Monthly Archives: luglio, 2015

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Il testo è stato redatto da Luciano Gallino nel giugno 2015 e lo propone al nostro dibattito.

Allegato scaricabile in fondo all’articolo.

 

CAMBIARE GOVERNO PER AFFRONTARE LA CRISI
A otto anni di distanza dall’inizio della crisi economica in USA e in Europa, e a sei della sua fittizia trasformazione, per mano delle istituzioni e dei governi UE, da crisi del sistema finanziario privato a crisi del debito pubblico, l’Italia si ritrova con un governo che da un lato è allineato con le posizioni più regressive della Troika (la quale forma di fatto una quadriglia con Berlino); dall’altro non ha evidentemente la minima idea circa le cause reali della crisi, e meno che mai delle strade da provare o da costruire per uscirne.

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Comunicato dell’Altra Europa con Tsipras Roma
 
Condividiamo totalmente quanto dice la Caritas diocesana – affermano Sabrina Battista e Ferruccio Nobili portavoce dell’Altra Europa con Tsipras Roma – che condanna  le «forze politiche senza scrupoli» che «incrementano un clima d’odio che mai si era visto a Roma e in Italia». Alimentare paure ed odio serve  ai “fascisti del terzo millennio” per dare un senso alla loro inutile esistenza.

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After the night of shame

we must and will fight together for another Europe

Call open for all support via: info@altersummit.eu

The night of July 13th will be remembered in history as the night of the European shame.

The neoliberal oligarchy ruling Europe with no democratic legitimacy has shown its real nature to the whole world. This oligarchy insists that no one in Europe has the right to propose credible alternatives to the religion of austerity, even when these proposals are backed by a very large democratic consensus.

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Comunicato stampa di mercoledi 15 luglio di Gregor Gysi capogruppo di DIE LINKE:

Si in Grecia – NO in Germania

Se fossi membro del parlamento greco, voterei oggi a malincuore e pieno di dubbi contro questo diktat forzato con il ricatto in particolare dal mio governo, con un chiaro e netto SI. Tutto il resto significherebbe accettare la catastrofe, la rovina del popolo greco. E questo non si può! Invece la Grecia almeno rimane  nell’euro nonostante misure inaccettabili, e la popolazione e il governo guadagnano tempo per ricostruire il Paese.

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Con Alexis Tsipras e del popolo greco. Continuiamo la lotta


In tutto il mondo si sono viste le immagini della vergogna. Un gruppo di oligarchi che usa ogni metodo e ogni tortura per piegare un leader e un governo democraticamente eletti e un popolo. Per questo le nostre prime parole sono di grandissimo affetto per Alexis Tsipras che combatte la più dura delle battaglie. Disse Allende che gli altri avevano la forza ma non la ragione. E’ ancora così. Si stanno tentando due colpi di Stato. Contro il Governo greco e contro cio’ che rimane dell’Europa. Altri colpi di Stato sono stati praticati in questi anni da quel vero regime che e’ il capitalismo finanziario e, purtroppo, l’Europa della Troika. Questa volta stanno incontrando una Resistenza, che e’ anche una speranza di Liberazione. Non si può chiamare trattativa cio’ che e’ stato appunto prima il tentativo di abbattere Governo Tsipras e poi, fallito il colpo per lo straordinario esito del referendum, di buttare fuori la Grecia dall’Europa. 

Dopo l’ostentazione di crudeltà (e di ottusità) di queste settimane e, in crescendo, di queste ore possiamo dire con certezza che NON E’ LA GRECIA DI TSIPRAS, MA LA GERMANIA DI SCHAUBLE E MERKEL, INCOMPATIBILE CON L’EUROPA.

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di Alfonso Gianni *

Sembra che il lungo ed estenuante confronto fra la Grecia e la Ue sia giunto al rush finale che permetterebbe quanto meno di evitare la temuta Grexit. La morta gora è stata evitata, oltre che dallo straordinario esito del Referendum di domenica scorsa, dalla nuova lettera di intenti inviata dal governo greco al Presidente dell’Eurogruppo e firmata dal nuovo ministro delle finanze Euclid Tsakalotos. Che non bastasse l’esito pur inequivocabile del referendum greco a piegare l’ostinata resistenza dei creditori era già apparso chiaro dalle terribili parole pronunciate da popolari e socialisti nel dibattito del Parlamento europeo cui era stato invitato Tsipras. 
Quella dimostrazione di democrazia diretta e di precisa volontà popolare non li aveva commossi. Eppure questa aveva fatto breccia persino nel mondo degli economisti mainstream. Uno dei più noti, Luigi Zingales, un italiano che insegna negli States, aveva scritto sul Sole24Ore parole di grande rispetto: “La Grecia, però ha sorpreso il mondo. Io non mi sarei mai aspettato che questo referendum potesse avere luogo nella più assoluta normalità nonostante le banche chiuse, tanto meno che il governo Tsipras fosse in grado di vincerlo”. Ma tutto ciò non ha scosso né turbato gli animi e le convinzioni di una Merkel, di un Gabriel, di uno Schulz, di un Draghi, di un Djisselbloem. Chi tiene i cordoni della borsa sa reprimere sentimenti e commozioni, sempre che ne abbia.