EUROPA. BASTA CON NUOVA AUSTERITÀ E RICATTI

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In tanti, e si moltiplicano, dicono che questa Europa non può andare avanti così. La situazione mondiale per altro rende tutto sempre più drammatico. Ma se si vuole cambiare bisogna cominciare subito. Indichiamo alcune cose urgentissime.

A tutti i paesi del Sud Europa la commissione sta chiedendo nuove misure di austerità.

In Grecia si va alla valutazione del terzo programma di aiuti. La Grecia, grazie all’operato del governo Tsipras, ha ormai le condizioni per cominciare ad uscire dalla fase più drammatica della crisi. Sono però molto forti le pressioni degli establishment europei per chiedere ulteriori, ingiuste e insostenibili misure di austerità. In Portogallo il governo delle sinistre ha ricostruito un fondamentale presidio bancario pubblico. Anche qui c’è una azione contraria degli stessi establishment europei. In Italia si vorrebbe imporre una manovra aggiuntiva ad una legge di bilancio – già pessima per i settori più deboli della nostra popolazione per colpa del governo Renzi – che sarebbe del tutto ingiusta e ulteriormente peggiorativa. Una manovra aggiuntiva pesante vuole essere imposta anche sulla Spagna, anche questa ingiusta nonostante le colpe di Rajoy. Allo stesso tempo in tutti questi paese si patrocinano solo piani di salvataggi per le banche.

Queste richieste vanno rifiutate insieme ovunque ed è necessario unire le forze per combattere insieme le battaglie di questi paesi.

Crediamo poi che sia giunto il momento, anche dopo la elezione con un certo tipo di maggioranza del Presidente del PE, di dire che la Commissione Juncker essendo quella della austerità e delle larghe intese non dovrebbe più essere sostenuta e partecipata da forze che dicono di voler cambiare le cose. Insomma basta con le larghe intese.

Infine il Fiscal Compact, che quest’anno dovrebbe essere incorporato nel diritto europeo di primo livello, nonostante gli effetti nefasti che già ha prodotto. Questo Trattato va fermato e vanno cancellati i Trattati come Maastricht fondativi del liberismo e della austerità.

Noi facciamo appello a tutti i movimenti e i soggetti progressisti che vogliono un’altra Europea a mobilitarsi insieme su questi punti.

Chiediamo agli stessi esponenti del socialismo europeo, che governano in molti paesi, ai democratici e progressisti che hanno detto di voler cambiare di dimostrarlo con atti concreti come questi. Ci saranno?

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

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