IMMIGRAZIONE: PESSIMO IL PACCHETTO EUROPEO

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Con la scusa di combattere la tratta, si chiede autorizzazione all’ONU per intervenire militarmente, per distruggere i barconi e anche le basi a terra dei trafficanti. Con la scusa di difendere i diritti umani, l’Europa potrà finalmente avere la possibilità legale di intervenire militarmente in Libia, aggiungendo guerra a guerra.

Non c’è traccia, nelle misure proposte, di corridoi umanitari o di altre modalità per permettere alle persone in fuga di arrivare in Europa per chieder asilo, come previsto dal diritto internazionale. Al contrario, vengono rafforzati i meccanismi per i rimpatri forzati ed immediati di chi riesce ad arrivare in Europa.

 

Vengono definitivamente sanciti e rafforzati tutti gli strumenti utili ad impedire che i richiedenti asilo e i migranti si avvicinino alle nostre coste. L’obiettivo è di sigillare le frontiere dei paesi africani e del sud Mediterraneo che i rifugiati e i migranti devono attraversare, lasciandoli intrappolati lungo il viaggio verso la salvezza.

Si prevede poi la redistribuzione di ventimila rifugiati in diversi paesi europei – un numero irrisorio rispetto al bisogno. 

 

In Europa non c’è l’invasione di richiedenti asilo. Il 97% dei profughi siriani sono ospitati nei paesi del sud Mediterraneo. Se questo pacchetto sull’immigrazione verrà confermato, l’Europa non avrà nessuno da accogliere: uomini, donne e bambini rimarranno a morire lontano dai nostri occhi, o dovranno arrivare a nuoto.

Per i migranti economici, poi, continua a non essere prevista la possibilità di ingresso per ricerca di lavoro. La stessa Commissione proclama di aver sempre più bisogno di lavoratori immigrati: ma evidentemente fanno più comodo irregolari, ricattati e schiavi.

L’Europa Fortezza continua ad alzare i muri. L’Europa della democrazia, dei diritti e della dignità bisogna che continui, sempre di più, a ribellarsi.

L’altra Europa con Tsipras

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