SENZA CONFINI/ L’Europa, la sinistra e la politica che vogliamo (anche in Italia)

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20 marzo, mattina

La tavola rotonda è stata aperta e coordinata da Roberto Musacchio

Centrale nella discussione di tutta la due giorni, l’Europa è stata la protagonista dell’ultima tavola rotonda della assemblea nazionale dell’Altra Europa. La riflessione di apertura ha visto al centro la Grecia, non a caso crocevia di tutti i punti caldi del tempo orribile vissuto da questa Europa Reale. L’inumana condizione dei migranti e il vero e proprio mercimonio compiuto sulle loro vite con l’accordo della UE con la Turchia. Lo stesso accordo che ” riapre” il discorso dell’allargamento nelle forme peggiori. È l’austerità con la Troika a sancire una sostanziale fine della democrazia. Insieme al Brexit, alla manomissione di Schengen, al ruolo improprio della BCE che firma lettere che non potrebbe firmare stando al parere dell’avvocato generale della corte di giustizia europea, il quadro è quello di una politica di forza e di arbitrio che domina in Europa. Se alziamo lo sguardo possiamo dire di essere dentro una lunga transizione di quella che fu l’Europa del compromesso sociale avanzato dei gloriosi trenta anni, ma anche il luogo in cui si depositò un antico lascito di culture ricche e feconde che tanto hanno dato all’umanesimo, verso una soggettività informe, partecipe della globalizzazione. Questa soggettività rischia di avere tratti mostruosi. Non che le mostruosità non abbiano caratterizzato la lunga storia di quella che chiamiamo Europa fino al male assoluto del nazismo e alla tragedie delle due guerre mondiali. Ma sempre è stata in campo a fronte del ” lato oscuro della forza” una forza civilizzatrice. Oggi invece lo squilibrio appare tremendo. lontani i tempi in cui i movimenti, ma anche Palme, Brandt e Berlinguer parlavano di una Europa pacifica e democratica dall’Atlantico agli Urali. Proprio il tema della forza è centrale e interroga tutti noi eredi di un movimento operaio e di sinistre sconfitte anche se resistenti a fronte di molte parti invece cooptate dal lato oscuro. E da questo punto di vista soggettività come il Partito della Sinistra Europea, cui si puo’ aderire anche individualmente, possono essere fondamentali.

A discutere portando il loro contributo di idee ed esperienze interlocutori importanti, compagni di strada di questo nostro cammino europeo. La prima a prendere la parola, significativamente è stata Tasia Christodoulopoulou. Oggi vice presidente del Parlamento greco ma già viceministro alle politiche della immigrazione e che aveva già preso parte proprio nel panel dedicato ai migranti. L’esponente di Syriza ha ricordato che il dramma dei migranti viene affrontato dal governo e dal popolo greci. Dal governo provando a praticare vie alternative a quelle del rigetto che caratterizza le leadership europee e richiamando tutti a quel rispetto delle regole che viene esercitato con crudeltà quando si tratta di austerità mentre non viene esercitato quando si tratta di regole di umanità.

Umanità che invece è messa in pratica dal popolo greco nelle sue pratiche quotidiane di aiuto a profughi e migranti. Lorenzo Marsili, nella doppia veste di dirigente di European Alternatives, una associazione che fa pratiche di cittadinanza attiva europeista, e di impegnato, con altri, nel percorso di DIEM, il movimento di democratizzazzione dell’Europa lanciato da Varoufakis si è soffermato in particolare proprio sulla sfida democratica che caratterizza DIEM e che avrebbe visto nei giorni successivi proprio una tappa in Italia. DIEM propone una lotta trasversale, dall’alto e dal basso, popolare e culturale per la Democrazia. Non un Partito ma appunto un Movimento che vuole conseguire un risultato fondamentale entro il 2025.

Norbert Hagemann, della Linke ed esperto delle politiche europee e conoscitore diretto dell’Italia, proprio parlando in italiano ripercorre la situazione tedesca anche alla luce delle ultime elezioni nei Land che hanno visto l’affermazione di una forza inquietante come Alternativa per la Germania. Ma si sofferma anche sul calendario europeo che vede passaggi delicati come quelli legati ad accordi quali il TTIP. Claudio Riccio, di Sinistra Italiana, già candidato alle elezioni europee con la lista dell’Altra Europa con Tsipras, sottolinea con passione l’abisso che c’è tra le politiche perseguite dalle classi dominanti e le condizioni popolari e giovanili. Proprio dai giovani viene un protagonismo europeista che e’ politico e culturale insieme. Una generazione che può realizzare se stessa nel cambiare radicalmente l’Europa. Curzio Maltese, europarlamentare dell’Altra Europa con Tsipras affonda il dito nella piaga e pone la questione di fondo e cioè se questa Europa sia riformabile, rispondendosi decisamente che non appare cosi. L’irriformabilità di questa Europa è data dalla sua composizione materiale e chiede un atto di rottura. Di questa composizione materiale parla Joana Mortagua, parlamentare del Bloco de Izquierda portoghese oggi a sostegno di un governo di uscita dall’austerità, parla precisamente della costruzione di questa gabbia ideologica che e’ appunto l’austerita. La giovane deputata lo fa in termini molto gramsciani che leggono quel rapporto tra struttura e sovrastruttura che costruisce il dominio borghese di questa fase. La disobbedienza è il punto di rottura di questo dominio. Concorda e torna su questo il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. È appena tornato da Atene dove si svolgeva una tre gioni organizzata da Syriza, dal Partito della Sinistra Europea e dai centri studi Poulanstas e Transform. ” I soldi ci sono, dice Ferrero, e questo rende ancora piu’ evidente il carattere di classe di questo dominio della aausterità”. E motiva la necessita’ e la forza della disobbedienza come elemento di rottura e di liberazione. Arriva da Atene anche Maite Mola, spagnola e vicepresidente del Partito della Sinistra Europea. Una combattente appassionata e competente di questa lotta di liberazione dell’Europa, dei lavoratori e dei migranti che vede il Partito della Sinistra Europea come protagonista fondamentale.  Eleonora Forenza, capo delegazione dell’Altra Europa con Tsipras all’europarlamento, racconta del recente incontro di Madrid sul cosiddetto piano B cui ha partecipato e che ha lanciato idee e proposte di mobilitazioni. Torna la Forenza anche sul tema del Partito della Sinistra Europa per sottolineare come lavorare alla sua crescita come soggetto capace di una azione a tutto campo di protagonismo europeo può rappresentare punto di riferimento fondamentale per l’Europa e l’Italia.

Qui i video degli interventi

Tasia Christodoulopoulou 

Lorenzo Marsili 

Norbert Hagemann 

Claudio Riccio 

Curzio Maltese 

Joana Mortagua 

Paolo Ferrero

Maite Mola

Eleonora Forenza 

L’assemblea è stata conclusa da Marco Revelli


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