Il ministro dell’economia contro la Costituzione

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In un’intervista rilasciata su Repubblica il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avanza una tesi davvero singolare. Accusa esplicitamente la Corte Costituzionale di non avere valutato l’impatto economico della sua sentenza sulla questione delle rivalutazione delle pensioni sul bilancio dello Stato.

Siamo al di là di una concezione democratica corretta delle funzioni dei singoli organi della Repubblica e del principio del bilanciamento dei poteri. Il che è clamoroso per un Ministro della Repubblica.
A parte il fatto che gli si potrebbe rispondere che l’accusa casomai andrebbe rovesciata, ovvero che è il Governo a non avere valutato lo squarcio provocato nella nostra Costituzione al momento di assumere i propri provvedimenti, la dichiarazione del ministro Padoan si presta ad altre considerazioni più di fondo.

L’interlocutore della Corte Costituzionale è il legislatore, ovvero il Parlamento, non l’Esecutivo, cioè il governo. Questo a Padoan non sarebbe dovuto sfuggire. Come ha scritto sul Sole24Ore di martedì scorso l’autorevole giurista Enrico De Mita “la Corte non è al di sopra del Parlamento, ma giudica della costituzionalità delle leggi” Le cose funzionano quando ognuno svolge il proprio compito. E, aggiunge De Mita, “Il Parlamento ha tutti gli strumenti … per dimostrare la costituzionalità delle leggi di spesa” Quindi spetta all’Avvocatura dello Stato “difendendo la legge … illustrare come essa non violi il principio dell’equilibrio di bilancio”. E non viceversa.

La seconda questione è ancora più grave. Sempre De Mita nello stesso articolo ricorda che “Il riferimento ai conti conformi alla richiesta dell’Europa non deve diventare un super norma costituzionale”. In altre parole, per noi più esplicite, né il fiscal compact né il pareggio di bilancio infilato nell’articolo 81 della Costituzione possono diventare il fondamento della medesima e dell’ordinamento giuridico del nostro paese. Per questo è in corso una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio in Costituzione.

O almeno non dovrebbero. Come dimostrano le dichiarazioni di Padoan esse non sono frutto dell’ignoranza delle più elementari nozioni di funzionamento di uno stato di diritto, ma di una linea e di una scelta politica che tende a fare dei vincoli europei l’unica legge valida e vigente. Se la Costituzione fa d’intralcio, essa viene violentata, come sta avvenendo nella attuale discussione parlamentare. Se il nostro massimo organo costituzionale, la Corte appunto, si oppone, va delegittimato. Questo è il governo Renzi.

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