IN ITALIA CI VUOLE UN UNICO PROCESSO COSTITUENTE

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Per l’Altra Europa con Tispras si tratta di tornare all’ispirazione originaria. La costruzione stessa del tavolo era stata pensata non certo per stabilire una qualche forma di “contratto proprietario” da parte dei suoi partecipanti sul processo costituente, ma per impegnare in solido, tutti con tutti e ognuno con ogni altro, a non fare ostacolo, con le proprie dinamiche da piccolo gruppo, a un processo che avrebbe dovuto coinvolgere una platea ben più ampia e forme di partecipazione innovative. Così non è stato. Ha prevalso, proprio in dirittura d’arrivo, un ritorno di spirito proprietario che ne ha causato il deragliamento: ragion di più per tenere diritta la barra del nostro percorso costituente e promuovere in ogni sede, a ogni livello, l’idea della costruzione di un soggetto politico della sinistra. Il tavolo non può essere ricostruito, è evidente.

Per questo, quella piattaforma va portata “a tutti i livelli”. Non come iniziativa parziale di NOI de L’Altra Europa con Tsipras, ma come patrimonio comune di noi popolo di sinistra che non si arrende alla frammentazione e ai separatismi.

In questo spirito guardiamo e partecipiamo a tutto quello che si muove, compresa l’assemblea di febbraio, promossa dall’appello “per una sinistra di tutte e di tutti”. Un’assemblea che dopo la rottura del tavolo non è e non può essere l’inizio di un processo costituente per cui abbiamo lavorato, né così può essere presentata. Naturalmente molto dipenderà dalle modalità con cui sarà preparata e gestita l’assemblea, se sarà davvero aperta a tutte e tutti o se saranno mantenute conventiones ad excludendum, se forme e modalità saranno condivise oppure affidate a una cabina di regia esclusiva, se sarà gestita in forma proprietaria dai suoi promotori oppure no, se saranno condivisi tutti i documenti preparatori. Anche questo è terreno di iniziativa politica nostra, da ora al 19 febbraio, per impedire chiusure che sarebbero letali per ogni futura prospettiva unitaria.

Una cosa però deve essere chiara: non ci chiuderemo nei nostri steccati a fare il quinto o il sesto frammento di un caleidoscopio che si ricompone solo, in modo effimero, alla vigilia di una scadenza elettorale per scomparire subito dopo. Non ci chiuderemo in uno sterile Aventino, in attesa del fallimento degli altri per poter dire “ve lo avevamo detto”. Porremo testardamente, in ogni sede, in ogni spazio in cui si addensi una parte di quel popolo di sinistra che vede più lontano delle proprie cosiddette “avanguardie organizzate”, la piattaforma politica che sarebbe di tutti, se logiche incomprensibili ai più non facessero ostacolo.

Tanto più ora che abbiamo di fronte scadenze politiche impegnative, tra impegni referendari ed elezioni amministrative.

REFERENDUM- Per quanto riguarda i referendum, L’altra Europa con Tsipras si sente direttamente impegnata in modo prioritario in queste scadenze che rappresentano per la loro natura l’occasione di una grande campagna di massa per legare assieme decisivi temi di lotta politica e di lotta sociale; di costruzione di una opposizione consapevole sul terreno sociale e politico alle scelte neoliberiste e neoautoritarie portate avanti dal governo Renzi; di definizione di uno spazio di iniziativa autonoma e conflittuale con il Partito democratico e il tentativo di resuscitare un centrosinistra già morto nei fatti.

Il primo impegno elettorale, quello del referendum costituzionale, è già decisivo ed ha priorità assoluta.

Questa stagione di lotta politica e sociale può favorire nuove condizioni, oggettive e soggettive, per rilanciare il progetto della costruzione di un soggetto politico della sinistra, attingendo anche a nuovi protagonisti della sinistra diffusa che non ha cessato di esistere e lottare, anche in assenza di una adeguata rappresentanza a livello politico.

L’Altra Europa con Tsipras valuta molto positivamente la possibilità che si apra una stagione di referendum “sociali”, sui temi del lavoro, della scuola, dei beni comuni, dell’ambiente, anche come contributo alla qualificazione della battaglia per far affermare il NO alla consultazione referendaria sulla controriforma costituzionale prevista per il prossimo autunno, nella quale siamo fortemente impegnati. Infatti, quest’ultima deve essere fortemente ancorata, per evitare il terreno plebiscitario di un pronunciamento sul giudizio sul presidente del consiglio, che non casualmente Renzi vuole così impostare, al far emergere che il restringimento degli spazi di democrazia e del ruolo del Parlamento sono strettamente funzionali ad un attacco ai diritti sociali e di cittadinanza universali,  a partire da quelli del lavoro e di quelli garantiti dall’intervento pubblico nello Stato sociale, nei beni comuni e nella salvaguardia dell’ambiente.

Anche a questo fine L’Altra Europa con Tsipras decide di svolgere incontri con i soggetti che stanno avviando percorsi per arrivare alla definizione dei referendum “sociali” e, in specifico FIOM e CGIL, movimento per la scuola pubblica, movimento per l’acqua, movimento Notriv e contro la devastazione ambientale.

AMMINISTRATIVE-   Per quanto riguarda le amministrative riaffermiamo la necessità che ad esse ci si presenti in modo autonomo e alternativo a tutti gli altri poli – destre, Pd, 5Stelle – tanto più in una situazione in cui la convergenza di forze che sono esplicita espressione della destra sulle candidature del PD fa di questo appuntamento il vero laboratorio di costruzione del partito della nazione. Contrastare questo disegno alle amministrative è per altro di estrema importanza anche per arrivare all’appuntamento del referendum costituzionale nella condizioni più favorevoli. 

In molte situazioni le amministrative sono un laboratorio vero: a Torino, dove si è delineata da subito una configurazione virtuosa, e dove il sindaco uscente è appunto esempio paradigmatico delle prove di vero partito della nazione, con il centro destra come dichiarato supporto; Bologna, dove una difficile ricerca sperimenta comunque possibili vie all’alternativa; soprattutto Roma, dove potrebbe svolgersi la “madre di tutte le rese dei conti”; e Milano, naturalmente, dove l’eredità di Pisapia rischia di essere consegnata a un ex di Cl…e poi c’è Napoli, intorno alla ricandidatura di De Magistris.  In tutti questi luoghi si svolgeranno pezzi di “processo costituente” misurandone potenzialità e limiti. Quello è, nei prossimi mesi, il nostro terreno privilegiato. Quello, e non solo quello: nei territori si può far precipitare quella chimica unitaria che si è arenata al centro.

APPUNTAMENTO -Sul quadro delle amministrative e del rilancio del processo costituente a partire dai territori, sulla Europa (che dobbiamo rimettere al centro del nostro lavoro), sul lancio della stagione referendaria, sulle forme di costruzione del soggetto politico della sinistra e prevediamo un grande appuntamento nazionale -un’assemblea aperta- all’inizio della primavera. 

LO RIBADIREMO SENZA STANCARCI né lasciarci disilludere: in Italia serve un unico e unitario processo costituente, partecipato, per la costruzione di un soggetto politico della sinistra, che decide su sé e non pone richieste di scioglimento ad altri, che vada oltre le attuali forze politiche, completamente sovrano e autonomo da esse, che consideri definitivamente conclusa la stagione del centro-sinistra, affidando al processo, alla partecipazione e al principio “una testa e un voto”, il compito di affrontare i problemi ancora presenti.

documento_approvato_dal_CN_17_GENNAIO.pdf

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