La doppia vergogna. Il Piano Europeo sui rifugiati

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Perché le persone sono trattate come pacchi. 

Perché rimane intatta la missione di pattugliamento e respingimento dei barconi, appena mitigata dal salvataggio in mare che anche le navi militari schierate dall’Unione Europea sono ora costrette a fare, per evitare almeno altri naufragi con il loro carico di morti. 

E vergogna italiana, anzi del governo Renzi.

Il premier la sbandiera come “Europa solidale”, ma il Piano sui rifugiati non contiene nulla sull’apertura di vie di accesso legali e sicure, e lascia di fatto migranti e richiedenti asilo nelle mani di trafficanti e passeur lungo le sempre più blindate – e dunque pericolose – rotte mediterranea e balcanica. 

Intanto Renzi baratta l’accoglienza in Italia dei rifugiati con il respingimento dei migranti in cerca di lavoro, in barba alle proposte per un permesso di soggiorno per ricerca lavoro.

Nessuno mette in discussione il piano di bombardamento dei barconi, caldeggiato proprio dall’Italia, che omette i rischi relativi a possibili “vittime collaterali”, cioè quegli stessi esseri umani in fuga, in nome dei quali l’Italia si prepara a scatenare la sua “guerra contro i trafficanti” in barba al dettato costituzionale.  

Questo piano è stato discusso nello stesso Consiglio Europeo che ha respinto la proposta greca. L’Europa dell’austerità e l’Europa fortezza sono due facce della stessa medaglia, il volto di un’Europa che chiude le porte in faccia a migranti, poveri, giovani, lavoratori. 

Gli attentati delle ultime ore in Francia, Tunisia e in Kuwait ci dicono che un’Europa che non ha una politica è muta di fronte al progredire delle guerre che infiammano il bacino del Mediterraneo e il Medio Oriente.

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