Adesso Basta: vogliamo sognare!

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Il documento “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, firmato a novembre da tutti i soggetti in campo, era un primo passo importante. Definiva la possibilità di avviare in Italia un unico e unitario processo costituente, partecipato, per la costruzione di un soggetto politico della sinistra, che vada oltre le attuali forze politiche, completamente sovrano e autonomo da esse, considerava definitivamente conclusa la stagione del centro-sinistra e lanciava la sfida al Pd, al M5S e alla destra. Affidava al processo, alla partecipazione e al principio di una testa e un voto, e non ai soggetti che sottoscrivevano quel documento, il compito di affrontare i problemi ancora presenti ( elezioni amministrative, forma del soggetto, rapporto con i soggetti preesistenti).

Queste ragioni per noi sono sempre valide, per questo lo sottoscriviamo.

Quel percorso è oggi interrotto per le responsabilità di tutti e a causa di un nodo centrale: il rifiuto di affidare le scelte al processo a cui tutte e tutti possiamo aderire individualmente, ma predefinirle per tutelarsi e mantenere la propria sovranità. Possibile ha scelto di sfilarsi costruendo l’ennesimo partito in un campo già affollato, Rifondazione comunista è indisponibile a cedere sovranità completa al nuovo soggetto e a mettere solo in dubbio il proprio ruolo di partito, Sinistra Ecologia e Libertà ha strumentalizzato il nodo del mancato scioglimento del PRC per rompere il confronto pretendendolo prima del processo aspirando a costituire una forza politica propria, in primis con chi è uscito dal PD.

A febbraio ci sarà il congresso fondativo di Possibile seguito da un appuntamento costituente proposto da SEL , ACT ed ex PD lanciato dall’appello “per la sinistra di tutte e tutti”, appello interessante che rimuove però i motivi della rottura dell’accordo e che che rischia di definire solo il soggetto che sostituirà SEL. Ipotesi di accordi federativi ed elettorali già tornano in campo.

L’avvio del 2016 vedrebbe quindi in campo più processi costituenti con il permanere di alcuni partiti esistenti, e chissà cos’altro ancora, aggravando la frantumazione della sinistra italiana e riaprendo le porte ad ennesimi cartelli elettorali.

Non possiamo arrenderci a questo quadro devastante che congelerebbe nuovamente, e per anni, lo status quo e gli animi degli attivisti costretti a praticare il meno peggio. La nostra preoccupazione e rabbia ci impongono di cambiare questo contesto: dobbiamo tenere aperto il percorso delineato da “noi ci siamo”. Se il tavolo nazionale di confronto è saltato allora che il confronto lo si faccia in tutte le altri sedi su quella base: invitiamo le attiviste e gli attivisti di tutti i territori ad organizzare iniziative di dibattito e produrre documenti che, come il nostro e quello del Trentino Alto Adige, tengano aperto il percorso per un soggetto unico ed unitario, sovrano ed autonomo, firmando il documento “noi ci siamo, lanciamo la sfida” su cui c’era stato il massimo consenso dei soggetti coinvolti e che è ancora oggi una utile bussola. Facciamo vivere le nostre ragioni in ogni sede.

Per questo mettiamo a disposizione un sito web dal nome volutamente brutto (così è chiaro che non faremo un altro partito o un gruppo parlamentare o che): ilpopolorosso.org

Uno spazio in cui chi sogna un’altra Europa ed un’altra Italia possa dire che trova inaccettabile la svolta che ha preso il percorso costituente da dopo la firma del documento comune in poi.

Vogliamo continuare in tanti e tante, vogliamo continuare assieme, vogliamo sognare: ne abbiamo il coraggio.

4 Gennaio 2016
Edoardo Annucci (Roma), Aurelio Lentini (Milano), Giordana Moltedo (Napoli), Layla Ulivieri (Riva del Garda), Filippo Zolesi (Firenze).



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