Mafia capitale 2- CONTRO “GLI SCAFISTI” IN CONSIGLIO COMUNALE

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Costoro, come gli scafisti, hanno speculato sulla pelle della parte più debole e indifesa della città, che nello stesso tempo viene politicamente sfruttata per alimentare un clima di odio e di paura.
Ma se l’inchiesta della magistratura ne ha esposto il lato oscuro e criminale, ad essere sotto accusa è l’insieme dell’intreccio tra politica e affari che ha caratterizzato la politica di questi anni. Dalle scelte urbanistiche, alle previsioni di privatizzazione delle aziende pubbliche, alla esternalizzazione dei servizi, la moltiplicazione degli appalti, l’uso sconsiderato delle gare al massimo ribasso.
Sono queste politiche che generano, inevitabilmente, corruzione e criminalità.
Per evitare una “Mafia Capitale 3” non basta dissociarsi, nè è sufficiente il richiamo alla legalità, ma occorre cambiare le politiche che hanno partorito questo mostro, recidere i legami con gli affari e rilanciare la partecipazione popolare. A Roma serve un nuovo modo di governare, che metta al centro la giustizia sociale, la solidarietà popolare, e la partecipazione diretta.
Mentre denunciamo con altrettanta forza l’ipocrisia clamorosa di una destra che ha condiviso ed eretto a sistema questo modo di governare, riteniamo necessario, anzi inevitabile, che il Consiglio Comunale venga sciolto e interamente rinnovato, ridando la parola ai cittadini di Roma.

L’Altra Europa con Tsipras- Roma

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