COMUNICATO/ Basta austerita’, giustizia e democrazia per l’Europa

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L’Altra Europa con Tsipras aderisce alle mobilitazioni per il 15/17 ottobre a Bruxelles e Roma


123 milioni di donne e di uomini in Europa sono poveri, uno su quattro. Una cifra che aumenta, fino a  uno su tre nei Paesi più in sofferenza come quelli dell’Europa del Sud. Un numero enorme, che smentisce gli obbiettivi della UE per la riduzione della povertà, che al contrario cresce. Alle vecchie ingiustizie di questa Europa si sono sommati gli effetti catastrofici delle politiche di austerità.

 

Il 17 ottobre, giornata di lotta contro la povertà, l’Altra Europa con Tsipras sarà a Bruxelles raccogliendo l’appello a tre giorni di mobilitazione lanciato dalle reti europee. Ci mobiliteremo contro chi provoca la povertà, le ingiustizie e il malessere sociale crescenti in questa Europa. Saremo in piazza contro le politiche di austerità, crudeli e fallimentari. Contro i predatori economici, a partire da quelli della finanza, che sono le vere e proprie macchine da guerra del massacro sociale e dell’ingiustizia. Contro le oligarchie tecnocratiche e dei governi che soffocano ogni idea di democrazia e di alternativa. Contro xenofobie, razzismi, i muri che devastano le nostre coscienze. Contro chi fa del Mediterraneo, che fu culla della nostra nascita, una tomba di donne e uomini e delle loro speranze. Contro le guerre disseminate anche dalla Europa. Contro la privatizzazione dei beni comuni, ambientali e sociali e la loro devastazione. Saremo in piazza convinti che o questa Europa cambia o muore, facendo morire prima di tutto persone e diritti. Saremo in piazza per costruire un grande movimento europeo di resistenza e liberazione. Una nuova unità tra lavoratrici e lavoratori di ogni Paese, nativi e migranti, tra diverse generazioni, per i diritti di ogni genere, di ogni cultura e di ogni persona che sia in grado di ricostruire dal basso una nuova Europa democratica. Saremo in piazza perché nessuno sia più solo contro l’austerita. Né un governo, che come quello greco provi a cambiare scontrandosi con la durezza degli oligarchi. Né una donna o un uomo che lotta per la propria dignità.

 

Saremo in piazza perché questa Europa è da rifondare totalmente. Perché abbiamo bisogno di una nuova politica che ponga fine allo strapotere della finanza, dei mercati e dei Paesi prevalenti e dunque attui riforme radicali.

 

Vincoli ai mercati finanziari. Stop al TTIP. Freni ai surplus esportativi come quelli tedeschi. Stop alle privatizzazioni. Una economia europea, con risorse proprie, che promuova lavoro, ambiente, beni comuni e servizi. Una armonizzazione verso l’alto dei salari, delle pensioni e del welfare. Una trasformazione radicale della BCE per renderla strumento rispondente alla democrazia e ai bisogni. Una moneta che non sia piu un pessimo padrone ma possa divenire un buon servitore. Una politica delle migrazioni che si fondi sul diritto alla mobilita’ per ricercare lavoro e sul diritto di asilo e di accoglienza. Una nuova centralità del Mediterraneo che sia paradigmatica di una nuova idea di Europa che rispetta e valorizza le proprie articolazioni e fa del rapporto tra le due sponde del nostro mare la chiave per una idea di alternativa a questa globalizzazione e a ogni guerra. Per realizzare tutto ciò occorre una vera rottura democratica.

 

L’Europa va rifondata sulla democrazia. Un Parlamento eletto a base europea che detenga la funzione legislativa e emani un governo democratico con la cancellazione di tutte le strutture oligarchiche. E nuovi corpi intermedi, democratici ed europei. Una Europa delle persone e non delle banche.

 

Con questi obbiettivi  parteciperemo a Roma e a Bruxelles alle mobilitazioni del 15, 16 e 17 ottobre!

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