SENZA CONFINI/ Sergio Zampini

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 Sulla “forma” del soggetto

Ricostruire oggi un progetto politico e coltivare uno spazio politico nuovi significa innanzitutto riconnettere i fili della mutata società.

Mettere insieme le esperienze reticolari, di mobilità, le varie forme di precariato,riconnettere il lavoro manuale ed il lavoro produttivo intellettuale, riconoscere il lavoro di cura ed il diritto al reddito.

Portare a valore e ricchezza tutte le differenze e riconoscere come fondamentale il ruolo accrescitivo economico sociale e culturale dei cittadini migranti,assieme alla specificità sociale dei territori la tutela dei luoghi e la loro valorizzazione.

Tutto questo deve trovare spazio nelle forme organizzative e decisionali del nuovo soggetto oltre che essere parte fondante del progetto politico. Se la salvaguardia delle molteplicità partecipative, di movimento e delle specificità sociali ed economiche territoriali sono il fondamento del nuovo progetto politico allora l’assunzione della policentricità come valore deve trovare riscontro nelle forme decisionali che agiscono il nuovo spazio politico; se riusciamo a realizzare questo diamo luogo ad una “forma” che è effettivamente strumento di servizio per tutte le istanze.Questo soggetto nella consapevolezza della sua reale rappresentanza, nel definire assolutamente biodegradabile la propria esperienza, riconosce nell’autonomia di tutti i soggetti sociali e politici orientati a sinistra ed in tutte e tutti coloro che individualmente vogliano parteciparvi la ricchezza ed il brodo di coltura per la ricostruzione di un nuovo spazio politico per la sinistra europea, una sorta di partito-movimento che non riduce a sintesi ma rappresenta, non una confederazione ma una comunità mutante, passionale  e situata nel contesto mutevole. Mutanza, passionalità e autonomia nella rappresentazione la cifra del nucleo costitutivo del partito-movimento, poi le implementazioni e le correzioni deriveranno dalla sua efficacia e dalle istanze che si determineranno. Uscire dal novecento e dalle sue forme organizzate per irrompere nel terzo millennio portando a valore le esperienze maturate non sommando solo le sconfitte, ma anche quello che si è sperimentato nelle azioni, nelle relazioni e di come le forme autonome e organizzate hanno parlato e si sono plasmate nella società mutata. Di processo organizzativo quindi bisogna parlare, un processo che non può prescindere da una piattaforma digitale dove si mescolano decisioni ed approfondimenti politici,comunità artistiche e culturali, esperienze lavorative comunitarie e social-commerce; uno spazio utile anche alla autoproduzione di reddito. Non l’unico strumento, ma quello che affianca e relaziona le comunicazioni personali “in presenza” che non possono essere sostituite. Organizzare una molteplicità comune che respira come un quartiere ”altro” nelle città, negli Stati da integrare e nell’Europa da costruire; una sorta di Kreuzeberg degli anni ottanta: relazionale,comunitaria, economica e digitale. Un soggetto che non annulla i conflitti ma li agisce dentro e contro la gabbia istituzionale, con rappresentanti che la dove agiscono esercitano la composizione se possibile altrimenti la disobbedienza anche amministrativa. Per organizzare un partito, diceva Schmitt ,bisogna avere almeno un’idea di Stato. L’urgenza oggi è avviare un’idea di soggettività organizzata in un Continente di cui rifare politica e istituzioni dobbiamo quindi avanzare di un altro passo non avendo paura di organizzarci, in fondo non abbiamo da perdere che i nostri confini.

                                                                     La Forma

La forma favorisce e valorizza tutte le esperienze che traggono origine dalle specifiche peculiarità territoriali, nel quadro di una effettiva partecipazione autonoma alla costruzione di un network politico nazionale per la sinistra.

Il sistema , ha suo fondamento l’insieme dei circoli, degli aderenti individuali, dei gruppi di affinità e di progetto aderenti. Questi sono i luoghi primari del suo agire.

Può articolarsi nei seguenti livelli:

  Il comitato territoriale

 I coordinamenti territoriali

 I regionali

    I nazionali

                                                          Il Comitato territoriale

Il comitato territoriale è il principale livello del coordinamento e della iniziativa del soggetto, si dota delle opportune strutture operative in forma autonoma. Esso può essere anche solo tematico.

Le attività promosse da un comitato territoriale di norma si svolgono nel territorio di sua competenza. La possibilità di operare in ambiti territoriali diversi è subordinata all’accordo con le altre realtà organizzate su quei territori.

Agli aderenti individuali che non partecipano all’attività del comitato territoriale ma aderiscono saltuariamente a attività, iniziative, campagne, etc, deve essere garantito, con forme e procedure informatiche adeguate (piattaforma digitale), l’accesso alla partecipazione e ai diritti democratici che sono patrimonio di tutti. La regolamentazione di tali forme e procedure è demandata ai singoli comitati territoriali sulla base delle loro peculiari caratteristiche e specificità dentro una piattaforma nazionale che codifica solo le “azioni” e decisioni nazionali. La piattaforma deve essere pensata per divenire anche “luogo” di autoproduzione di reddito in forma individuale e collettiva, pensandola anche come uno spazio autonomo di social-commerce.

                                                       I Coordinamenti territoriali

Altri livelli territoriali per funzioni o progetti politico-istituzionali o campagne possono essere  costituiti tramite patti tra comitati territoriali e singoli aderenti e possono dotarsi di autonome strutture di coordinamento.

                                                     I  Coordinamenti Regionali

Il Coordinamento Regionale dei Comitati Territoriali, promuove l’iniziativa  sul territorio regionale

E’ strumento di costante relazione e raccordo tra i territori e i livelli nazionali; facilita  la partecipazione dei comitati territoriali alle reti nazionali.

Ha il compito di facilitare la condivisione e la corretta conduzione della vita associativa dei Comitati territoriali.

                                                       I Coordinamenti Nazionali

I Coordinamenti Nazionali sono l’ organo di rappresentanza. Essi hanno il compito di:
applicare le decisioni  con  il coordinamento dei rappresentanti regionali e il programma annuale,

 facilitare lo sviluppo dei comitati territoriali, in particolare nelle aree di debole insediamento;

convocare periodicamente l’Assemblea Nazionale dei Rappresentanti dei Circoli su specifiche tematiche;

 I Coordinamenti nazionali possono essere sia geografici (NORD CENTRO SUD ? ) che tematici ( Lavoro, Ambiente ,ecc.)

Tutti i livelli di coordinamento sono a partecipazione individuale e collettiva e prevedono la partecipazione di associazioni e movimenti già operanti sui vari livelli o a partecipazione saltuaria e di sempre successiva implementazione.

Questa modalità funzionale prova a definire una diversa organizzazione partecipata rispetto alle strutture gerarchiche classiche. Lo sviluppo di questa organizzazione per centri di decisione autonomi necessita di una relazione tra i soggetti aderenti improntata alla crescita di una comunità che basa il suo sviluppo sulla esigenza di sempre maggiore comunicazione e scambio di conoscenze. Essa  basa la sua autonomia decisionale su una grande volontà di cooperazione ed accrescimento reciproco tra gli aderenti. Se agiamo con convinzione questo processo oltre che nelle realtà territoriali anche nei contesti sovraterritoriali probabilmente riusciremo a sviluppare una  interdipendenza tra livelli basata su autonomia e condivisione in un percorso virtuoso che sostituisce all’autodifesa dei gruppi dirigenti la condivisione politica  tra autonomi centri di crescita politica collettiva.

Ogni istanza organizzata in maniera autonoma agisce e si coordina con realtà ed organizzazioni Europee per iniziative,campagne scambi politici artistici e culturali, attività politica europea con finalità di accrescimento di esperienze ed azioni comuni dentro un quadro che tende alla costruzione di una soggettività politica europea.

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