguri per l’iniziativa, alla quale – per impegni precedentemente assunti e con grande dispiacere – non posso partecipare.

Nel 2014, quando Giannini e Renzi cominciarono a parlare delle “due gambe del sistema di istruzione pubblico, “la scuola statale e quella paritaria” capimmo che era giunto il momento di ritirar fuori la Lip, una legge di iniziativa popolare “Per la Buona Scuola per la Repubblica”, scritta da docenti, studenti, genitori in un percorso partecipato, allargato e condiviso, che – nel 2006, ai tempi della Moratti – aveva raccolto 100mila firme certificate. La Lip è stata così presentata come pdl e – dopo la nascita di nuovi comitati e di un movimento che si è raccolto attorno a lei – abbinata nelle Commissioni parlamentari alla 107, la cosiddetta Buona Scuola, la norma imposta al Parlamento e al Paese dal Governo, approvata a colpi di fiducia, nonostante il più grande sciopero della storia della scuola, quello del 5 maggio 2015. La “Buona Scuola” di Renzi, un orribile paradosso: anche il nome ci hanno scippato, oltre alla democrazia scolastica e alla collegialità! Oltre ad aver attribuito super-poteri ai dirigenti scolastici, in nome della gerarchizzazione dei rapporti di lavoro; oltre ad aver scriteriatamente messo in atto il cosiddetto organico potenziato, espediente necessario per venire incontro agli obblighi sul precariato imposti dalle regole europee, le cui grottesche implicazioni sono all’onore delle cronache di questi giorni. Oltre ad aver imposto quote fisse di alternanza scuola-lavoro (dequalificato) a tutti i tipi di scuola secondaria di secondo grado, ad aver consegnato ai dirigenti scolastici il potere di chiamare direttamente gli insegnanti e di valutarli secondo la propria discrezionalità, gravissima compromissione della libertà di insegnamento.

Sugli stessi temi e sulle stesse violazioni ci siamo impegnati, essendone promotori, attraverso la costruzione di  un lungo e impervio percorso di saldatura di relazioni tra soggetti differenti, sul fronte dei referendum sociali, affiancati dalla raccolta firme contro l’Italicum e la riforma costituzionale, che ci ha consentito di pervenire, attraverso i banchetti, ad una consapevolezza più diretta ed approfondita degli umori della gente e della sensibilità di mobilitazione per la causa della scuola pubblica dei soggetti politici, sindacali, e nell’ambito del movimento; quest’ultima talvolta deludente. E’ stata poi la volta dell’impegno per la campagna per il No, che ci ha visti ideatori e promotori della campagna “Ci riguarda: La scuola dice No”: convegni, assemblee, banchetti e una partecipazione convinta ai comitati locali.

L’abbinamento con la 107 – i cui effetti già di per sé devastanti saranno moltiplicati se il Paese accetterà la recentissima, ulteriore, forzatura in merito ai decreti legislativi da essa delegati al Governo – ha fatto sì che la Lip in quanto pdl di fatto decadesse. Ma nemmeno questa volta ci siamo rassegnati. Abbiamo ripreso in mano il testo di legge, lo abbiamo riscritto e lo abbiamo licenziato il 22 gennaio scorso, ed esso è visibile in lipscuola.it. Le modifiche introdotte riguardano in particolare gli organi collegiali, la scuola dell’infanzia, l’autonomia e la dirigenza, la laicità, in una prospettiva di puntuale ossequio agli articoli 3, 9, 33 e 34 della Carta. La prospettiva, però, resta quella originaria: oltre alla già citata laicità, la nuova LIP vuole infatti riaffermare i valori e i principi che stanno a fondamento della scuola pubblica: diritto all’apprendimento permanente; democrazia nei ruoli, nelle relazioni, nelle scelte e nelle procedure; equità, inclusione, solidarietà, emancipazione; pieno sviluppo della persona, libertà di insegnamento a garanzia della pluralità dei punti di vista e quindi dell’interesse generale; gratuità e unitarietà dei percorsi di studio; valorizzazione dei capaci e dei meritevoli; prospettiva interculturale; pensiero critico e analitico e istruzione disinteressata.

D’ora in poi il nostro lavoro si chiamerà LIP “Per la Scuola della Costituzione”.

Questo non solo perché l’espressione Buona Scuola è stata impiegata in modo abusivo e demagogico, ma anche perché è convinzione condivisa che la LIP possa continuare e rafforzare la propria funzione di manifesto politico-culturale per la ricostruzione della scuola della Repubblica, violata da un ventennio di scelte neoliberiste e autoritarie e possa quindi essere strumento di un confronto al quale siamo certi che voi vorrete partecipare in modo diretto e fattivo.

Buon lavoro, pertanto, in attesa di momenti di incontro e di dibattito che ci vedano impegnati insieme.

 

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