ARTICOLO/ Nel mirino della Lega. La vicenda di Antonia Romano

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La Lega contro Antonia Romano, consigliera comunale de L’Altra Trento a sinistra e insegnante

di Cristiana Scoppa 

Il testo dell’interrogazione le è stato letto al telefono da un giornalista di un media locale. Antonia Romano, consigliera comunale eletta nella lista L’Altra Trento a sinistra, emanazione de L’Altra Europa con Tsipras, ha saputo così che il consigliere provinciale Maurizio Fugatti della Lega Nord aveva inviato un’interrogazione con risposta scritta al presidente – e assessore all’Istruzione – della Provincia di Trento, Ugo Rossi, per chiedere di procedere contro di lei, rea di aver usato sulla sua pagina di Facebook espressioni offensive nei confronti della Lega e un “linguaggio poco consono alla carica di consigliera comunale e al ruolo di insegnante” (di matematica e scienze).

Sul sito della Provincia di Trento il testo dell’interrogazione non è ancora disponibile, in attesa del parere di ammissibilità.

Un “atto intimidatorio di stampo fascista”, lo ha immediatamente definito Romano, “molto grave perché sposta il dibattito dal piano politico a quello professionale, con un giudizio che investe la persona al di là del merito delle posizioni politiche assunte”. Senza contare che provoca anche un corto circuito tra istituzioni, Comune e Provincia Autonoma. Sullo sfondo c’è però il dibattito che sta scuotendo la Provincia di Trento a proposito della “teoria gender” e le posizioni assunte da Romano in merito all’accoglienza dei profughi.

“In Consiglio comunale stiamo per discutere due mozioni presentate dalla Lega, una che riguarda il ‘gender’ e l’altra i profughi, e ci sarà un confronto piuttosto duro”, fa notare Romano. Già qualche giorno fa Romano aveva suscitato clamore, denunciando la pubblicazione su una pagina del sito del comune di Mezzolombardo di un numero di cellulare per avere informazioni sul gender’. Una cosa assurda, propagandistica e completamente priva di fondamento scientifico”.

L’interrogazione contro Romano non sarebbe dunque altro che un tentativo di mettere a tacere “l’unica consigliera di sinistra”, come si definisce scherzosamente, “visto che il PD renziano che ha vinto le elezioni qui a Trento certo di sinistra non sembra, tanto più che è stato costretto ad allearsi con il Partito Autonomista Trentino Tirolese, PATT, le cui posizioni sono abbastanza conservatrici”.

Cosa aveva scritto di così grave Antonia? Il post “incriminato” era stato pubblicato sull’onda dell’emozione provata di fronte al cadavere del piccolo Aylan, il bimbo siriano di appena 3 anni morto annegato e ritrovato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, la faccia nascosta nella sabbia, le onde che lambivano il corpicino. Nel post che accompagnava la foto di Aylan Antonia aveva scritto: “Quando le luride coscienze di razzisti, fascisti, leghisti si sveglieranno?”. Alcuni giorni dopo, rileggendo il post, aveva eliminato “luride”, ma il messaggio era rimasto lì, con tutto il suo carico accusatorio, né lei intende rimuoverlo.

Tra i motivi per silenziare Romano c’è anche il sostegno aperto della consigliera alla legge provinciale di iniziativa popolare contro l’omofobia attualmente in discussione, di cui primo firmatario è il presidente di Arcigay. Sono state raccolte migliaia di firme. La legge è sostenuta dal PD, fortemente contrastata dalla Lega e dalle forze di centro destra, ma vede anche il PATT, che è in maggioranza ed ha la presidenza della Provincia, diviso tra sostenitori e oppositori. Su questo la maggioranza rischia di spaccarsi.

A dare fastidio probabilmente è stato anche il suo aperto sostegno ai progetti attivati dalla Provincia con la finalità di promuovere l’educazione alla parità di genere in tutti gli ordini di scuola. “Intervento tra l’altro coerente con la riforma della scuola renziana”, fa notare Romano, “ma che sta incontrando molte resistenze, proprio per la confusione e la paura generate dalle posizioni oscurantiste e repressive della Lega e delle forze di opposizione di destra contro la ‘teoria del gender’. Questa campagna, se non riusciremo a fare chiarezza, finirà per danneggiare le donne, perché gli interventi sulla parità di genere servono soprattutto a migliorare la condizione femminile, e non aiuterà a prevenire fenomeni di bullismo omofobico e di discriminazione nelle scuole e nel mondo del lavoro”.

“Per ciò che riguarda i riferimenti alla mia professione sinceramente sarei ben lieta di accogliere in classe il signor Fugatti così si renderebbe conto di persona del linguaggio che uso”, ha scritto Romano in un comunicato inviato a tutti i giornali locali. Ma le principali testate non lo hanno pubblicato né ripreso in un articolo “perché qui, purtroppo, i media sono asserviti al governo”, dice con amarezza.

Nei prossimi giorni Romano chiederà un incontro personale con il presidente Rossi, per chiarire la situazione “e soprattutto per chiedergli di intervenire al fine di riportare il dibattito sul terreno che gli è proprio, quello della politica, non avallando comportamenti che possono costituire dolorosi precedenti”.

Resta da vedere se e cosa le risponderà il Presidente Rossi.

Nell’attesa, nei prossimi giorni Antonia Romano si recherà, in qualità di Consigliera Comunale e rappresentante dell’Altra Europa con Tsipras, alle caserme per dare il benvenuto ai profughi trasferiti a Trento. La Lega è avvertita. Perché questo è fare politica.

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