COMUNICATO/ Fermiamo Erdogan. Basta col massacro dei Curdi

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Non hanno fine i massacri dei curdi e sono gravissime le responsabilità del primo ministro turco Erdogan. La comunità internazionale e l’Europa devono chiedere in modo risoluto che si ponga fine a questo stato di cose. Non va dimenticato che il piccolo Ayal, il bambino la cui morte ha colpito tutta l’Europa, era curdo. Proveniva infatti da Kobane, la città martire, simbolo della resistenza del popolo curdo e della complicità della Turchia con l’Isis.  

Il premier turco Erdogan usa la repressione contro i curdi sia per ragioni interne che per le sue strategie, in un teatro, quello mediorientale, sempre più sconvolto da conflitti su cui si innestano gli interessi geopolitici di potenze grandi e meno grandi, spesso in conflitto tra loro. Le responsabilità europee sono enormi. La soluzione preferita rimane la guerra. Come è avvenuto in passato per la Libia, la Francia di Hollande si muove oggi contro la Siria. Una strada che non risolverà i problemi dei profughi, ma li moltiplicherà a dismisura.

Occorre porre fine a venti anni di guerre dissennate e risolvere invece, e finalmente, le grandi ferite aperte, a cominciare dalla negazione dei diritti del popolo curdo. 
   
– Venerdì 11 settembre nelle manifestazioni che si terranno a Venezia, a Roma e in tutta Italia, L’Altra Europa con Tsipras invita a marciare non solo a piedi scalzi, ma anche con un cartello di solidarietà con il popolo curdo e per dire stop agli attacchi del governo turco contro i curdi e le loro organizzazioni
   
– Lunedì 14 settembre Erdogan sarà a Milano per l’Expo: L’Altra Europa con Tsipras invita tutte e tutti a partecipare alla manifestazione “Noi siamo Kobane” indetta dalla comunità curda con concentramento alle 18.30 in San Babila

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