La sinistra di tutte e di tutti. Il documento di Act e il tavolo

0

di Act! Agire, Costruire, Trasformare

 

Negli scorsi mesi abbiamo partecipato al tavolo delle forze politiche per la costruzione di una nuova sinistra, un tavolo che aveva l’obiettivo di mettere in campo il processo costituente di una forza politica d’alternativa, autonoma e differente dalle altre forze politiche e in grado di irrompere sulla scena pubblica. Mentre diversi fascismi avanzano sulle due sponde del Mediterraneo, mentre la guerra si fa mondiale, mentre le disuguaglianze crescono, oggi più che mai ci sarebbe bisogno di una risposta politica, chiara, efficace, radicale e di massa.

Come avevamo scritto più di un anno fa crediamo che in Italia serva una forza politica e  non una debolezza politica, da costruire in campo aperto, coniugando discontinuità e innovazione con radicalità e partecipazione.

Abbiamo partecipato al confronto del tavolo a partire da una valutazione: in assenza di grandi movimenti di piazza e spinte dal basso in grado di trasformare in profondità il quadro politico è necessario costruire uno spazio pubblico dell’alternativa, un luogo politico aperto in cui dar battaglia e con cui costruire un’alternativa credibile sapendo che è necessario un gran lavoro collettivo per non sommare pezzi di politica, ma organizzare una parte di società.

Sulla base di questa convinzione in questi mesi abbiamo proposto di non ragionare come al solito sulla mera ricomposizione “di quello che c’è”, ma di lavorare sulla costruzione di uno spazio largo, aperto, che non fosse proprietà di nessuno e al contempo neanche ostaggio di logiche correntizie, una scommessa sulla possibilità di non limitarsi ad unire ciò che è già organizzato, ma di coinvolgere ed organizzare ciò che può essere unito. 

Non basta una “sinistra unitaria”, per questo abbiamo proposto una “sinistra di tutte e tutti”, restituendo piena sovranità ai cittadini, a coloro che nonostante i disastri di questi anni – e forse a maggior ragione visti i disastri di questi anni – sono disponibili a impegnarsi in un nuovo cammino.

Nonostante un mese fa si fosse riscontrato un sostegno unanime (da Civati a Rifondazione) al documento “Noi ci siamo”, che proponeva il lancio di un processo costituente a partire da un’assemblea da convocare a gennaio, le discussioni successive sulla declinazione di questo processo costituente hanno portato, ieri, alla conclusione di questa esperienza e del tavolo.

Prendiamo atto della fine di questo tentativo, un tavolo che sapevamo essere asfittico e che si è rivelato anche inconcludente, ma in cui abbiamo lavorato con generosità e in modo costruttivo avanzando proposte e idee concrete sul piano del profilo politico, delle forme organizzative come abbiamo anche fatto nell’ultima riunione presentando una base di documento con l’obiettivo di trovare una sintesi tra tutti basata sulla qualità del processo e non sulle mediazioni al ribasso. Abbiamo proposto un percorso basato su piena cessione di sovranità e sulla partecipazione, anche e soprattutto con una piattaforma digitale che consenta l’effettività della pratica democratica.

Spiace constatare che di fronte alla palese insufficienza di tutte le forze politiche esistenti e davanti alla drammaticità della situazione politica del paese non ci sia la forza e il coraggio per mollare tutti gli ormeggi, abbandonare i lidi sicuri e le proprie appartenenze per dar vita ad un progetto nuovo e in grado di riaprire una sfida politica in Italia e in Europa.

In questi ultimi mesi abbiamo incontrato tante realtà politiche e sociali che quotidianamente lavorano per la costruzione del cambiamento a livello locale e fuori dai giri della “solita politica”. I nostri tentativi sono andati nelle direzione di costruire un soggetto capace di dare voce a questi tentativi; un soggetto che parta dal basso, dalle istanze dei cittadini, dalla partecipazione diretta delle persone, in grado di rompere il gioco di una politica spettacolo che ci vorrebbe come passivi spettatori.

Continueremo a batterci per aprire una stagione nuova, che vada oltre le miserie e le macerie di questi tempi bui, riappropriandoci della politica come strumento per cambiare le nostre vite. 

Non solo non c’è tempo da attendere, ma non abbiamo intenzione di attendere.

 

Incontriamoci. Incontriamoci.

la sinistra di tutte e tutti

Incontriamoci per ridare senso alla parola “politica” e riconquistare la lotta politica come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite, incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, organizzato.

Non è un annuncio. È una proposta.
Non sarà un evento cui assistere da spettatori.
Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee.
Non sarà l’ennesimo evento di presentazione di un nuovo soggetto, ma l’inizio di un cammino, l’occasione per costruire insieme un nuovo un progetto politico innovativo e originale. Un progetto d’alternativa, perché diverso dalla politica vuota che hai conosciuto fin qui, e perché impegnato per un’Italia e un’Europa diverse, non più affogate nella disuguaglianza, più libere, che abbiano davvero cura della vita delle persone e dell’ambiente in cui vivono.

Incontriamoci per parlare più delle posizioni e meno dei posizionamenti, più di contenuti che di contenitori.

La nostra idea di società non arriverà dall’alto, ma dall’esperienza di tutte e tutti noi, nella nostra vita, nelle lotte, nelle strade, nello studio, nel lavoro. Dobbiamo metterci in cammino e attraversare l’Italia da Nord a Sud promuovendo momenti di ascolto e confronto finalizzati alla stesura di un programma per cambiare l’Italia e l’Europa.

Incontriamoci perché sentiamo l’urgenza del cambiamento. Incontriamoci per organizzarci e conquistare quel cambiamento.

Incontriamoci tra uomini e donne che condividono un’idea di società, che vogliono cambiare l’esistente, non incontriamoci tra pezzi di politica, ma tra parti di società che vogliono organizzarsi.

Cominciamo un viaggio. Come tutti sanno, ci sono viaggi che cambiano, che arricchiscono, che fanno scoprire cose nuove e valorizzare quelle che ciascuno porta con se. Dobbiamo unire, mescolare e spogliarci delle appartenenze per poterci metterci in cammino. Dobbiamo farlo insieme, perché il nostro viaggio sia il viaggio di tutti: democratico, aperto, partecipato, pronto alle sfide e desideroso di nuovi incontri. Conoscere, immaginare e decidere insieme: non è molta la distanza che ci separa dall’idea comune di una società diversa e più giusta, basta cominciare a percorrerla.

L’obiettivo.

Il nostro obiettivo è cambiare il paese, cambiare le condizioni di vita materiale di milioni di persone colpiti dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità. Vogliamo costruire un’alternativa di società fatta di pace e giustizia sociale in contrapposizione all’avanzare delle destre autoritarie, al terrore e alla paura del Daesh, ai cambiamenti imposti dai disastri ambientali. Per fare ciò serve una netta e evidente discontinuità con il recente passato, fatto di sconfitte e di testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che in diversi paesi costruiscono una nuova proposta politica fatta di lotta e di speranza. Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze, costruire un nuovo welfare e eliminare la precarietà, cambiare il modo in cui si produce, quello in cui si fa scuola e formazione, le politiche per accogliere, il modello di sfruttamento delle risorse naturali.

Il governo Renzi e il Partito Democratico si sono completamente omologati al pensiero unico dominante, quello della grande coalizione tra centrodestra e centrosinistra che regge l’Europa, quello del neoliberismo, dell’obbedienza cieca e ideologica ai diktat dell’austerità.
Nel contesto di una crisi economica che richiederebbe la mobilitazione delle migliori idee ed energie del paese e del continente per invertire la tendenza verso il declino e costruire un nuovo modello di sviluppo, il governo si mostra invece sempre più debole e remissivo di fronte ai grandi interessi economici e finanziari e il modello sociale europeo si sta sgretolando: le attività produttive chiudono, i servizi pubblici vengono tagliati e privatizzati, i diritti conquistati in decenni di battaglie sul lavoro vengono sacrificati sull’altare dell’austerity e del neoliberismo, il territorio viene distrutto da una cementificazione selvaggia travestita da “sviluppo”. E a tutto questo, secondo chi ci governa, “non c’è alternativa”. Secondo loro, dobbiamo accettare la logica della competizione generale e assoluta, essere disposti a farci sfruttare ogni giorno di più, a rinunciare ogni giorno di più a nuovo diritto, a un nuovo pezzo della nostra vita, del nostro territorio, della nostra felicità, sull’altare della competizione globale.

Per noi non è così. Per noi c’è un’alternativa, c’è una speranza, c’è una direzione diversa in cui andare. Il nostro paese non può essere sacrificato a un modello economico violento e fallimentare, il mondo per cui hanno lottato i nostri genitori non era questo, il nostro futuro non può essere distrutto dall’avidità dei soliti affaristi. A chi dice “no” a ogni cambiamento, noi rispondiamo che cambiare è possibile. Non c’è niente di naturale e inevitabile nello sfruttamento e nella competizione. È possibile costruire un futuro di uguaglianza, per tutte e per tutti.

Per rendere possibile il raggiungimento di questi obiettivi dobbiamo organizzarci, organizzare la parte che più ha subito gli effetti della crisi, organizzare chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento. Dobbiamo cominciare insieme a costruire la sinistra di tutte e tutti, una sinistra innovativa e moderna, alternativa, autonoma e indipendente, popolare, che, con le proprie proposte e le proprie lotte, dentro le istituzioni e nella società, sappia produrre quel cambiamento a cui noi tutti aspiriamo. Una forza politica e non solo un cartello elettorale che alle prossime elezioni politiche si presenti puntando a governare il paese per cambiarlo, che lo faccia con un profilo credibile, costruendo fin da subito rapporti di forza all’altezza della sfida e una proposta politica autonoma e in competizione con tutti gli altri poli politici presenti.

Una sinistra che sappia essere una forza politica a disposizione della volontà di cambiamento del popolo, una sinistra di tutti e di tutte, che partecipi a pieno titolo alla battaglia della sinistra europea contro il neoliberismo.

Partecipa.

Probabilmente ti starai facendo alcune domande “come si chiamerà?” “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? e se sì come verrà scelto?” su queste e tante domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme.

All’avvio del percorso non si aderisce ad un partito, non ci sono tessere, ma semplicemente ciascuno dando la propria adesione si dichiara disponibile a partecipare al processo costituente, a portare il proprio contributo.

L’adesione al percorso costituente prima e al soggetto una volta costituito è solo individuale e avverrà mediante una piattaforma digitale che renda possibile il confronto, la decisione, la cooperazione e l’azione.
La piattaforma dovrà rispondere prevalentemente alle seguenti funzioni:

  • adesione e raccolta delle competenze e delle disponibilità per favorire l’impegno comune, dal basso, per incrociare le disponibilità e condividere il sapere e il saper fare, per rendere efficace l’azione di tutti.

  • discussione e elaborazione condivisa e cooperativa delle proposte e delle soluzioni

  • votazione sulle decisioni interne legate al processo costituente e sulle posizioni elaborate e

    definite collettivamente e strumenti per la co-decisione tra eletti ed elettori

    Prima dell’assemblea il gruppo di lavoro plurale e aperto costituito a Cecina per la piattaforma digitale dovrà elaborare una traccia con la proposta di funzioni e meccanismi di funzionamento e utilizzo di modo che la si possa discutere in assemblea.
    Meno discussioni nelle stanze e nei corridoi. La sinistra di tutti si costruisce con tutti, tra tutti.

    La sovranità nel percorso è di tutti coloro che vi prenderanno parte. Non dovremo dar vita ad un percorso pattizio, non nascerà una federazione tra soggetti esistenti, ma uno spazio pubblico in cui decidere formule organizzative, programma politico e piano dell’iniziativa con strumenti di partecipazione diretta basati sul principio “una testa un voto”.

    In questi mesi si è riunito un tavolo di coordinamento tra le forze politiche e associative, il ruolo del tavolo si esaurisce con l’inizio del processo costituente, al quale le forze organizzate attuali che vi si riconoscono cedono sovranità per costruire un soggetto nuovo che vada oltre le attuali forze in campo per una progetto politico all’altezza della sfida. Non sarà quindi semplicemente una sinistra unitaria, ma una sinistra di tutti, uno spazio pubblico, che non sarà né proprietà, né ostaggio di dinamiche autodistruttive o di conservazione.

    Al contempo dovremo accompagnare un percorso costituente senza cedere pulsioni divisive o che tendano alla conta interna, privilegiando almeno in una prima fase il metodo del consenso e la cura del processo, avvicinando “alto” e “basso” e non fingendo non ci siano differenti punti di partenza, visibilità, di “peso”. Tutti dovranno mettersi a disposizione sapendo che solo un cammino realmente di tutti può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi.

    L’utilizzo degli strumenti di democrazia partecipativa è funzionale ad una politica ad altezza d’uomo e di donna, con l’obiettivo non di rendere assembleare la discussione ma far sì che tutti si sentano responsabili e siano davvero partecipi di un cammino nuovo.

    Il nuovo soggetto politico è uno spazio aperto e includente in cui avranno spazio differenti culture e storie politiche. purché non si organizzino come sede di decisione politica parallela per i propri iscritti.

    Dovremo però saperci da subito organizzare sui territori, aprendo le sedi e gli spazi esistenti, mettendoli a disposizione di tutti, attivando portando idee, proposte e azioni concrete sui territori, mettendo in campo pratiche di mutualismo e solidarietà attiva, organizzando i luoghi della politica

sul territorio, come centri di elaborazione politica a partire dalle specificità e dalla concretezza dei problemi, nodi essenziali nono solo della mobilitazione ma anche della elaborazione politica e

culturale.

Le idee.

La nostra scelta di essere alternativi all’attuale schema politico richiede di essere affiancata da una proposta di governo alternativa e credibile. Il nostro programma politico (non solo elettorale) deve essere netto e chiaro che sia il terreno di battaglia con cui cambiare i rapporti di forza e renderlo credibile non solo nei contenuti, ma anche nella possibilità di trasformarlo in realtà.

Per questo ci mettiamo in cammino. Cominceremo con la discussione dei tavoli tematici dell’assemblea. Da ciascun tavolo partirà un percorso con l’obiettivo di coinvolgere gli attivisti su tutto il territorio nazionale, così come le reti sociali e culturali e i giornalisti, i ricercatori, i blogger che si occupano del tema. Unire le competenze più che le appartenenze, definire posizioni prima che posizionamenti.

Non bisogna raccogliere solo le istanze dei singoli, ma raccogliere anche tutte le esperienze collettive, l’analisi delle reti sociali, delle forze sindacali, dell’associazionismo e dei movimenti che in questi anni, da sbilanciamoci sulla legge di stabilità, ai movimenti per l’acqua, alle proposte di riforma della scuola, hanno elaborato proposte concrete ed efficaci cui dovremo dare le gambe e la forza perché diventino realtà.

Le tappe di questo cammino non avranno a tema una discussione su noi stessi e tra noi stessi, ma l’ascolto delle realtà sociali e la ricerca di proposte efficaci su temi specifici. Compito dei facilitatori non sarà diffondere, tenere un comizio o esporre una linea, ma ascoltare, raccogliere le proposte e insieme agli altri facilitatori nazionali sul tema lavorare alla costruzione di una sintesi e di proposte operative.

Obiettivo della Carovana è:

  • coinvolgere un numero molto ampio di persone, conoscere i territori e le loro problematiche, stimolare un confronto largo, con particolare attenzione a settori sociali non tradizionalmente coinvolti nei processi politici;

  • scrivere una prima stesura di schede programmatiche politiche ed elettorali;

  • definire rivendicazioni chiare e puntuali e organizzare campagne tematiche nazionali;

  • elaborare proposte da mettere fin da subito a disposizione dei rappresentanti istituzionali

    che su tutti i livelli si riconoscono nel percorso.

Il nostro programma, la nostra idea di Italia e di Europa nascerà dal basso e dal dialogo tra culture diverse. Nascerà dal protagonismo di tutti coloro che già oggi sperimentano nella società o

attraverso le istituzioni le tante strade di un cambiamento possibile.

I rappresentanti istituzionali.

Non c’è bisogno di una lista elettorale, tantomeno del solito cartello. C’è bisogno di una forza politica, efficace, radicata e radicale, di massa, popolare, democratica, capace di innervare la propria azione nella società, fare delle istituzioni un luogo di conflitto, di battaglia puntuale e tenace tesa al cambiamento concreto e non alla mera testimonianza.

In quest’ottica il percorso di costruzione di questo nuovo soggetto politico non può che partire dal basso, in discontinuità con la storia degli ultimi anni, e dando protagonismo agli attivisti e ai territori più che ai vertici, agli elettori più che agli eletti. In alcun modo questo percorso collettivo può essere efficace partendo dall’alto.

Dobbiamo però sapere che i rappresentanti eletti negli enti locali, come nel parlamento italiano ed europeo sono una risorsa importante in questo percorso collettivo, specialmente se sapranno mettersi a disposizione con generosità .

In particolare il neonato gruppo parlamentare “Sinistra Italiana” – di cui si auspica l’allargamento anche ad altri deputati e senatori, a partire da quelli che prenderanno parte al percorso – sarà il terminale sociale nel parlamento delle nostre future battaglie e la sua azione si svolgerà in relazione al processo collettivo.

Allo stesso modo analogo ruolo avranno a livello europeo tutti gli europarlamentari che si metteranno a disposizione di questo percorso, lavorando con le forze della sinistra europea insieme a tutte le culture e le persone che condividono tale obiettivo per costruire un’opzione immediatamente europea alternativa all’austerità e alle larghe coalizioni che le hanno realizzate. .

I rappresentanti su tutti i livelli istituzionali mettono a disposizione le elaborazioni, la analisi, le informazioni frutto del lavoro politico sviluppato in seno alle istituzioni e mettono

in pratica sin da

subito percorsi di co-decisione e di partecipazione sulla propria iniziativa parlamentare, sia

mediante la piattaforma digitale che attraverso iniziative e occasioni di confronto. 

Condividi: