ARTICOLO/ Lo sbrego alla Costituzione va sanato con i Referendum

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L’articolo di Alfonso Gianni uscito sull’Huffington Post del 15 ottobre 2015 

Con la benedizione, degna di miglior causa, del Presidente emerito Giorgio Napolitano, la maggioranza  ha inferto un colpo che potrebbe diventare mortale alla Costituzione nata nel ’48, con 179 voti a favore, 18 di più di quella maggioranza assoluta dei componenti il Senato che sarà indispensabile in seconda lettura fra tre mesi. Trionfo di Renzi? Fino a un certo punto, perché i voti di supporto di Verdini e altri transfughi del centrodestra si sono rivelati indispensabili. E faranno valere il loro peso, anche se nel contempo la minoranza del Pd è rientrata nei ranghi, come purtroppo non era difficile prevedere.
La revisione della Costituzione stata fatta da un Parlamento che non doveva avere alcuna autorità per poterla compiere, dal momento che la sua stessa persistenza in vita è dubbia per via della sentenza della Corte costituzionale che aveva dichiarato l’illegittimità del famigerato “Porcellum”, ossia della legge elettorale con cui sono stati nominati gli attuali parlamentari. Invece Renzi è andato avanti come un treno, spingendo su ogni sorta di violazione e forzatura dei regolamenti del dibattito parlamentare. D’altro canto questa legge gli è indispensabile per fare entrare pienamente in vigore l’Italicum, la nuova legge elettorale che assegna uno sproporzionato “premio di maggioranza” al partito che risultasse primo nel ballottaggio anche con quote molto lontane dalla maggioranza effettiva dei votanti.
Nei contenuti lo scempio della Costituzione si articola essenzialmente nella cancellazione della elezione diretta dei senatori (altro che abolizione del Senato!); nella composizione del Senato stesso con persone titolari di un diverso mandato, come i consiglieri regionali (la cui qualità, salvo rare eccezioni, non è particolarmente brillante); nello stesso tempo il nuovo Senato conserva poteri legislativi, anche se non sarà chiamato a dare la fiducia ai governi, fra cui addirittura quello delicatissimo di ulteriori revisioni costituzionali. Il risultato è che la relazione fra Stato e Regioni è completamente stravolta. Al posto di una Repubblica delle autonomie sia ha un novello centralismo, poiché, nel migliore dei casi, gli elementi più capaci del personale politico regionale verranno assorbiti dal lavoro senatoriale.
Se guardiamo nel loro complesso e congiuntamente la nuova legge elettorale  e la controriforma costituzionale, il disegno è chiaro: quello di spostare il baricentro decisionale dagli istituti di rappresentanza politica all’esecutivo. Le vie della democrazia si fanno così più strette e strozzate. Le istanze e le volontà dei cittadini più lontane. Il potere politico si barrica nelle sue torri. Sempre più il governo nazionale prevarrà sul parlamento e allo stesso tempo diventerà uno strumento esecutivo delle decisioni assunte nelle sedi non elettive della Unione europea, come già si era visto con la introduzione in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio.
Tuttavia non è detta l’ultima parola. In questi giorni verranno depositati quesiti per un referendum abrogativo di parti decisive dell’Italicum. Le firme verranno raccolte nella primavera del prossimo anno e il referendum verrà tenuto nel 2017. Prima ancora, nel 2016,  se in doppia lettura la controriforma costituzionale non raggiungerà la maggioranza dei due terzi delle due camere nell’identico testo, sarà possibile tenere un referendum con il quale  cancellare le modifiche apportate dal Disegno di legge Boschi alla Costituzione, allo stesso modo con cui il voto della maggioranza degli italiani (benché per questo tipo di referendum non sia previsto un quorum) abrogò le norme sul premierato introdotte in Costituzione da Berlusconi nel 2006. La parola torna quindi ai cittadini, cioè la vera fonte della rappresentanza politica.
P:S: Come giustamente chiedono anche sei autorevoli giuristi in una dichiarazione/appello comparsa sul manifesto che può essere controfirmata da chi lo desidera (costituzione@ilmanifesto.info)

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