SENZA CONFINI/ Per una politica felice – Le forme della politica

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19 marzo, ultima sessione del pomeriggio, sulle forme della politica 

coordinata da Rosa Rinaldi

introduzione di Chiara Giunti

 

“Un desiderio e un obbiettivo ambizioso e difficile a farsi, tuttavia indispensabile, quello della ricerca e della sperimentazione di una dimensione di piacere della politica: non come dovere sacrificale e totalizzante che esclude i più (e soprattutto le più, donne e giovani) ma come un’attività  creativa, passione positiva che vive di relazioni  fra persone – donne e uomini, giovani mature e più vecchie – che insieme cercano di cambiare il mondo ma anche se stesse.   Viviamo in una società infelice, in cui solitudine frammentazione e narcisismo sono la cifra sociale e antropologica (personale e politica) del capitalismo  globalizzato. È stato anche chiamato ‘liberismo interiorizzato’, credo a ragione. Una disumanità che agisce costruendo muri contro i profughi ma anche dentro chi come noi contro i muri lotta.

Impegnarsi a  costruire un unico processo di formazione di un soggetto politico unitario della sinistra, di ispirazione europea,  che sia all’altezza dei tempi difficili e cupi, per contribuire a renderli meno cupi, non significa soltanto elaborare una scala di valori e una piattaforma programmatica, ma richiede al tempo stesso – non prima e non dopo – di affrontare le ragioni della crisi profonda della democrazia e dei corpi intermedi che la rendono vitale, e che viceversa inaridendosi la fanno alla fine morire. Una crisi che investe sia partiti che gruppi, sindacati e anche movimenti, nel momento in cui questi ultimi declinano, producendo residui o sedimenti organizzati di movimenti. Vuol dire cercare un’alternativa all’organizzazione-al partito di massa novecentesco che non ci può  più essere in quella forma (sono i soggetti di riferimento in primis ad essere cambiati), senza cadere però nel modello leaderistico-mediatico-autoritario dei  corpi politici attuali.
Senza una riflessione e un’azione anche sperimentale,  per tentativi che non pretendano di risolvere tutto subito,  siamo destinati al fallimento. E le difficoltà,  le rotture, i contrasti e gli allontanamenti  di questi due anni di vita come Altra Europa e quelle di relazione  con e tra gli altri soggetti della sinistra (politici ma anche sociali – si veda ad esempio la parabola inconcludente della Coalizione sociale) molto è andata ad arenarsi su questo scoglio”.  (per proseguire clicca qui)

L’intervento successivo è stato di Luca Raffini, di Sottosopra, attivare la democrazia ( il testo qui)

 

Ha poi parlato Loris Caruso ( il testo qui)

 

Di seguito Beppe Caccia (il testo qui

 

Ha poi preso la parola Antonia Romano, ( qui il testo )

cui hanno fatto seguito Filippo Zolesi (qui il testo), 

e fuori riprese video, Antonio Canalia ( qui il testo) e  Sergio Zampini (qui il testo)

Il lavoro della sessione forme è proseguita con IL world Cafè della mattina del 20 marzo

Per la spiegazione dettagliata del metodo partecipativo cfr. il contributo di Luca Raffini nella plenaria della sessione Forme della politica – 19 marzo.

Cosa abbiamo fatto: dalle 10.00 alle 11.30 di domenica 20 marzo, in 60 persone ci siamo sedute a 6 tavoli (quattro all’aperto e due al chiuso), a gruppi di 10, con un/a facilitante/reporter per tavolo.

Ogni gruppo tavolo ha discusso su tre domande uguali per tutti per mezzora ciascuna, al cambio della domanda tutte le persone tranne una (facilitante/reporter) si sono alzate ed hanno cambiato tavolo. In questo modo ciascuno ha potuto esprimersi e confrontarsi direttamente con trenta persone diverse. Sulle tovaglie di carta dei tavoli chi ha voluto ha scritto parole e frasi, fatto disegni o schemi.

 

Le tre domande:

 

  1. Che cosa differenzia l’organizzazione che vogliamo da un partito?
  2. Quale organizzazione rende efficace un soggetto unitario?
  3. Come ampliare la base delle persone costantemente attive?

Come è andata: alla fine tutte le tovaglie sono state fotografate per mantenere documentazione dell’esperienza, i/le facilitanti (tre donne e tre uomini) si sono riuniti brevemente per una prima valutazione a caldo e per raccogliere tutti e sei i report. Si è condivisa un’impressione molto positiva di questa prima esperienza, condotta con semplicità e coinvolgimento paritario delle persone, senza tempi morti e in un clima collaborativo. Sono emersi molti spunti e considerazioni,  più o meno condivise, che già forniscono un materiale ricco da sviluppare e approfondire per gli incontri successivi. Si è valutato che il grado abbastanza alto di connessione e consequenzialità delle tre domande abbia favorito lo scambio di idee ed una rotazione armonica delle persone fra i tavoli.

Stiamo lavorando nel Gruppo nazionale Forme sui contenuti emersi nella sessione a tavoli e nella sessione plenaria del sabato.

 

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