SENZA CONFINI/ Migranti, punto zero della coscienza politica dell’Europa

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19 marzo/ mattina

ringraziamo per le foto Giovanni Moia e Guglielmo Spettante

L’assemblea di Altra Europa con Tsipras del 19- 20 marzo è stata dedicata a Giulio Regeni, con un minuto di silenzio perché “Vogliamo la verità su Giulio, per rendere giustizia ai tanti come lui, perché non si ripeta mai più”

 

 

Dopo l’intervento di Anna Camposampiero e Alessandro Brambilla Pisoni, dell’Altra Europa con Tsipras di Milano

si è aperta la prima sessione, intitolata Migranti punto zero della coscienza politica dell’Europa.

 

con l’intervento di Bia Sarasini, che coordinava i lavori.

 

 

“Sono i migranti, le file di umani che dall’estate scorsa percorrono tutte le vie possibili, di mare e di terra, per arrivare in Europa. Che arrivano dalle guerre, dalla devastazione dei loro luoghi di vita, spinti dalla necessità di mettersi in salvo, di avere un futuro. Sono a loro a mostrare quanto è profonda la crisi dell’Europa. Un’Europa che incapace di trovare una soluzione politica, sigla un accordo con un governo impresentabile come quello di Erdogan in Turchia, e prospetta uno scambio uno a uno, un rifugiato “buono” in cambio di uno “cattivo”. Costringendo di fatto la Grecia a diventare la barriera dell’Europa, contro le proprie intenzioni ripetutamente manifestate. Creando una situazione che avrà da subito una ricaduta sull’Italia, con nuovi arrivi da una parte dalla Libia, dall’altra dall’Albania.

 

È per questo che apriamo questa assemblea parlando di migranti. Pensiamo che sia giunto il momento di dire che la solidarietà non basta. Dalla solidarietà attiva, preziosa che si stende su tutto il territorio, capace di incredibile generosità e attivismo nell’emergenza, sappiamo tutto. ne portiamo anche qui la voce. Occorre pensare una politica, anzi, ci vuole la politica.

 

Non si tratta di collocazioni, di sistemare numeri, attirbuire quote. Ma di pensare a persone che sono destinate a vivere con noi.  

 

E la politica di cui parliamo è una politica pensata da sinistra.

 

La destra sa bene cosa agitare, di fronte ai migranti. Si tratti del Front National, di Alternative fürDeutschland, o della Lega, le parole d’ordine sono chiare. Paura, rifiuto, l’Europa siamo noi, sono parole che agitano i sentimenti più bassi, entrano senza esitazioni o remore nella vita quotidiana, e nello stesso tempo creano consenso. I socialisti, le socialdemocrazie, uniti ai moderati, terrorizzati di perdere consenso, cercano di respingere un movimento inarrestabile dietro le frontiere. La stessa Angela Merkel, che aveva detto “noi possiamo accogliere” aprendo le frontiere a circa un milione di rifugiati, sostiene l’accordo con un governo autoritario e torturatore, che oltre tutto gioca un ruolo ambiguo nello scontro sulle frontiere con l’Isis, visto che conduce una guerra di mpronta nazionalista contro i kurdi, gli unici che combattono Isis sul terreno.

 

È come se la sinistra non volesse pensare a politiche per i migranti, oltre l’accoglienza e la solidarietà, , convivere con le persone che arrivano significa ripensare le politiche del lavoro, il welfare per tutti e tutte. Prendere le misure dei propri valori, dei propri orizzonti etici e culturali.

 

Ma abbiamo una proposta politica da fare? Dobbiamo essere onesti, e concreti. La proposta non c’è. Una buona pratica è cominciare dall’ascolto, dall’ascolto della domanda. Che viene dalle storie, dei fatti che anche qui portiamo. Qual è la chiave? Qual è il fare politico che possiamo attivare insieme?

 

Se l’Europa che vogliamo non chiude i confini, quali sono le risorse culturali, e la politica, per tenerli aperti?

Insomma, non lasciamo che l’unica parola forte e chiara venga dal vaticano, che oggi parla di “umiliazione dell’Europa”.

 

La sessione ha proseguito con l’intervento di  Tasia Christodoulopoulou, vicepresidente del parlamento greco, già viceministro delle politiche sull’immigrazione, 

 

 

Poi Michele Negro, che ha parlato di un’esperienza di accoglienza a Pordenone “ di un fare che dia prospettive diverse” (Il suo intervento è allegato in pdf).

 

 

Successivamente è intervenuto Can Guelcue,  attivista del movimenti austriaci No border

 

 

Ha poi preso la parola Eleonora Forenza, parlamentare europea dell’Altra Europa con Tsipras,

 

 

Matteo Pucciarelli, giornalista di Repubblica, ha portato la sua testimonianza di inviato a Idoumeni

 

 

mentre Rosamaria Vitale, medico HUB Milano, ha portato la testimonianza di mesi di accoglienza alla Stazione Centrale di Milano

 

 

L’ultimo intervento è stato di Edda Pando, di Milano Senza Frontiere.

 

“Non basta trovare coperte, ci vuole la politica”

 

 

 

Michele_Negro.pdf

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