“Spostiamo l’ago della bilancia da un’altra parte…”

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“La politica mediterranea del governo greco è molto importante. L’incontro dei leaders dei sette Stati dell’Europa del Sud rappresenta il tentativo di creare una coalizione tra i Paesi che sono vittime dell’austerità. Il governo greco ha avuto una grande idea politica, di alto livello. La cosa positiva è che ad Atene si provera’ ad aprire uno spazio politico per l’Europa mediterranea e il Mediterraneo, dentro il quale chi abbia idee forti e chiare possa guadagnare il consenso. E questo perché la politica degli altri è usurata”, ha sottolineato ad “Avgi” Marco Revelli, il professore universitario, esponente storico della sinistra e tra i protagonisti della creazione del “L’Altra Europa con Tsipras”.

Come le sembra l’incontro dei Paesi dell’Europa del Sud ad Atene e per di più dopo il recente appuntamento di Ventotene e le elezioni nello stato Maclemburgo – Pomerania…

“La politica mediterranea del governo greco è molto importante. L’incontro dei capi di governo dei sette Paesi del Sud Europa ad  Atene rappresenta il tentativo, la sfida, di creare una coalizione tra coloro che sono le vittime della austerità. Questa politica, quella della austerita’, si deve rovesciare e non bastano certo piccoli miglioramenti. Si deve creare una prospettiva alternativa di fronte a quel “centro egoistico” cha ha imposto l’austerità; una prospettiva di alternativa che vada dal Portogallo fino alla Grecia e a Cipro. Almeno, cioè, dai Paesi che hanno le idee piu’ chiare su come potremmo essere in grado di costruirla questa proposta alternativa.

In questo contesto l’Italia rappresenta un grande interrogativo, purtroppo con tante pessime scelte fatte dal governo Renzi. Renzi aveva l’illusione di poter vivere di briciole, con piccole furbizie e ammiccamenti all’amica Merkel, giocando anche sui nostri disastri, come con il recente terremoto, per guadagnare minimi margini di allentamento del patto fiscale, cioè la possibilità di eludere il corsetto stretto dell’austerità per qualche miliardo di euro. Questa contraddizione non si può mantenere all’infinito e servirebbero invece rotture e decisioni coraggiose. Ad Atene, il 9 settembre avremo un evento importante, perché ci sarà un tentativo di spostare l’ago della bilancia da un altro lato. Il governo greco ha avuto una grande idea politica, di altissimo livello. Dobbiamo ringraziare il governo Tsipras. Ho una grande fiducia verso il vostro primo minimo e pochissima, invece, verso i leaders dei due paesi più grandi dell’incontro. Hollande ha dimostrato a luglio scorso che non ha idee per l’Europa e oggi probabilmente non ha nemmeno la forza a causa della sua sterile politica e della sua mancanza di coraggio. La Francia ha avuto una clamorosa occasione per esercitare una politica di cambiamento col luglio del 2015 e la “crisi greca”. Ha rappresentato un test di verità. Poteva alzare la bandiera della politica sociale ma clamorosamente invece non lo ha fatto. Renzi è un illusionista, parla con slogan e frasi vuote e fino ad oggi segue una politica che scrivono altri.

La cosa positiva è che comunque ad Atene si mettera’ sul piatto il tema dell’Europa mediterranea e del Mediterraneo. E in questo contesto chi ha idee forti e chiare può ottenere consenso, perché la politica degli altri è usurata. La speranza della Francia di salvarsi attraverso l’asse franco-tedesco e in realta’ legandosi alla locomotiva tedesca, si trova in crisi a causa della crisi della politica della stessa Merkel. La speranza di Renzi di sopravvivere con le elemosine non ha futuro. La gente ovunque ha rivendicazioni e pretende il miglioramento della situazione. Miglioramento che non arriva. Se il Sud Europa si muoverà nei prossimi mesi, con la possibilità di una prospettiva di alternativa anche in Spagna, forse si può cominciare a vedere un qualche spiraglio per un cambio degli equilibri anche in Europa. Il governo greco e il governo portoghese fanno un buon lavoro; in Gran Bretagna Corbyn sta ridando un profilo di sinistra al Partito laburista. Dobbiamo fare politica. L’Europa ha dimostrato la propria tendenze di auto-dissoluzione  in luglio dello scorso anno, con la crisi greca, ben prima che con la Brexit. L’Europa si suicidò al momento che  ha imposto alla Grecia l’accordo di luglio. Ha mostrato i suoi due enormi errori. Il dogma dell’austerità e la mancanza di solidarietà. Due malattie che l’hanno portata alle spinte dissolutrici. La Brexit e’ emblematica. La crisi della Merkel dentro il suo Paese è un nuovo esempio. Da questa crisi si può avere una Merkel più debole e più “tedesca”.

Tra poche settimane si vota in Italia per la riforma costituzionale…

La “riforma” propone la modifica di 40 articoli della Costituzione, trasformando una buona e democratica Costituzione in una specie di caos istituzionale. Praticamente tutti i migliori costituzionalisti avvertono che la riforma è contraddittoria e che se dovesse passare scatenera’ guasti gravissimi. La riforma in sostanza fa proprie le proposte della finanza internazionale, che, con JP Morgan, vuole la fine delle Costituzioni europee uscite dalla lotta antifascista perché proteggono i diritti dei lavoratori. Se vincerà invece il “no” alla riforma il governo avrà enormi problemi. L’establishment economico e politico, con il Financial Times in prima fila, si appoggiano alla paura sostenendo che perderemmo la fiducia degli investitori e che il Paese crollerà. Situazioni che avete vissuto anche voi in Grecia con il referendum contro l’allora piano Juncker. Voi siete riusciti a restare ancora in piedi criticando queste politiche. Ci auguriamo che gli italiani mostrino lo stesso orgoglio che avete mostrato voi nel luglio scorso. Il “no” dovrebbe essere tanto più comprensibile quando si capisce cosa dicono e cosa vogliono quelli che sostengono il “si”  voluto dall’oligarchia e dalla finanza europea.

Dobbiamo ribellarci non contro l’Europa, ma contro questa idea di Europa e contro la sua leadership. Lo abbiamo visto chiaramente in occasione dell’incontro di Renzi con Merkel e Hollande a Ventotene. Hanno fatto un uso scandaloso della isola simbolo dove è stato scritto l’ormai famoso manifesto europeo per un’Europa unita, democratica, federale, solidale e socialmente giusta. Renzi si è presentato a Ventotene come l’anello debole dell’asse europeo che ha imposto l’austerità e ci porta alla distruzione sperando di ottenere qualche briciola. Purtroppo, Hollande e Renzi sono andati in un luogo cosi simbolico per l’Europa per tendere la mano a Merkel e dire completamente il contrario da quello che scrive il “Manifesto di Ventotene”.  Hanno distrutto interi Paesi e lo sapete voi prima e meglio di tutti.

Merkel tuttavia sembra indebolita …

Oggi non è la regina dell’Europa. Domenica scorsa ha avuto un grande sconfitta. La cancelliere è indebolita nel suo Paese non perché sia stata molto generosa verso gli altri popoli o i rifugiati, ma perché non è riuscita a difendere le condizioni di vita di una  grande parte del suo stesso corpo elettorale. In questo voto è stata espressa la reazione alla politica sulla immigrazione, ma anche quella per le sanzioni contro la Russia, con la quale imprese della regione avevano attività significative. Si è espressa la rabbia dei giovani disoccupati e del precariato dei nuovi mini jobs.

Merkel dopo domenica è più debole anche di fronte gli altri Paesi europei e sarà molto piu ‘difficile per lei continuare a rappresentare l’epicentro del Vecchio Continente, mentre dovra’ essere ogni volta più “tedesca” e rivendicare gli interessi del suo popolo contro gli altri popoli europei. Forse siamo di fronte all’accelerazione delle forze centrifughe e al progressivo aumento alla autonomizzazione di alcuni paesi. Da quelli dell’Europa orientale, con governi di destra, come la Polonia e l’Ungheria, o dell’Europa del Nord o della ricca Europa, come l’ Olanda.

 

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