La dichiarazione di Alexis Tsipras e Antonio Costa contro l’austerità

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1- Una risposta europea alla crisi dei rifugiati e dei migranti
Sottolineiamo che i flussi, senza precedenti, dei rifugiati e degli immigrati verso l’Europa dallo scorso anno rappresentano un sfida internazionale ed europea che richiede un approccio globale che si concentri sulle cause di fondo, come la guerra, i conflitti violenti e la povertà. In questo contesto, la Grecia e il Portogallo lavoreranno insieme
allo scopo di garantire che la UE intensifichi i suoi sforzi per fornire un sostegno efficace alla dimensione esterna della Politica Migratoria Europea.
Sottolineiamo che la UE ei suoi Stati membri devono affrontare la sfida dei flussi dei rifugiati e immigrati in un spirito collettivo e di solidarietà e in conformità con i valori del diritto europeo ed internazionale.
Noi crediamo che la costruzione di muri e recinti, l’applicazione di misure in modo unilaterale e senza coordinamento o la mancanza di volontà di partecipare alle
azioni concordate in modo comune, come ad esempio i programmi di reinsediamento e di delocalizzazione, minano la solidarietà dell’Europa come anche la gestione dei flussi migratori in modo efficace ed umano.
L’Europa deve rimanere aperta alle persone che hanno bisogno di protezione internazionale, sostituendo le pericolose, illegali rotte di migrazione con procedure di reinsediamento legali dei rifugiati provenienti da paesi confinanti con la Siria, accelerando anche le procedure di reinsediamento dei rifugiati già in Grecia e in Italia. Allo stesso tempo, la UE deve aumentare i suoi sforzi per concludere accordi di riammissione di immigrati con i loro paesi di origine.
In questo contesto, la Grecia e il Portogallo si impegnano ad aumentare i loro sforzi congiunti per la riforma del Trattato di Dublino in modo che i flussi dei profughi si diffondano un modo equo in tutta la UE.

2. L’Unione Economica e Monetaria Europea
Riaffermiamo il nostro impegno per una società europea democratica, coesa e sociale. Sottolineiamo che la crisi in atto nella Eurozona è causata dai processi finora asimmetrici di integrazione europea e che le debolezze dell’Eurozona partono dalla sua progettazione – e soprattutto dalla mancanza di strumenti adeguati per affrontare gli shock subiti. Inoltre, le politiche macroeconomiche dell’Eurozona non sono bilanciate.
Noi, come primi ministri di due paesi con esperienze simili per quando riguarda i problemi delle politiche dei rispettivi programmi di aggiustamento, abbiamo la convinzione comune che le politiche basate solo sull’austerità siano erronee ed inefficaci per affrontare le sfide sottostanti. Sei anni dopo il primo programma di salvataggio in Europa, possiamo tranquillamente dire che l’austerità è fallita, nella sua forma attuale, mentre l’impatto sociale ed economico è molto più alto del previsto. Queste politiche devono essere riviste.
Le politiche di austerità mantengono le economie in recessione e le società divise.
Hanno già ridotto il sistema di protezione sociale che permette uno sviluppo equilibrato ed equo. Influenzano il tessuto sociale attraverso livelli inaccettabilmente elevati di disoccupazione, in particolare la disoccupazione di lunga durata, tra i giovani e le donne, portando ad alti livelli di povertà e all’esclusione sociale, mentre non riducono gli indici del debito. Con l’aumento delle disuguaglianze e della povertà, i nostri paesi e l’Europa si trovano oggi di fronte ad un lungo periodo di stagnazione economica.
L’Europa si trova oggi a un bivio critico.
Dobbiamo decidere se la nostra strada verso il futuro passerà attraverso una più stretta integrazione politica, finanziaria e sociale o se sceglieremo la strada della frammentazione con un graduale ritorno alla forme controllate di protezionismo, allo scopo di perseguire strettamente interessi nazionali. Dobbiamo decidere se forgiare un nuovo contratto sociale europeo o, ignorando le lezioni del passato, se continueremo ad attuare politiche regressive con il rischio di trovarci di fronte al nazionalismo, l’odio, la xenofobia, l’estremismo e il populismo.
Noi rispettiamo le regole comuni per gli obiettivi comuni, nel pieno rispetto del diritto democratico dei governi eletti di decidere da soli le politiche specifiche in base a questi obiettivi. L’equilibrio di bilancio dovrebbe essere in linea con l’equilibrio della societ
Sei anni dopo il suo primo piano di salvataggio, le istituzioni europee hanno ora a disposizione condizioni migliori e una capacità tecnica per la pianificazione e la revisione dei programmi per gli stati membri.
Inoltre, si dovrebbe fare di più per proteggere la stabilità finanziaria in un mercato finanziario integrato e evitare il trasferimento dei depositi all’interno del sistema bancario dell’Eurozona attraverso l’adozione di un il meccanismo europeo per la garanzia dei depositi.
La Grecia e il Portogallo ritengono che ci sia spazio all’interno del quadro europeo attuale per un coordinamento migliore delle politiche economiche per superare gli ostacoli strutturali e, in questo modo, aumentare gli investimenti e stimolare la crescita e l’occupazione.
L’Europa deve cambiare rotta. Invece di questo semplice aggiustamento con misure
auto-distruttive sulla competitività e l’austerità, i nostri paesi prendono la decisione di cooperare strettamente a tutti i livelli, bilaterali e della UE, per promuovere un programma progressista per la governance democratica dell’Eurozona, per la ripresa dell’economia, per la creazione di posti di lavoro -con un focus sul lavoro di qualità – e per lo sviluppo socialmente equo e ambientalmente responsabile in Europa e nei nostri paesi.
Questo programma dovrebbe iniziare senza ulteriori ritardi.

3. La pace e la stabilità in tutta la regione.
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la continua instabilità politica,
i conflitti violenti e l’ascesa del terrorismo nella nostra macroregione. Ribadiamo il nostro pieno sostegno e il nostro impegno alle iniziative diplomatiche volte a garantire la pace e la stabilità nella regione del Mediterraneo, nel Medio Oriente e nel Mar Nero.
La Grecia e il Portogallo coopereranno per garantire che la UE intensifichi i suoi sforzi e i suoi impegni per prendere iniziative diplomatiche per la pace e la stabilità, tenendo conto degli insegnamenti tratti dai precedenti interventi internazionali e dalle loro conseguenze.
I flussi senza precedenti di rifugiati e immigranti che l’Europa ha affrontato lo scorso anno, come anche gli attacchi terroristici, compresi quelli che si sono verificati nelle capitali europee, mettono in evidenza la necessità di una più attiva Politica Estera Comune e Politica della Sicurezza.
Sottolineiamo un nostro pieno sostegno per una risposta globale, collettiva e mirata della comunità internazionale contro il terrorismo, alla luce dei recenti attacchi terroristici in Europa, Medio Oriente ed Africa.
La Grecia e il Portogallo sostengono fortemente l’unità e l’integrità territoriale della Siria, lo sradicamento delle reti terroristiche nel paese, e tutti gli sforzi dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura, con l’obbiettivo della pace e della stabilità. Apprezziamo come incoraggiante la tenuta dell’accordo per il cessate il fuoco e sottolineiamo la necessità di un accesso completo all’assistenza umanitaria per i bisognosi.
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la situazione della sicurezza in Libia, che colpisce la sicurezza e la stabilità nei paesi vicini. Sosteniamo gli sforzi dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite, Martin Kobler, e chiamiamo tutte le parti a lavorare costruttivamente per la rapida formazione di un governo con un accordo nazionale sulla base dell’accordo politico di Skhirat.
Per quanto riguarda il processo di pace in Medio Oriente, ribadiamo il nostro forte impegno per una soluzione con due Stati che garantirà uno stato sostenibile e sovrano per il popolo palestinese, che vivrà in un regime pace e in stato di sicurezza al fianco di Israele.
Sottolineiamo che devono iniziare immediatamente negoziati affidabili, il più presto possibile, in quanto questa situazione di stallo ha gravi conseguenze umanitarie e mina la pace e la stabilità.
Ribadiamo il nostro sostegno per l’integrità territoriale, sovranità e l’unità dell’Iraq e sosteniamo tutti gli sforzi del governo iracheno per contrastare il terrorismo e garantire la politica di coesione e la riconciliazione nazionale.
Esprimiamo la nostra preoccupazione per il deterioramento della situazione di sicurezza in Afghanistan. La comunità internazionale ha la responsabilità di fare ogni sforzo possibile per sostenere la stabilità e la sicurezza nel paese.
Esprimiamo il nostro pieno sostegno agli accordi di Minsk, la piena attuazione dei quali rappresentano l’unico modo per trovare una soluzione alla crisi in Ucraina. Allo stesso tempo, la UE e la Russia dovrebbero essere coinvolti in un ambizioso e franco dialogo politico sul futuro delle nostre relazioni.
La Grecia e il Portogallo sostengono pienamente i negoziati che sono in corso sotto gli auspici della Missione dei Buoni Servizi delle Nazioni Unite, per una giusta, durevole e globale soluzione della questione di Cipro sulla base del diritto internazionale, le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del regime di Cipro come uno stato membro dell’UE. Una risoluzione in questo senso, basata sul rispetto dei principi democratici, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i ciprioti, non sarebbe solo a beneficio del popolo di Cipro nel suo insieme, ma sarebbe un contribuito alla pace e alla stabilità nella regione.
La Grecia e il Portogallo si impegnano a incrementare i loro sforzi comuni per promuovere le relazioni esterne della UE con i paesi del Mediterraneo che non appartengono alla UE e per la cooperazione regionale nel Mediterraneo, sulla base del diritto internazionale, che è essenziale più che mai. In questo contesto, accogliamo con favore anche il rafforzamento delle iniziative di cooperazione regionale nel Mediterraneo, come ad esempio l’Unione per il Mediterraneo e il Forum del Mediterraneo, che coltivano un clima di dialogo politico e di fiducia reciproca. Ci impegniamo a rafforzare la nostra cooperazione a questo livello a
vantaggio dell’Europa e dei paesi limitrofi.

Atene, 11 Aprile 2016
Alexis Tsipras, Primo ministro delle Repubblica ellenica
Antonio Costa, Primo ministro della Repubblica portoghese.

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