Con Nicoletta Dosio

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Oggi Nicoletta Dosio si è sottratta agli arresti domicialiari per andare al Tribunale al Processo contro i No Tav. La polizia l’ha arrestastata. Ecco la sua pubblica dichiarazione.

«La resistenza, individuale e collettiva, agli atti dei pubblici
poteri che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla
presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino».

Quei diritti, quei doveri, per noi, per me, non sono un semplice
slogan, ma ispirazione di vita e di azione.

Dalla prima misura cautelare inflittami, l’obbligo di firma, sono
passati ormai quattro mesi. Ora, attraverso i successivi aggravamenti,
sono giunta agli arresti domiciliari, che non sto rispettando.

Continuo la mia consapevole, condivisa, felice evasione contro
provvedimenti preventivi che sono più che mai strumento di
intimidazione, tentativo di minare una lotta giusta e collettiva, per
questo irriducibile.

Evidentemente, il mio gesto di ribellione, che sono determinata a
portare avanti fino in fondo, ha rotto lo schema di repressione che
umilia le persone e le rende subalterne alle decisioni vendicative dei
tribunali. La palese difficoltà del tribunale di Torino ad applicare
quella che chiamano “l’obbligatorietà dell’azione penale” di fronte al
mio pubblico e rivendicato “reato” di evasione è il maggior
riconoscimento della forza di popolo che mi sostiene e insieme un
messaggio attivo di fiducia e incoraggiamento per quanti subiscono
arbitrii giudiziari che sembrano incontrastabili.

Un’evasione che vuole essere nuova tappa della lunga resistenza
collettiva praticata dal movimento NO TAV contro i grandi, sporchi
interessi del partito trasversale degli affari.

In questo mondo dove il dominio dei più forti sui più deboli si fa
guerra, razzismo, sfruttamento, devastazione sociale e ambientale,
gravissima emergenza democratica contro chi non si adegua, si aprono
tribunali e carceri.

Oggi, nel vostro Palazzo, per l’ennesima volta, si processano, insieme
ai cinquantatre compagni imputati, la Libera Repubblica della
Maddalena e tutto il popolo NO TAV.

Anch’io sono parte di questo popolo, perciò sono qui, a testimoniare,
come ho sempre fatto, complicità a compagne e compagni

Ho vissuto le giornate intense della Libera Repubblica, in cui si
rafforzarono le radici della liberazione di Venaus e sperimentammo
l’utopia realizzabile del ricevere da ognuno secondo le sue
possibilità e del dare ad ognuno secondo i suoi bisogni.

Ero sulla barricata Stalingrado il 27 giugno 2011, a praticare la
resistenza popolare contro gli armati e le ruspe giunte a sgomberarci.
Ho visto e subìto la violenza poliziesca. Ho percorso i sentieri della
Clarea il 3 luglio. Ho praticato l’assedio collettivo al cantiere; con
donne, uomini, anziani e bambini ho respirato le migliaia di
lacrimogeni lanciati quel giorno.

Il ricordo e l’indignazione per tanta ingiustizia sono, insieme alle
ragioni della opposizione comune contro le grandi male opere e il
modello di vita e di sviluppo che le genera, alimento potente di una
lotta che dura, si rafforza, si allarga e vincerà.

Non sono qui per costituirmi o per fiducia nella vostra giustizia:
sarà la storia che ci assolverà.

Torino, 3 novembre 2013 Nicoletta Dosio

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