Lettera di Natale alla Sinistra

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Siamo coscienti delle difficoltà di far partire un processo costituente tra chi proviene da culture politiche diverse e tra chi ha fatto diverse scelte politiche e strategiche. Lo sappiamo, lo abbiamo vissuto e lo viviamo anche noi nel nostro contesto. Ma siamo altrettanto convinte e convinti che le cose che ci uniscono siano tanto più numerose di quelle che ci dividono da rendere imbarazzante, al limite dello sgomento, questa battuta d’arresto.
Quando si fronteggia un nemico tanto più grande, come le politiche neoliberiste che strangolano le economie e fanno macelleria sociale chiedendo alle persone sacrifici sempre maggiori senza offrire nulla in cambio, non ci si può permettere il lusso di lottare divisi/e.
Siamo nel deserto da anni. Abbiamo salutato in questi mesi la Compagna Bracci Torsi e i Compagni Ingrao e Cossutta come un commiato emblematico nell’assistere, oramai da un quarto di secolo, alla lenta e inesorabile deriva autoritaria nel nostro Paese e dell’Unione europea che vuole veder prevalere la logica del profitto su quella del bene comune.
Nel frattempo chi si è opposto e ha tentato di resistere, pur avendo dato vita a esperienze interessanti di contaminazione con i Movimenti e a momenti di incidenza politica nelle Istituzioni, ha visto, non senza responsabilità, affievolirsi progressivamente quel capitale umano e politico che costituiva terreno fertile per la Sinistra.
Abbiamo perduto per strada compagne e compagni che hanno scelto di rinunciare, sfiduciati/e, frustrati/e dalle vostre irresponsabili prese di posizione rese pubbliche a mezzo stampa, prima di aver avuto il coraggio e l’onestà politica di porvi a confronto in un’assemblea con tutte le persone attive e impegnate da due anni.
L’Europa ha bisogno di Sinistra, il nostro paese ha bisogno di sinistra, di quel luogo ben descritto nel documento “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, un luogo “di tutte/i coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste, alla distruzione dell’ambiente e dei beni comuni, alla svalutazione del lavoro, alla crescente xenofobia, alle guerre, all’attacco alla democrazia e che possono ritrovarsi e organizzarsi in un
corpo collettivo capace di superare antiche divisioni nell’apertura e nel coinvolgimento delle straordinarie risorse fuori dal circuito tradizionale della politica.”
I governi di Grecia e Portogallo e il successo delle sinistre in Spagna devono essere il nostro orizzonte.
Ogni energia spesa a litigare sul fronte interno distrae energie dalla lotta comune e non fa che avvantaggiare i nostri avversarsi. In primo luogo le destre con le loro aberrazioni, che avvelenano le menti delle persone provate dalla crisi, spaventate dalla paura di perdere quei pochi diritti che sono rimasti loro e che rischiano di essere trascinate nella guerra tra poveri, che giova, alla fine, solo ai ricchi.
Ma le divisioni interne avvantaggiano soprattutto il “partito della nazione”, creatura di Renzi e naturale evoluzione di un Partito Democratico che ormai ha gettato la maschera e rivelato la sua vera natura, facendo prevalere gli interessi di pochi sul benessere dei più, la logica del profitto su quella di un’equa distribuzione della ricchezza e delle risorse.
Chi punta a dividere il fronte delle sinistre tradisce irresponsabilmente la fiducia di chi ancora crede nei valori della Sinistra.
Per questi motivi chiediamo di riprendere il percorso costituente a partire proprio dall’assemblea di gennaio, lasciando ai Compagni e alle Compagne dei territori, che saranno rappresentate e rappresentati all’assemblea da chi potrà parteciparvi, di proporre o scegliere la forma organizzativa più idonea a far realmente partire dal basso un processo, che non può essere subalterno a decisioni prese a tavolino da chi non si misura quotidianamente con le difficoltà attuali della militanza politica.
In Trentino-Alto Adige/Südtirol abbiamo tutte le intenzioni di proseguire nella costruzione di una Casa Comune della sinistra,che a noi piace chiamare “agorà della sinistra”, per sottolinearne la caratteristica di apertura a chiunque voglia parteciparvi, e vorremmo che tutte le buone pratiche che si stanno attuando nei diversi territori italiani come reale alternativa alle destre e al neoliberismo, ben interpretato da Renzi e dal suo PD, diventino il capitale sociale e politico su cui costruire la nuova soggettività, che non potrà, proprio per quanto scritto sopra, essere subito un altro, l’ennesimo, Partito.
TRENTINO ALTO ADIGE/SÜDTIROL, 24 dicembre 2015
Aldrighetti Daniela, Allocati Valeria, Augscheller David, Balestra Sergio, Berisa Baskim, Boldrin Francesca Bordin Roberto, Brezzi Giovanni, Cappello Barbara, Caramelle Antonio, Cemin Andrea, Cò Stefano, Cofler Marino, Colò Martin, Corradini Roberta, Cristofori Stefan, Dellai Daniele, Di Gesaro Cesare, Diquigiovanni Samuele, Eccel Roberta, Facchinelli Graziella, Ferrandi Bia, Francescatti Grazia, Gadotti Luigi, Gasperotti Guido, Giachin Filippo, Giongo Italo, Giongo Tiziano, Grottolo Tiziano, Holzer Alexandr, Ioriatti Daniele, Job Sergio, Listo Carlo, Lucchi Gianni, Maffei Gianfranco, Marinelli Alessio, Melchiorri Franco, Menapace Lidi, Mengarda Paol, Michelotti Lucrezia, Moretti Federica Moser Cristina, Murgia Giovanni, Palladino Antonio, Pantano Eloisa Pantano Erasmo, Pantano Giuliano, Pastorino Emanuele, Perrone Filomena, Platania Marzia, Porta Francesco, Remondini Lorenzo, Rigotti Andrea, Rigotti Patrizia, Rizzi Chiara Romano Antonia Saja Maria Serra Cassano Teresa Sighel Liana, Simeoni Roberto Spagnolli Luca, Spagnolli Michelangelo, Tarolli Stefano, Tartarotti Silvano, Tessadri Franco, Tonolli Daniela, Travesa Patrizia, Tulipano Annamaria, Ulivieri Layla, Ulivieri Tommaso, Vettorazzo Chiara, Voltolini Mario, Zannini Jacopo, Zanon Nada, Zanotelli Luisa, Zappa Anna, Zorzi Anna, Zorzi Giuliano

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