Intervista/ Marco Revelli: Si costruisce la nuova sinistra italiana

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di Argiris Panagoupolos 

“In autunno si comincia il processo per la creazione del soggetto politico unitario della sinistra italiana con l’obbiettivo di rovesciare il neoliberismo e l’austerità in Europa al fianco del governo e del popolo geco, che non dobbiamo lasciare soli dopo le grandi battaglie che hanno fatto per tutti noi popoli europei”, ha detto ad “Avgi” il professore universitario ed intellettuale Marco Revelli.   
 
*Renzi sembra che continui senza sosta le sue controriforme con nuovi tagli nella Sanità e ai diritti democratici e costituzionali…
Il governo Renzi è stato formato più di un anno fa. Non ci sono dunque dubbi sulla sua natura. L’ipocrisia ha raggiunto il limite. Poche settimane fa gli ultimi ricatti per far passare riforme costituzionali autoritarie con l’abolizione del senato eletto dal popolo. I migliori costituzionalisti ci hanno avvertito che in combinazione con il cambio della legge elettorale Renzi infingerà un duro colpo alla democrazia rappresentativa con il trasferimento del potere dal parlamento con un quasi assoluto potere all’esecutivo, al suo governo.
A livello sociale emerge con il più classico e tragico dei modi il carattere di classe delle politiche del suo governo. I posti di lavoro non aumentano, come aveva promesso, attaccando le relazioni di lavoro. Anzi nell’ultimo mese abbiamo avuto un aumento del numero dei disoccupati. I redditi dal lavoro continuano a diminuire, mente nello stesso momento procede a tagli molto pesanti sul sistema sanitario, partendo dal settore terapeutico del sistema sanitario nazionale e non dalla parte  amministrativa. È arrivato anche al punto di minacciare i medici che prescrivono troppe ricette per le medicine ed esami, colpisce mortalmente la medicina preventiva e specialmente gli settori più poveri della popolazione, che non potranno  fare le necessarie analisi ed esami medici per proteggere la propria salute. Tutto questo viene fatto con un ricatto senza precedenti contro i medici che prescrivono analisi ed esami ai pazienti e considerando che questi medici… siano in eccesso!

*Ci sono reazioni contro queste controriforme? Abbiamo visto poco tempo fa gli insegnati uscire nelle piazze…
Renzi ha colpito le due categorie sociali che rappresentano la parte più progressista del corpo elettorale della sinistra, il mondo del lavoro, con i Jobs Act, e l’Istruzione Pubblica, gli insegnanti e gli studenti. Gli insegnanti rappresentano una delle parti più avanzate e socialmente consapevoli della nostra società, con il loro contributo spesso volontario tenevano in piedi il sistema scolastico. Sono stati umiliati duramente e brutalmente, mentre il provvedimento contro di loro è passato con la pratica, nota per Renzi, del voto di fiducia sul suo governo.
Con l’apertura della scuole, continuerà la reazione degli insegnanti, mentre l’autunno si prevede abbastanza riscaldato dalle loro mobilitazioni e dalle altre categorie sociali che metteranno porteranno avanti la richiesta di referendum popolari, che rappresentano una vera arma di partecipazione popolare e di rovesciamento dal basso. Le questioni di lavoro Jobs Act e della scuola saranno obbiettivi del movimento per l’organizzazione dei referendum, mentre non si può escludere che verrà inclusa anche la questione delle riforme costituzionali, se Renzi riesce a farle passare dal parlamento. Tutte le leggi passano con il voto di fiducia, senza dibattito ed emendamenti. Il parlamento è stato dimezzato.  

*Come reagisce la sinistra politica? Abbiamo visto gli ultimi mesi che alcuni importanti dirigenti hanno abbandonato il Partito Democratico, è crollata la partecipazione dei suoi tesserati, che sono diventati solo 100 mila, è crollato il consenso elettorale verso il governo, con metà del corpo elettorale che si astiene…
Si registra una enorme fuga silenziosa dal Partito Democratico di quadri, iscritti, ed elettori. A maggio nelle elezioni in sette regioni il Partito Democratico ha perso più di due milioni di voti nelle sette regioni dove si votava  Si sono allontanati dirigenti molto noti dal Partito Democratico ma non si è consolidata una scissione o una rottura nel partito. C’è una progressiva emorragia.  

A sinistra del Partito Democratico c’è un relativo fermento che porta ad una convergenza di forze, persone, posizioni programmatiche. C’è un generale desiderio di superare le frammentazioni che rappresentavano l’anello debole della sinistra alternativa italiana e che ha sottratto la fiducia nelle sue proposte e le sue lotte. Le componenti della sinistra italiana hanno finalmente la consapevolezza che si deve creare un soggetto politico unitario ed alternativo con una proposta elettorale contro la politica neoliberale del governo Renzi. Ci deve essere una politica alternativa distinta ed una lista elettorale unitaria ed alternativa difronte al Partito Democratico di Renzi con il chiaro obiettivo di rappresentare una proposta alternativa di governo e non solo una semplice testimonianza di opposizione.       
Per vincere il consenso della gente dobbiamo dimostrare che la sinistra è cambiata, si è rinnovata, ha cambiato stile e modalità di organizzazione, che ha cambiato le sue dinamiche interne e specialmente che ha cambiato le sue relazioni con il suo popolo. Per tanti anni a sinistra del Partito Democratico c’erano tante sinistre, senza popolo, mentre dall’altra parte aumentavano i populismi senza sinistra, come il Movimento de Cinque Stelle di Grillo, la destra populista della Lega Nord e dei neofascisti o il populismo di Renzi, che rappresenta il populismo di stato.   

*Avete pensato ad un calendario per la creazione del soggetto politico unitario?
I margini di tempo sono diventati terribilmente brevi, come si è dimostrato anche dalla situazione che si è creata in Europa.

Agli inizi di settembre presenteremo una nostra dichiarazione e agli inizi di novembre comincerà la costruzione del nuovo soggetto politico. Grazie al governo greco l’Europa ha mostrato il suo vero volto. Alexis Tsipras e il suo governo hanno costretto l’Europa a gettare la propria machera e di rivelare le sue vere terribili caratteristiche e mostrarci che cosa abbiamo da affrontare esattamente.
L’Europa che è apparsa grazie a Tsipras, le sue regole, la sua politica, la sua leadership e i suoi valori sono incompatibili con la democrazia, la solidarietà e la giustizia sociale. Grazie al governo greco è diventato chiaro che la sinistra non può sperare ad un cambiamento a livello nazionale ma ad un rovesciamento europeo. Il crollo della socialdemocrazia e la sua identificazione con le forze conservatrici impone l’accelerazione della ricostruzione di una nuova sinistra europea, che avrà nelle sue connotazioni il rovesciamento e il cambiamento in Europa.  
La Grecia non deve rimanere sola in questa battaglia a corpo a corpo con l’Unione Europea, la BCE, il FMI, l’Eurogruppo e i banchieri. Si devono moltiplicare le resistenze della sinistra che ha una prospettiva europea per cambiare gli equilibri della forze.  

*Alcuni dentro la sinistra credono che l’Unione Europea non può essere riformata e che forse è meglio di abbandonare l’eurozona in modo organizzato o qualcuno pensa  anche da soli…
Il governo greco ci ha dimostrato che dobbiamo fare le nostre battaglie e non abbandonare la guerra. Da sola Atene ci mostra che dobbiamo unirci per vincere tanto le singole battaglie quanto la guerra. La Grecia ha combattuo la prima battaglia. La guerra continua, ma per vincerla dobbiamo mobilitarci tutti noi con obiettivi che uniscono e guadagnano il consenso. La fuga dall’euro mi sembra come un riconoscimento della sconfitta. Io voglio vincere la guerra insieme con i popoli europei e non tornare alle logiche della supposta sovranità nazionale, dove, attraverso i disastri nazionali, allora i soli ad egemonizzare la situazione saranno di nuovo i banchieri, i speculatori e il loro personale politico. Il livello nazionale non rappresenta il luogo in cui puoi affrontare il conflitto dei nostri tempi. Dobbiamo confrontarci a livello europeo guadagnando il consenso con proposte unitarie, democratiche, socialmente giuste e solidali.       
“L’Altra Europa con Tsipras” rappresenta l’esempio di una politica lungimirante per affrontare le sfide. Il Syriza, Tsipras e il governo greco hanno dimostrato che dobbiamo fare politica piuttosto di rimanere in vuoti riferimenti ideologici. In Italia ci hanno aiutato a mettere la questione della dinamica unitaria della sinistra. Dai primi incontri con Syriza è stato chiaro che la prospettiva del rovesciamento in Europa rappresenta la sola uscita visibile. Non abbiamo chiamato per caso la nostra esperienza “L’Altra Europa con Tsipras”. Mi sembra che abbiamo avuto ragione. A questo ha aiutato anche la coerenza con la quale Syriza e il suo governo continuano a lottare per vincere la guerra.

*L’intervista di Marco Revelli è stata pubblicata ad “Avgi” la domenica 16 agosto 2015.

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