Il Tribunale di Rovereto scrive una sentenza storica per le persone Lgbt

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L’orientamento sessuale non può essere usato per licenziare un’insegnante, nemmeno da una scuola cattolica

Una sentenza storica. Il tribunale di Rovereto dà ragione ad Antonia Romano,  consigliera comunale a Trento e membro del Comitato nazionale de L’Altra Europa con Tsipras, che  aveva sollevato il caso. Il tribunale condanna l’Istituto Sacro Cuore di Trento, che nel 2014 non  aveva rinnovato il contratto  a un’insegnante, che vuole mantenere la sua privacy, sulla base della sua presunta omosessualità, per discriminazione e diffamazione. In base alla sentenza, l’Istituto Sacro Cuore dovrà ora risarcire la docente (25 mila euro), mentre alla CGIL e all’associazione ??? che si sono costituite parte civile spetteranno mille euro ciascuna.

Era stata proprio L’Altra Europa a sollevare il caso pubblicamente. Per questo “la sentenza del tribunale e l’intera vicenda del Sacro Cuore sono significativi dal punto di vista politico. Dimostrano che la politica, se si pone al servizio della collettività, riesce a tutelare i cittadini e le cittadine, garantendo il riconoscimento dei loro diritti”, fa notare la stessa Antonia Romano.

Infatti, “La denuncia della violazione è stato il nostro atto politico iniziale, la vicinanza e il sostegno morale non mi sono mai mancati, però, dopo la denuncia, non abbiamo strumentalizzato la vicenda ai fini di propaganda politica”, spiega Romano, “non facendovi intenzionalmente mai riferimento neanche durante la campagna elettorale per le amministrative, ma lasciando ad altri l’ardua sentenza, che giunge a riportare finalmente giustizia e dignità”.

All’epoca il governatore della Provincia di Trento e assessore all’Istruzione Ugo Rossi dispose un’ispezione, ma decise che non c’era alcuna discriminazione e di fatto non fece nulla. La sentenza del Tribunale di Rovereto lo ha ampiamente smentito. Ora L’Altra Trento a sinistra chiede con forza che la Provincia sospenda i finanziamenti all’Istituto Sacro Cuore, riconoscendo il valore della sentenza e la necessità di tutelare i diritti civili, politici, umani, di chi nella scuola lavora, qualsiasi sia il suo orientamento sessuale.

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