Il governo Gentiloni insulta il voto popolare del 4 dicembre

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Il governo Gentiloni che si appresta oggi a raccogliere Ia fiducia alla Camera è un insulto al voto popolare del 4 dicembre. Un governo di replicanti di se stessi, che premia chi è stato sonoramente bocciato dal popolo. Questo il senso di un governo che non cambia nulla o quasi, e quel poco solo per peggiorare. L’artefice della riforma respinta dagli italiani viene promossa a titolare del centrale sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio, si inventano ministeri fantasiosi per premiare fedelissimi, si vedono spostamenti incomprensibili, come Alfano al Ministero degli Esteri, si constata la proterva conferma dei titolari del Ministero del lavoro e della Pubblica Amministrazione. Il solo cambiamento, porta all’Istruzione non competenze specifiche ma chi si è schierata per il Sì.

Un governo fotocopia che rimane palesemente nel pieno controllo di Matteo Renzi, nella sua posizione di segretario del Pd. Non era necessaria, questa strada, per fare fronte al ruolo istituzionale del partito che ha la maggioranza in Parlamento, e adempiere compito affidato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al premier incaricato: fare fronte agli impegni nazionali e internazionali, e garantire una legge elettorale armonica e costituzionale in entrambi i rami del Parlamento. Riproporre gli stessi nomi, le stesse facce, significa rivendicare le scelte compiute, è pretendere che il voto non sia mai avvenuto. Uno schiaffo al popolo, un tentativo di cancellarlo.

Per “Altra Europa con Tsipras” la strada maestra andare al più presto al voto, appena la Corte Costituzionale si sarà pronunciata, e sarà realizzata il più rapidamente possibile una legge elettorale di ispirazione proporzionale. Su questo si eserciterà vigilanza e azione politica, nello spirito che ha animato il referendum costituzionale. E ci prepariamo a votare nei referendum sociali contro il Jobs Act, una delle peggiori leggi della storia della Repubblica.

Altra Europa con Tsipras

 

 

 

 

 

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