Svolta storica in Irlanda per i diritti. L’Italia sempre più lontana

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Non è servito aspettare l’esito finale dello spoglio per sapere, per bocca degli stessi ministri, che in Irlanda una valanga di Sì ha risposto positivamente al quesito referendario che chiedeva se inserire nella Costituzione la clausola “Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso”.

Ora nella verde isola i matrimoni gay non solo sono legge  ma sono tutelati dalla Costituzione. Si tratta di una svolta storica, di un successo epocale per quel paese, dove solo 20 anni fa l’omosessualità era considerata ancora un reato penale; dove particolarmente pesante è stata l’invadenza di una Chiesa cattolica oscurantista nella vita civile di quel popolo.  Chi non ricorda la tragica storia raccontata nel bellissimo film di Stephen Frears “Philomena” del 2013! Una conquista civile, quindi, che ci riempie di gioia e di commozione.

Il risultato è tanto più importante proprio perché l’Irlanda è l’unico caso in cui si è raggiunto un simile successo tramite una consultazione popolare diretta. Il popolo ha potuto scegliere in prima persona la propria libertà, i propri diritti, la propria felicità.

Sottolineiamo che a questo storico esito ha contribuito un partito come il Sinn Fein (che fa parte del Gue, cioè della sinistra, nel Parlamento europeo), che ha saputo diventare protagonista di una grande battaglia di civiltà.
Di fronte a ciò genera ancora più tristezza e sdegno la condizione del nostro paese, dove nessun passo in avanti è stato fatto in questa direzione che riguarda un aspetto fondamentale dei diritti dei cittadini e dove gli omosessuali continuano a essere considerati figli di un dio minore, oggetto di scherno e di violenza quotidiana.

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