Napoli- ex manicomio Bianchi- sulla chiusura del polo archivistico

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  commentando la delibera della giunta De Luca n. 91 dell’otto marzo  con sui si affida all’associazione “Il faro di Ippocrate” le attività legate a tutti i beni storico – artistici delle Asl napoletane: «Al di là della specifica associazione, scelta secondo criteri non chiari, è grave che l’affidamento, con la possibilità di accedere a contributi pubblici, venga realizzato senza un bando, senza pubblicizzazione e trasparenza degli atti, senza nemmeno un’istruttoria. Si palesa un arbitrario trasferimento privatistico di compiti e ruoli relativi a un patrimonio che pure è tutelato da leggi e normative molto netti. In quest’atto c’è spregio dello Stato e delle più elementari procedure di specie.”

Preoccupa anche la chiusura del Polo archivistico dell’ex manicomio di Capodichino, determinata da una disposizione del commissario straordinario dell’ASL  successiva alla delibera di De Luca. Regione e ASL, attualmente in gestione commissariale, chiudono un archivio dove sono conservate 60 mila cartelle cliniche e affidano l’ex-manicomio  Bianchi e tutte le cartelle sempre al “Faro di Ippocrate” e al suo presidente che è contemporaneamente  medico della stessa  ASL. Peccato che costui non sembri avere competenze e requisiti per affrontare un tema che comporta la gestione di  dati sensisbilissimi come quelli contenuti nelle cartelle cliniche, ed insieme  con la memoria stessa di questo Paese, che passa anche attraverso le vite di quanti hanno attraversato le istituzioni manicomiali. E’ grave e indicativo, ad esempio, come si apprende da alcuni resoconti, che nel corso di una conferenza stampa il futuro nuovo responsabile abbia dichiarato che progetti nazionali promossi dal Ministero quale  Carte da legare (il progetto relativo all’ archiviazione delle cartelle cliniche dei Manicomi italiani), a lui sembrino illegittimi perché privi dell’autorizzazione dell’ASL. Crediamo che su questi temi debba intervenire immediatamente e con forza il Ministero per i Beni Culturali per   impedire  che si affermi una barbarie giuridica e culturale»

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